Silvana Amati: 'Voglio tornare in parlamento per rendere il Porto di Ancona un punto franco'

Silvana Amati 3' di lettura Ancona 27/12/2012 - Delle 26 proposte di legge che Silvana Amati ha presentato nei suoi 7 anni in Parlamento ce ne sono tre che sarebbero giunte a compimento se la legislatura non fosse stata interrotta prematuramente. Una contro negazionismo e genocidio, una per tutelare le casalinghe e la terza per istituire i punti franchi nei porti di Livorno e Ancona, nell'interporto di Jesi e nella zona industriale di Senigallia.

"Senigallia non può perdere il suo parlamentare - chiosa Silvana Amati - vediamo cosa sta succedendo nella sanità ora che non abbiamo nessun rappresentante in regione. Tra le tante attività svolte in questi anni in parlamento ce ne sono tre che mi stanno particolarmente a cuore, perché quasi giunte in porto. È anche per questo che vorrei continuare il mio lavoro in Parlamento".

La prima riguarda una legge che condanni, il negazionismo, il genocidio ed i crimini contro l'umanità come in tutta Europa. "Sono orgogliosa che questa mia proposta di legge veda come terza firmataria Rita Levi Montalcini". Una proposta a cui ha collaborato anche la comunità ebraica di Senigallia: in relazione al negazionismo Remo Morpurgo ricorda come l'articolo 2 della Costituzione Italiana parli proprio di difesa della dignità.

La seconda proposta di legge è nata dalla collaborazione con ANMIL (Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi del Lavoro) ed intende tutelare le donne mutilate a causa del lavoro domestico e garantire alle casalinge la pensione.

La terza proposta riguarda la crezzione dei quattro punti franchi a Livorno, Jesi, Senigallia ed Ancona. L'idea dei punti franchi nasce dalla storia, dal Porto Franco di Livorno e dalla Fiera Franca di Senigallia ed incontra un'esigenza attuale, quella dell'Unione Europea di collegare la Spagna alla macroregione Adriatico-ionica. In questa prospettiva è anche importante il collegamento Fano-Grosseto.

Silvana Amati inoltre rivendica di aver portato la voce della pace nella commissione difesa del Senato, dove ha condannato il tanto contestato acquisto degli aerei F35. Inoltre ha ribadito il suo impegno per il trasporto su rotaia, in aperta contrapposizione con l'AD di Trenitalia Moretti che vede il servizio pubblico solo come azienda, senza che questa senta responsabilità sociale d'impresa. "Oggi i diritti dei cittadini sono sottovalutati da Trenitalia".

La senatrice Amati contesta l'organizzazione delle primarie. Innanzi tutto le date troppo sacrificate e troppo a ridosso delle feste. Poi la possibilità di votare solo per chi ha già preso parte alle primarie. "Mi hanno sempre votato anche persone che mi stimano ma che non sono elettori del PD".

"Le primarie sono una risposta parziale all'esigenza di democrazia - commenta Silvana Amati - le liste provinciali saranno poi riassemblate nelle tue liste regionali dalla segreteria nazionale. Ma l'importante è che ne esca una lista forte, che sia un mix di esperienza e rinnovamento (due senatori marchigiani del PD hanno deciso di non ricadidarsi) e perché il PD ha bisogno di tanti voti, altrimenti con questa legge elettorale al Senato avremo una maggioranza risicata e non avremo un governo forte che possa farci uscire dalla crisi".

Ma c'è già chi parla di Silvana Amati come possibile ministro in un ipotetico Governo Bersani. La senatrisce smentisce: "Non spetta a me dirlo". Ma si lascia sfuggire un: "Dipende dai risulati delle primarie".



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Questo è un articolo pubblicato il 27-12-2012 alle 23:54 sul giornale del 29 dicembre 2012 - 1110 letture

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