contatore accessi free
SEI IN > VIVERE ANCONA > ATTUALITA'
comunicato stampa

Dossier 'Mal’aria 2013': ad Ancona sforamenti oltre la norma. Problemi anche a Falconara

4' di lettura
692

Legambiente: “Nelle Marche moria di centraline per il rilevamento e ancora troppi sforamenti oltre il limite di legge. È urgente un cambio di passo e un investimento serio su un'altra mobilità: più trasporto pubblico, piste ciclabili e mezzi elettrici; non più rinviabile l'avvio della metropolitana di superficie regionale”

“Le Marche soffrono ancora di mal d'aria nonostante la procedura d'infrazione già avviata dalla Comunità Europea nei confronti dell'Italia che riguarda anche la nostra Regione”. Questo il commento del presidente di Legambiente Marche Luigino Quarchioni e Leonello Negozi della segreteria regionale dell’associazione alla presentazione del dossier 'Mal'aria 2013'. Molte le centraline che nel 2012 hanno superato il limite di sforamenti di pm10 consentiti dalla legge (limite giornaliero di 50 microgrammi/m3 di polveri sottili per 35 giorni all’anno). Ad Ancona sforamenti oltre la norma per la centralina del porto (84 giorni), di Torrette (75 giorni) e Via Bocconi (61 giorni). Problemi anche a Falconara Marittima dove la centralina in zona Scuola ha registrato sforamenti per 62 giorni; Fano, in via Montegrappa con 58 giorni e Jesi, via Tornabrocco con 53 giornate oltre il limite. Ma a preoccupare l'associazione ambientalista è anche la moria di centraline che si è registrata negli ultimi anni; infatti, non sono più in funzione stazioni di rilevamento che nel 2009 avevano registrato sforamenti importanti come quella di Civitanova Marche, in via Cecchetti (123); Porto Sant'Elpidio (74); Pesaro, via Giolitti (55) e Macerata, piazza Vittoria (54). “Questi dati confermano che non c'è stato nessun cambio di passo in questi anni – continuano Quarchioni e Negozi -. Dalla Regioni, alle province e comuni, il problema dell'inquinamento da polveri sottili è non è stato affrontato con sufficiente determinazione. Questo è confermato dallo scarso impegno ad attuare l'accordo di programma 2012/201 “Misure contingenti per ridurre il rischio di superamento dei valori limite delle concentrazioni in aria ambiente delle polveri sottili pm10 e degli ossidi di azoto no”, visto che siamo a meta gennaio ed ancora non sappiamo quanto le disposizione, che dovevano diventare operative dal15 settembre 2012, saranno attuate.

Un accordo di programma che ha visto il precedente 2011/2012 una scarsa attuazione. Su 61 comuni della zona “A”, solo 43 hanno firmato e di questi solo 7 l’hanno applicato in modo conforme. In particolare, solo 7 comuni hanno applicato in modo conforme l’ordinanza sul traffico e 27 no; per quanto riguarda l’ordinanza sulle attività produttive, è stata applicata da 20 comuni mentre 9 non lo hanno fatto e l’ordinanza sul riscaldamento è stata applicata da 20 comuni contro 9 che non l’hanno applicata”. Anche per quanto riguarda il processo partecipativo per la definizione di questo accordo di programma, è stato definito un tavolo tecnico formato solo da figure istituzionali (Regione, provincie comuni e Arpam), non raccogliendo le indicazioni che vengono dalla normativa europea (2005/370/CE) sull’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali in materia ambientale. Una scarsa attenzione al tema dell’inquinamento è confermata anche dai dati del rapporto Pendolaria di Legambiente secondo cui, la Regione Marche, nel 2012, ha stanziato per il trasporto ferroviario pendolare lo 0,09% del bilancio regionale; ancora meno del 2011 quando il finanziamento è stato dello 0,13%. Della spesa regionale per le infrastrutture, dal 2003 al 2012, la Regione ha investito l’84,65% sulle strade e il 15,35% sulle ferrovie.

Dal 2011 al 2012 è stato registrato un incremento di viaggiatori in treno di quasi il 50% con 8mila utenti in più ogni giorno; a fronte di questo aumento, dal 2001 al 2012, la Regione ha investito 1,71 euro all'anno per abitante, meglio solo di Sicilia e Calabria. “Solo un deciso cambio di rotta può invertire questa tendenza, per cui lanciamo alle amministrazioni le 4 parole d'ordine di Legambiente per migliorare la qualità della vita dei marchigiani e investire sul futuro di questo territorio: metropolitana di superficie, più trasporto pubblico locale, più piste ciclabili e incentivi per i mezzi elettrici – concludono Quarchioni e Negozi -. Solo in questo modo potremo far fronte alle richieste della Comunità Europea e rendere le nostre città più moderne e desiderabili. Chiediamo, quindi, coraggio e determinazione alle istituzioni per affrontare un tema che non ci permette più di attendere”.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-01-2013 alle 20:16 sul giornale del 18 gennaio 2013 - 692 letture