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comunicato stampa

Emanuele Lodolini: aderisco alla campagna 'Ripartire dalla Cultura'

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emanuele lodolini

In coerenza con l’impegno che vede il Pd in provincia di Ancona tornare a parlare del rapporto tra Politica e Bellezza, concetto che la Politica stessa purtroppo ha perso di vista negli ultimi anni, e dopo aver presentato le linee programmatiche che accompagnano la mia candidatura alle elezioni politiche ho deciso di aderire alle cinque proposte e ai dieci obiettivi del manifesto “Ripartire dalla cultura”, promosso dall’Associazione Italiana Biblioteche, l’Associazione Nazionale Archivistica Italiana, l’International Council of Museums – Icom Italia, (riunite in MAB Musei Archivi Biblioteche), l’Associazione Bianchi Bandinelli, il Comitato per la Bellezza, Federculture, Italia Nostra, Legambiente.

Hanno già aderito esponenti di primo piano della cultura italiana come Tullio De Mauro, Tomaso Montanari, Luciano Canfora, Giuliano Montaldo, Salvatore Settis. Cinque le proposte individuate: • Puntare sulla centralità delle competenze

• Promuovere e riconoscere il lavoro giovanile nella cultura • Investire sugli istituti culturali, sulla creatività e sull’innovazione • Modernizzare la gestione dei beni culturali • Avviare politiche fiscali a sostegno dell’attività culturale I promotori e i firmatari del presente appello chiedono di accogliere nei programmi elettorali queste priorità e di sottoscrivere i dieci obiettivi seguenti, che dovranno caratterizzare il lavoro del prossimo Parlamento e l’azione del prossimo Governo. Il nostro sostegno, durante e dopo la campagna elettorale, dipenderà dall’adesione ad essi e dalla loro realizzazione.

1. Riportare i finanziamenti per le attività e per gli istituti culturali, per il sistema dell’educazione e della ricerca ai livelli della media comunitaria in rapporto al PIL. 2. Dare vita a una strategia nazionale per la lettura che valorizzi il ruolo della produzione editoriale di qualità, della scuola, delle biblioteche, delle librerie indipendenti, sviluppando azioni specifiche per ridurre il divario fra nord e sud d’Italia. 3. Incrementare i processi di valutazione della qualità della ricerca e della didattica in ogni ordine scolastico, riconoscendo il merito e sanzionando l’incompetenza, l’inefficienza e le pratiche clientelari. 4. Promuovere sgravi fiscali per le assunzioni di giovani laureati in ambito culturale e creare un sistema di accreditamento e di qualificazione professionale che eviti l’immissione nei ruoli di personale non in possesso di specifici requisiti di competenza. Salvaguardare la competenza scientifica nei diversi ambiti di intervento, garantendo organici adeguati allo svolgimento delle attività delle istituzioni culturali, come nei paesi europei più avanzati. 5. Promuovere la creazione di istituzioni culturali permanenti anche nelle aree del paese che ne sono prive – in particolare nelle regioni meridionali, dove permane un grave svantaggio di opportunità – attraverso programmi strutturali di finanziamento che mettano pienamente a frutto le risorse comunitarie; incentivare formule innovative per la loro gestione attraverso il sostegno all’imprenditoria giovanile.

6. Realizzare la cooperazione, favorire il coordinamento funzionale e la progettualità integrata fra livelli istituzionali che hanno giurisdizione sui beni culturali, riportando le attività culturali fra le funzioni fondamentali dei Comuni e inserendo fra le funzioni proprie delle Province la competenza sulle reti culturali di area vasta. 7. Ripensare le funzioni del MiBAC individuando quelle realmente “nazionali”, cioè indispensabili al funzionamento del complesso sistema della produzione, della tutela e della valorizzazione dei beni culturali, per concentrare su di esse le risorse disponibili. Riorganizzare e snellire la struttura burocratica del ministero, rafforzando le funzioni di indirizzo scientifico-metodologico e gli organi di tutela e conservazione, garantendone l’efficienza, l’efficacia e una più razionale distribuzione territoriale. 8. Inserire la digitalizzazione del patrimonio culturale fra gli obiettivi dell’agenda digitale italiana e promuovere la diffusione del patrimonio culturale in rete e l’accesso libero dei risultati della ricerca finanziata con risorse pubbliche. 9. Potenziare l’insegnamento delle discipline artistiche e musicali nei programmi di studio della scuola primaria e secondaria e sviluppare un sistema nazionale di orchestre giovanili. 10. Prevedere una fiscalità di vantaggio, compreso forme di tax credit, per l’investimento privato e per l’attività del volontariato organizzato e del settore non profit a sostegno della cultura, con norme di particolare favore per il sostegno al funzionamento ordinario degli istituti culturali. Sostenere la fruizione culturale attraverso la detraibilità delle spese per alcuni consumi (acquisto di libri, visite a musei e partecipazione a concerti, corsi di avviamento alla pratica artistica); uniformare l’aliquota IVA sui libri elettronici a quella per l’editoria libraria (4%); prevedere forme di tutela e di sostegno per le librerie indipendenti.

http://www.ripartiredallacultura.it/



emanuele lodolini

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-01-2013 alle 00:55 sul giornale del 22 gennaio 2013 - 819 letture