contatore accessi free
SEI IN > VIVERE ANCONA > CRONACA
articolo

Osimo: smascherata truffa da 3 milioni di euro. Aziende colpite anche a Falconara, Ancona e non solo

2' di lettura
5842

Polizia di Ancona: Di Munno e Nicolini

Smascherata dalla Polizia una truffa milionaria per 3 milioni di euro. Tra le vittime operatori commerciali di Falconara, Ancona, ma anche Jesi e Fabriano e non solo. Una azione criminosa che si estendeva nelle Marche, ma anche in altre Regioni: Emilia Romagna e Trentino. La prima segnalazione era partita da Ancona nel maggio scorso. Ad incastrarli anche i profili facebook.

E' partita da Ancona la prima segnalazione della truffa commerciale per circa 3 milioni di euro, denaro pertanto ricavato illecitamente in soli pochi mesi. Il tutto ai danni di 30 aziende sparse nelle Marche, ma anche Emilia Romagna, Veneto e Trentino Alto Adige. La banda aveva rilevato la Cogedan Srl, stabilendo la base ad Osimo (una capannone vicino all'Autostrada). Un'azienda che aveva raggirato perfino esperte banche locali e non solo ottenendo credito e mutui vantanto anche un prestigioso contratto, poi scoperto fasullo, con l'interposrto di Jesi.

Le indagini, subito dopo la segnalazione di un operatore commerciale anconetano, sono partite da Ancona da parte della Squadra mobile dorica in collaborazione con la polizia di Osimo. A finire in manette lunedì a Napoli tre campani, tra i quali uno addirittura al ritorno di una crociera con una trentina di parenti.

A capo della società criminale l'ingenier Bartali o meglio così si faceva chiamare il 60enne Elia Giusti, già con precedenti penali alle spalle insieme ad altri due: il trentenne incensurato Fortunato Polverino, AD della azienda insospettabile da loro rilevata la CO.GE.DAN srl di Casoria, e il 40enne Maurelli Gianfranco. Quest'ultimo proprio di ritorno da una vacanza. La banda criminale per molti mesi ha agito insospettata con tanto di capannone ad Osimo grazie alla compravendita di materiale edile con assegni posdatati. Materiale che veniva ricettato per poi rivenderlo nel napoletano, il tutto senza mai pagare veramente i fornitori.

A far traboccare il vaso un errore banale: un muletto in affitto non restituito al proprietario che ha prontamente segnalato al 113. Ma é all'arrivo delle volanti e della Mobile che i tre si sono dati alla fuga. Ma, dopo, una lunga indagine i tre sono stati rintracciati. In particolare durante la fuga dal Capannone osimano i tre avevano lasciato i pc accesi con tanto di profili facebook che alla fine dei conti li hanno incastrati.

Per il trio nulla da fare: scatta l'ordine di custodia cautelare in Carcere. Le accuse per loro sono "associazione a delinquere finalizzatata alla Truffa commerciale e approriazione indebita". Ed intanto il Dott Di Munno, Dirigente della Mobile dorica, parla di ulteriori sviluppi sull'indagine denominata in onore dell'Ingegnere "Operazione Bartali".





Polizia di Ancona: Di Munno e Nicolini

Questo è un articolo pubblicato il 22-01-2013 alle 14:04 sul giornale del 23 gennaio 2013 - 5842 letture