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comunicato stampa

'Lo yogurt che fa bene ai pesci'. Sulla ricerca ha preso parte anche Oliana Carnevali (Univpm)

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Nuova frontiera dell’acquacoltura: i probiotici sono benefici anche per la crescita dei pesci. Una recente scoperta mostra come ne favoriscano un corretto e più rapido sviluppo.

I probiotici, gli stessi che troviamo nello yogurt, sono benefici oltre che per l’uomo, anche per i pesci. È dimostrato in un recente studio condotto da ricercatori dell’Università Politecnica delle Marche guidati dalla professoressa Oliana Carnevali, e dell’Istituto per le Tecnologie Marine e Ambientali dell’Università del Maryland, pubblicato nell’ultimo numero della prestigiosa rivista scientifica PLoS ONE. Vi è evidenziato che i probiotici, somministrati a larve di zebrafish accelerano lo sviluppo embrionale e larvale e, cosa molto importante, fanno aumentare la sopravvivenza larvale. Lo studio si basa su sperimentazioni nelle quali i ricercatori hanno fornito Lactobacillus rhamnosus, un ceppo probiotico talvolta presente nello yogurt, alle larve di zebrafish in sviluppo; una volta giunto nel tratto gastrointestinale di queste, Il probiotico - Lactobacillus rhamnosus - oltre a impedire la proliferazione di batteri nocivi ha promosso lo sviluppo osseo e della gonade, già dopo 10 giorni dall’inizio del trattamento con il probiotico.

Questa ricerca ha una grande rilevanza per l’acquacoltura: lascia infatti ipotizzare la possibilità di allevare specie il cui allevamento in cattività e stato finora considerato arduo. Accelerando lo sviluppo delle larve, i probiotici potrebbero garantire un sistema più efficiente e sicuro per allevare con successo specie destinate al consumo alimentare, incrementando così la produttività e la competitività del settore dell'acquacoltura con un notevole beneficio socio-economico per produttori e consumatori. Da notare che lo zebrafish è molto utilizzato anche nella ricerca genetica e biomedica in quanto i ricercatori possono facilmente studiarne i cambiamenti che avvengono nelle prime fasi di sviluppo e incredibilmente questa specie condivide molti geni con l’uomo: per questo lo zebrafish è uno dei principali modelli per lo studio di processi cellulari e fisiologici implicati in numerose malattie umane.

Lo studio, intitolato “Lactobacillus rhamnosus Accelerates Zebrafish Backbone Calcification and Gonadal Differentiation through Effects on the GnRH and IGF Systems”, frutto di una collaborazione internazionale tra rircatori Italiani e Statunitensi, è stato pubblicato nel numero di settembre di PLoS ONE. I ricercatori coinvolti sono Matteo Avella (primo autore, e attualmente all’NIH di Bethesda) e Oliana Carnevali (corresponding) dell’Università Politecnica delle Marche, Stefania Silvi dell'Università degli Studi di Camerino, Shao-Jun Du della School of Medicine dell’Università del Maryland, Ernest Williams, Yonathan Zohar e Allen Place dell'Istituto di Tecnologie Marine e Ambientali dell’Università del Maryland.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-01-2013 alle 10:52 sul giornale del 24 gennaio 2013 - 1075 letture