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comunicato stampa

Valeria Mancinelli: 'Il mio impegno per Ancona. Mi candido a Sindaco perché...'

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Valeria Mancinelli

"Mi candido a Sindaco perché c’è bisogno di ricostruire, cambiando molte cose in modo profondo. Lo voglio fare nel centrosinistra perché i miei valori e la mia storia stanno lì e non mi piacciono i travestimenti;..." Questo l'inzio di un post del Candidato Sindaco Pd Valeria Mancinelli.

perché penso che le energie nuove per mettere in campo il cambiamento ci sono e sono tante: sia dentro i partiti, e primo fra tutti nel PD, che fuori. C’è solo un gran bisogno e l’urgenza di farle lavorare insieme. Una coalizione di governo per essere tale deve essere frutto di un accordo autentico su cosa fare e come farlo. Mai più accordi finti imposti per tatticismi politici. E’ necessario un patto chiaro tra i partiti dell’alleanza, che faccia barriera al trasformismo, che vieti il passaggio da un gruppo all’altro dei singoli Consiglieri eletti e accetti come comportamento condiviso quello di non candidare nelle proprie fila soggetti usciti da altre formazioni politiche.

Gli Assessori sono collaboratori del Sindaco e lo coadiuvano nella gestione amministrativa con competenza e dedizione, non altro, non rappresentanti di partiti o correnti di partiti o, peggio, di frammentati gruppi di potere. Per questo è previsto che siano scelti, nominati e, se non funzionano, revocati in piena autonomia dal Sindaco stesso, a cui per altro resta per intero anche il potere/dovere di assicurare il buon funzionamento di tutta l’Amministrazione. Per quanto mi riguarda o sarà così o non sarà. Di tali condizioni mi considero garante verso la città. Sono convinta che il programma del candidato Sindaco debba essere frutto di un progetto per la città, di un lavoro collettivo di partiti, movimenti, associazioni e cittadini che vorranno partecipare.

Per superare il localismo, un amministratore deve essere capace di operare in una geografia dai confini variabili e concretizzare una buona qualità dei servizi ai cittadini. Essere capoluogo non è una condizione di privilegio ma una responsabilità, una funzione necessaria per un territorio. Specie nelle Marche, significa essere il soggetto che più di altri ha l’onere di concorrere alla costruzione della cooperazione tra città e comunità ampie, al fine di realizzare integrazione e servizi efficienti. Il capoluogo è il luogo dell’innovazione e della proposta, non quello della competizione. Bisogna colmare il vuoto prodotto dalla cancellazione delle Circoscrizioni. Non c’è una legge che vieti un’organizzazione autonoma della rappresentanza civica.

Ancona ha sperimentato il valore e l’importanza sociale di un organismo che possa e sappia prendersi cura dei bisogni dei cittadini. È necessario progettare un nuovo modello sostenibile che ne garantisca il livello di rappresentanza. Nessun programma è serio senza una struttura operativa capace di realizzare le idee. Le ferite inferte alla macchina comunale, non solo dalla crisi, rendono urgente un intervento che dia qualità e tempestività alle risposte.



Valeria Mancinelli

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-02-2013 alle 23:15 sul giornale del 20 febbraio 2013 - 1567 letture