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comunicato stampa

Il Collegio dei Costruttori appoggia le manifestazioni dei sindacati. Alessandroni: 'La crisi del settore rischia di trascinare l'economia nel baratro'

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Sono dati sempre più allarmanti quelli analizzati dall’Ance a inizio 2013. L’emorragia di posti lavoro non si arresta ed è ormai arrivata a colpire anche le strutture imprenditoriali più solide. L’assenza dei pagamenti da parte della PA, la restrizione del credito oltre alla cronica, ormai, mancanza di lavoro stanno riducendo allo stremo un settore che prima della crisi pesava l’11 % del Pil con circa 3 milioni di addetti considerando l’indotto.

“La crisi del settore delle costruzioni ha raggiunto livelli tali che rischia di trascinare l’economia italiana nel baratro” afferma il Presidente del Collegio Costruttori di Ancona, Paolo Alessandroni, che si rivolge al Prefetto, alle Amministrazioni Pubbliche e alla politica i generale perché affrontino l’emergenza economica legata al settore. Ad allarmare sono i nuovi dati sui fallimenti di impresa che nei primi nove mesi del 2012 hanno raggiunto la cifra record nazionale di 9500, destinata ancora crescere. Si tratta di un incremento del 25,3% rispetto al 2009. Record negativo anche per la disoccupazione. I senza lavoro nelle costruzioni sono ormai 360 mila, circa 550mila se si considera l’indotto. Una situazione che rischia di peggiorare ulteriormente nei prossimi mesi se non si metteranno subito in campo interventi utili ad arrestare il declino. “I nostri dati segnalano già da tempo un dramma che non è solo economico ma sociale perché investe migliaia di famiglie e rischia di spazzare via un settore industriale che insieme all’export rappresenta il vero traino dell’economia nazionale”.

Anche nelle Marche, il 2012 è risultato di gran lunga l’anno peggiore dall’inizio della crisi; i sindacati e le imprese socie ci comunicano che le ore di cassa integrazione ordinaria e straordinaria richieste e autorizzate sono prepotentemente cresciute del 55% rispetto all’anno scorso fino a superare i 23 milioni a cui vanno aggiunte le ore di cassa integrazione in deroga: ore equivalenti al mancato lavoro di 21mila persone. “Questi dati sono allarmanti”, ribadisce Paolo Alessandroni “e se non verrà fatto nulla, fra un anno non ci sarà più nessun lavoratore all’interno delle nostre imprese”. Per questo motivo il Collegio Costruttori e i sindacati hanno iniziato un percorso assieme per cercare di tutelare le aziende e i dipendenti sferrando iniziative congiunte verso la Regione, le Banche e le Amministrazioni Pubbliche che hanno l’obbligo morale di salvaguardare l’economia del nostro Paese. Le imprese edili stanno cercando, grazie agli ammortizzatori sociali, di salvaguardare ancora un po’ le proprie aziende, con la speranza di una “ripresa” di lavoro ma venendo a mancare anche questi, molte saranno costrette a chiudere i battenti. I 15 milioni di euro spettanti alle Marche per il 2013, sono sufficienti a malapena per coprire le esigenze di 4 mesi.

Concordiamo con i sindacati che appare particolarmente drammatica, oltre che illogica, la scelta operata con la Legge 228/12 (Legge di Stabilità) di non rifinanziare la possibilità per i lavoratori e lavoratrici licenziati da imprese escluse dalla CIGS di iscriversi alla lista di mobilità non indennizzata previste dalla Legge 236/93, assicurando così all'impresa che volesse assumerli di beneficiare degli sgravi contributivi previsti dall'ordinamento. Com’è facilmente immaginabile, questi problemi, in un clima diffuso di difficoltà e incertezze alimentano ulteriormente frustrazione e disperazione. Solo un anno fa, il Collegio ha provato a richiamare l’attenzione pubblica sui diversi casi di “suicidio” di imprenditori e lavoratori. Oggi non fanno più notizia!!!! Questa cosa è disarmante ed è ancora peggio pensare che nulla si sta facendo per uscire da questa disperazione. Quando le imprese vanno a parlare con gli istituti di credito si trovano solo porte in faccia. Il Collegio Costruttori, pertanto vuole fare un plauso all’iniziativa intrapresa dai Sindacati e dalle importantissime manifestazioni di protesta, fondamentali per far capire che occorre unire le forze per superare questa crisi infinita.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-02-2013 alle 01:14 sul giornale del 22 febbraio 2013 - 822 letture