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Rivoluzione Civile ai cancelli di Fincatieri ad Ancona, Massimo Rossi incontra gli operai

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Rivoluzione Civile ai cancelli di Fincatieri, Massimo Rossi incontra gli operai: “Urgente una nuova politica industriale e una legge sulla rappresentanza sindacale”.

Questa mattina Massimo Rossi, candidato di Rivoluzione Civile nelle Marche, ha incontrato gli operai di Fincantieri davanti ai cancelli dello stabilimento di Ancona. Al centro del confronto le problematiche del cantiere dorico che, dopo il varo dell’ultima nave previsto tra un mese e mezzo, rischia di trovarsi di senza carichi di lavoro, aprendo la prospettiva a una nuova crisi.

“Comprendo benissimo – ha affermato Rossi – la preoccupazione che serpeggia tra gli operai del cantiere per il futuro dello stabilimento. È urgente una nuova politica industriale fondata su investimenti, ricerca e sviluppo di nuovi prodotti, dismissione del patrimonio navale obsoleto e revisione del piano nazionale dei trasporti, con la valorizzazione delle autostrade del mare. Su questi punti ho trovato molta più consapevolezza tra i lavoratori che non nel gruppo dirigente di Fincantieri, il quale si ostina a portare avanti una strategia suicida basata sulla compressione dei salari, l’estensione dell’orario di lavoro, la restrizione dei diritti e il ricatto."

"Anche per questo è necessario arrivare quanto prima a una legge sulla rappresentanza. Una legge che permetta ai lavoratori di poter esercitare un controllo democratico sui propri contratti e di potersi scegliere i propri rappresentanti. Su questo punto Rivoluzione Civile ha già fatto propria nel suo programma la proposta di legge popolare promossa dalla Fiom. Non è così per il centrosinistra, che infatti ha sostenuto i referendum truffa di Marchionne, e purtroppo neppure per il Movimento 5 Stelle di Grillo”.

Per quanto concerne le risorse necessarie da investire, la ricetta di Rivoluzione Civile è chiara. “Il rilancio della cantieristica – ha concluso Rossi – così come degli altri comparti produttivi non può avvenire senza rimettere in discussione i provvedimenti varati dal governo Monti in materia economica. Chi sostiene il contrario, come il centrosinistra, mente sapendo di mentire. Il primo punto è la rinegoziazione del Fiscal Compact, che prevede tagli di 45 miliardi annui per i prossimi venti anni alla spesa dello Stato. Noi crediamo che quelle risorse vadano investite nel sostegno all’economia reale e non date in pasto alla speculazione finanziaria come sta avvenendo oggi”.



Questo è un articolo pubblicato il 22-02-2013 alle 00:54 sul giornale del 22 febbraio 2013 - 901 letture