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CRONACA

21.03.2013 17:40
firma generica autore

di Laura Rotoloni
vivere.biz/laurarotoloni

Incassava i soldi per le schede della fotocopiatrice. Nei guai collaboratrice 'furbetta' del Savoia-Benincasa

bidelli

Furto al Savoia Benincasa. A finire nei guai una collaboratrice dell'Istituto. La donna incassava i soldi per le schede della fotocopiatrice.Per lei nulla da fare, scatta la denuncia.

A seguito di attivita’ info-investigativa condotta dai carabinieri di Ancona centro, nella giornata di mercoledì si riusciva ad accertare la vicenda. Nel quadrimestre tra settembre 2012-gennaio 2013, infatti, nel Savoia-Benincasa avvenivano furti. E' così che i Carabinieri sono riusciti a risalire alla donna che a piu’ riprese si era resa responsabile di furti di varie schede magnetiche per l’utilizzo delle fotocopiatrici. Ma non finiva qui, la collaboratrice furbetta le rivendeva agli studenti intascandone i proventi. Si tratta della 52enne M.E., queste le sue iniziali.

I responsabili dell’Istituto da qualche tempo avevano notato la strana situazione ed in particolare un utilizzo di molto superiore alla media delle schede: E' così che i dirigenti si sono rivolti ai Carabinieri. I militari riuscivano a venire a capo del sistema utilizzato dalla donna che a fine giornata si ricavava l'“extra”.

Le schede, di prassi, venivano vendute agli studenti per una cifra 'x' tramite dei collaboratori scolastici i quali si preoccupavano di svolgere la gestione contabile per conto della scuola. Ma nel suo caso la donna intascava i proventi delle schede vendute, non riconsegnandole alla scuola. Per la collaboratrice scolastica, dunque, nulla da fare: deferita in stato di liberta’.

Aprilo qui https://vivere.me/KTP
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Incassava i soldi per le schede della fotocopiatrice. Nei guai collaboratrice 'furbetta' del Savoia-Benincasa

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Furto al Savoia Benincasa. A finire nei guai una collaboratrice dell'Istituto. La donna incassava i soldi per le schede della fotocopiatrice.Per lei nulla da fare, scatta la denuncia.

A seguito di attivita’ info-investigativa condotta dai carabinieri di Ancona centro, nella giornata di mercoledì si riusciva ad accertare la vicenda. Nel quadrimestre tra settembre 2012-gennaio 2013, infatti, nel Savoia-Benincasa avvenivano furti. E' così che i Carabinieri sono riusciti a risalire alla donna che a piu’ riprese si era resa responsabile di furti di varie schede magnetiche per l’utilizzo delle fotocopiatrici. Ma non finiva qui, la collaboratrice furbetta le rivendeva agli studenti intascandone i proventi. Si tratta della 52enne M.E., queste le sue iniziali.

I responsabili dell’Istituto da qualche tempo avevano notato la strana situazione ed in particolare un utilizzo di molto superiore alla media delle schede: E' così che i dirigenti si sono rivolti ai Carabinieri. I militari riuscivano a venire a capo del sistema utilizzato dalla donna che a fine giornata si ricavava l'“extra”.

Le schede, di prassi, venivano vendute agli studenti per una cifra 'x' tramite dei collaboratori scolastici i quali si preoccupavano di svolgere la gestione contabile per conto della scuola. Ma nel suo caso la donna intascava i proventi delle schede vendute, non riconsegnandole alla scuola. Per la collaboratrice scolastica, dunque, nulla da fare: deferita in stato di liberta’.


Incassava i soldi per le schede della fotocopiatrice. Nei guai collaboratrice 'furbetta' del Savoia-Benincasa
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Incassava i soldi per le schede della fotocopiatrice. Nei guai collaboratrice 'furbetta' del Savoia-Benincasa

Furto al Savoia Benincasa. A finire nei guai una collaboratrice dell'Istituto. La donna incassava i soldi per le schede della fotocopiatrice.Per lei nulla da fare, scatta la denuncia.

A seguito di attivita’ info-investigativa condotta dai carabinieri di Ancona centro, nella giornata di mercoledì si riusciva ad accertare la vicenda. Nel quadrimestre tra settembre 2012-gennaio 2013, infatti, nel Savoia-Benincasa avvenivano furti. E' così che i Carabinieri sono riusciti a risalire alla donna che a piu’ riprese si era resa responsabile di furti di varie schede magnetiche per l’utilizzo delle fotocopiatrici. Ma non finiva qui, la collaboratrice furbetta le rivendeva agli studenti intascandone i proventi. Si tratta della 52enne M.E., queste le sue iniziali.

I responsabili dell’Istituto da qualche tempo avevano notato la strana situazione ed in particolare un utilizzo di molto superiore alla media delle schede: E' così che i dirigenti si sono rivolti ai Carabinieri. I militari riuscivano a venire a capo del sistema utilizzato dalla donna che a fine giornata si ricavava l'“extra”.

Le schede, di prassi, venivano vendute agli studenti per una cifra 'x' tramite dei collaboratori scolastici i quali si preoccupavano di svolgere la gestione contabile per conto della scuola. Ma nel suo caso la donna intascava i proventi delle schede vendute, non riconsegnandole alla scuola. Per la collaboratrice scolastica, dunque, nulla da fare: deferita in stato di liberta’.

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