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comunicato stampa

Presentazione del film Il viaggio di Malombra alla presenza del regista Rino Marino

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casa delle culture

In occasione della messa in scena ad Ancona dello spettacolo “La serata a Colono” di Elsa Morante con Carlo Cecchi, regia di Mario Martone, musiche di Nicola Piovani, produzione Teatro Stabile di Torino/Teatro Stabile di Roma/Teatro Stabile delle Marche, uno degli attori della compagnia, Rino Marino, che è anche regista cinematografico, presenterà il suo film “Il viaggio di Malombra”, domenica 7 aprile ore 21 alla Casa delle Culture, con il Patrocinio Fondazione Teatro delle Muse e del Teatro Stabile delle Marche, nell'ambito del Progetto Cosmoteca - Piattaforma di cittadinanza globale co-finanziato dalla Regione Marche, Assessorato alle Politiche Giovanili, e dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale. Ingresso libero.

Rino Marino, medico psichiatra che da anni si occupa di Drammaterapia, dirige l’Associazione SUKAKAIFA composta da pazienti con disagio psichico, con cui ha girato due film e ha messo in scena spettacoli vincitori della I e della II Biennale Internazionale di Massa Carrara. “Il viaggio di Malombra”, realizzato con il sostegno della Film Commission Regione Siciliana, è stato girato con un cast quasi integralmente composto da pazienti con disagio psichico, provenienti dalla Clinica Psichiatrica del Policlinico di Palermo e da varie comunità terapeutiche siciliane, con la partecipazione straordinaria di Luigi Maria Burruano.

Il film racconta il lungo itinerario visionario che il protagonista Malombra, ossessionato da un incubo ricorrente, decide di intraprendere alla ricerca di un misterioso personaggio che, dopo averlo salvato da bambino dalla malaria, era sparito per andare a vivere in un castello decadente, arroccato in un luogo sperduto nella campagna siciliana, in attesa di una compagnia di teatranti che andassero ad inscenargli una rappresentazione.

Il viaggio sconclusionato del protagonista attraverso i territori dell’alienazione, dove un’umanità strampalata ristagna in un’atmosfera atemporale e ai limiti dell’onirico, è la metafora del viaggio senza fine alla ricerca di sé, tra presente del viaggio e passato dei ricordi. Un viaggio che esplora le profondità del sentire e della diversità umana, dove la follia non è vista come malattia ma come la capacità di uomini e donne di percepire e vivere la realtà con altre logiche, solo un po’ diverse da quelle degli altri.



casa delle culture

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-03-2013 alle 23:26 sul giornale del 30 marzo 2013 - 2040 letture