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comunicato stampa

On. Lodolini (PD): 'Dopo la sospensione dell'Imu ora ci stiamo occupando dell'Iva'. Si rischia l'aumento

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onorevole lodolini

L'agenda del Parlamento e' ovviamente dettata da alcune scadenze da rispettare: giorni fa abbiamo sospeso il pagamento della rata di giugno dell’Imu, finanziato la cassa integrazione per circa 1 miliardo di euro e prorogato il lavoro ai precari della PA, ci stiamo occupando dell’Iva (vedi nota sotto ndr) e della proroga delle agevolazioni fiscali per la ristrutturazione delle abitazioni.

Ad attenderci il piano giovani (L'Italia ha ''la quota piu' alta d'Europa'' di giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano ne' studiano, i c.d. Neet, arrivati a 2 milioni 250 mila nel 2012, pari al 23,9%, circa uno su quattro) e la riforma del Patto di stabilità, per consentire ai Comuni di intervenire in materia di dissesto idrogeologico, di manutenzione delle scuole, di pagamenti alle imprese. Tutto questo nel quadro dei vincoli europei: dobbiamo rimuovere la spada di Damocle della procedura di infrazione per eccesso di deficit, che consentirebbe al Paese di beneficiare di tassi di interesse più bassi sui titoli di Stato e, quindi, disporre di più risorse per rimettere in moto l'economia. Questo aiuterà innanzitutto le piccole e medie imprese ad accedere ad un mercato del credito troppo asfittico. Mentre facciamo questo, sappiamo che dobbiamo occuparci anche della riforma della legge elettorale e delle riforme costituzionali.

Tasse... Il tema della settimana e' tuttavia quello delle tasse, come ha ricordato Guglielmo Epifani oggi incontrando i Deputati del Gruppo Pd a Montecitorio.

Difatti, se il governo non interviene, dal primo luglio l'IVA in Italia aumenterà dal 21 al 22%. Si tratta di una misura che produrrebbe un ulteriore calo dei consumi e i suoi effetti sarebbero devastanti su famiglie, commercianti, artigiani e pubblici esercizi. L'aumento avrebbe un impatto ulteriormente negativo, colpendo innanzitutto i ceti piu' deboli e accentuando la caduta della domanda interna. Il potere d'acquisto e' in declino da ormai un quadriennio e a questo andamento hanno contribuito soprattutto la forte riduzione del reddito d'attivita' imprenditoriale e l'inasprimento del prelievo fiscale, come ha spiegato proprio oggi l'Istat presentando a Roma il suo rapporto annuale. Perl'Istat nel 2012 il potere d'acquisto delle famiglie italiane ha registrato una caduta ''di intensita' eccezionale (-4,8%). Nel rapporto si evidenzia che al calo del reddito disponibile (-2,2%) e' corrisposta una flessione del 4,3% delle quantita' di beni e servizi acquistati, la caduta piu' forte da inizio anni '90. Sono quasi 15 milioni a fine 2012 gli individui in condizione di deprivazione o disagio economico, circa il 25% della popolazione (40% al Sud).

E' quanto emerge dal rapporto Istat, in cui si sottolinea che in grave disagio sono invece 8,6 milioni di persone, cioe' il 14,3%, con un' incidenza piu' che raddoppiata in 2 anni (6,9% nel 2010) L'aumento dell'IVA, pertanto, in un contesto come questo, va evitato a tutti i costi. In una fase di stagnazione dei consumi gli esercenti non potranno aumentare i prezzi quindi l'effetto di questo aumento sarà tutto a carico di commercianti, artigiani, ristoratori, pubblici esercizi ecc. Ora se è vero come e' vero che abbiamo sospeso l'IMU per riformarla, credo occorra cogliere subito l'occasione per intervenire sul l'aumento dell'IVA. Le risorse sono poche, quindi se dobbiamo scegliere fra il 15% di proprietari di abitazioni di pregio e i piccoli commercianti e artigiani il PD deve stare con i secondi. Basterebbe evitare di eliminare l'Imu per tutti i proprietari di prima casa, ricchi compresi. Se portassimo a 450 euro la detrazione, esenteremmo l'85% delle famiglie e risparmieremmo i due miliardi necessari per l'Iva. Si intervenga tramite una rimodulazione dell'Imu prima casa, cancellandola tranne che per il 15% piu' benestante dei proprietari e si integri l'operazione con una riduzione e razionalizzazione della spesa pubblica meno produttiva. Per quanto riguarda l'Imu, il provvedimento verra' nei prossimi giorni in Commissione Finanze.

In Commissione, come gruppo Pd, ci stiamo dando delle priorità. In questi giorni ci siamo concentrati su un tema molto importante, ovvero la grave emergenza abitativa che esiste oggi in Italia di cui ben pochi si occupano. Il dibattito sull´IMU è ossessivamente concentrato sull´abolizione di quella sulle prime case, sottovalutando l´impatto drammatico che la nuova imposta ha avuto sulle abitazioni affittate. I dati di una recente indagine di Confedilizia sono impressionanti: rispetto alla vecchia ICI l´imposizione è in forte aumento, ma per gli immobili affittati a canone concordato siamo di fronte ad una stangata insostenibile (+409% medio nei capoluoghi di regione). Come ha sottolineato il presidente del consiglio Letta, è tempo di rilanciare una politica per la casa. In questo contesto, bisogna prestare particolare attenzione agli oltre 5 milioni di famiglie che vivono in affitto, quasi meta delle quali è in condizione di disagio abitativo perché paga canoni superiori al 30% del reddito familiare. Per tali motivazioni, come Gruppo Pd in Commissione Finanze alla Camera, abbiamo presentato nel Question Time odierno (una sola interrogazione per Gruppo e' consentita), mercoledi 22 maggio 2013, un'interrogazione specifica al Governo, anche in considerazione del fatto che il Governo ha annunciato una riforma della fiscalità immobiliare.

E' importante che in questa riforma si considerino le condizioni non solo delle famiglie proprietarie di case ma anche di quelle che alloggiano in affitto. Nei giorni scorsi era stata, altresi', depositata una proposta, contenuta in un disegno di legge a firma deputati PD Misiani e Causi, di cui sono co-firmatario, il cui obiettivo e' abbattere dallo 0,76% allo 0,4% l´aliquota base per le case affittate a canone concordato (finora prevista solo come facoltà per i comuni e a carico dei loro bilanci), finanziando questa riduzione con un leggero aumento dallo 0,76% allo 0,8% dell´aliquota base sulle abitazioni sfitte. E´ una rimodulazione sollecitata da più parti, che punta ad incentivare la diffusione del canone concordato come strumento principe per calmierare il mercato delle locazioni e aiutare concretamente le famiglie italiane che vivono in affitto.



onorevole lodolini

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-05-2013 alle 17:31 sul giornale del 23 maggio 2013 - 991 letture