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comunicato stampa

Voucher sociali: 3.800 quelli erogati nel 2012. Avviata l’erogazione dei buoni lavori donati dal Rotary club di Ancona

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Quasi 3.800 i voucher lavoro erogati nel 2012 dal Comune di Ancona che da tempo avviato il progetto dei “buoni lavoro” con l’obiettivo di creare uno strumento di sostegno soci o - economico dignitoso, per favorire l’inclusione sociale e la responsabilizzazione del beneficiario, dato che lega l’erogazione del contributo ad una controprestazione socialmente utile e verificabile.

Proseguendo su questa strada, l’Amministrazione ed in particolare il Servizio delle Politiche Sociali ha acquistato dall’Inps nel corso del 2012, 60mila euro di voucher sociali dei quali più della metà utilizzati. Infatti sono state erogati 37.980 euro di voucher (dal costo di 10 euro l’uno) dei quali hanno usufruito 118 persone. Nel 2011, dalla data di avvio della sperimentazione, fine giugno 2011 al 31/12/2011, sono stati erogati voucher per € 10.420,00 con avvio al lavoro di n. 30 utenti. A questi si sono aggiunti recentemente anche i 500 buoni lavoro frutto di una convenzione con il Rotary Club di Ancona (firmata dal presidente del Rotary Nicola Sbano e dal dirigente comunale Ciro Del Pesce), incrementabili di ulteriori 500, del valore di € 10 ciascuno (comprendente copertura previdenziale e Inail), corrispondenti ad un’ora di lavoro.

Grazie a questo strumento il Servizio Politiche Sociali può sostenere quelle persone che versano in condizioni di disagio economico o che attualmente sono seguite dal Servizio Sociale Professionale e che potranno così avvalersi di una opportunità di integrazione socio-lavorativa. Il ricorso ai vouchers sociali ha consentito di attuare servizi utili per la collettività come la vigilanza nei parchi, il controllo del corretto conferimento dei rifiuti, la pulizia di locali destinati ad attività socio-educative per giovani disabili, ed altri ancora.

NEL DETTAGLIO: Negli ultimi anni è emersa la necessità da parte degli enti locali e quindi anche del Comune di Ancona - con particolare riferimento all'Area Servizi per la Persona e la Famiglia - di dover supportare un sempre maggior numero di soggetti e nuclei familiari in condizione di disagio economico. Questo a causa dall’aumento delle richieste di contributi, dovuto ad un mutato scenario economico sociale, ove, accanto alle situazioni di povertà estrema e di emarginazione sociale, si sono aggiunte nuove realtà originate dall'attuale crisi economica. Così molti cittadini hanno perso il proprio posto di lavoro o si sono visti ridurre l’orario di lavoro e si trovano in difficoltà nel ritrovare un’occupazione che garantisca il soddisfacimento delle minime necessità di vita. Per far fronte a questa situazione l’Amministrazione ha voluto sperimentare nuove forme di contribuzione economica a favore di soggetti in situazioni di disagio economico, introducendo la disciplina dei "buoni lavoro" (voucher), uno strumento che consente al cittadino di svolgere una prestazione di lavoro occasionale di tipo accessorio percependo al termine una remunerazione di tipo economico appunto il "buono lavoro". I "buoni lavoro" rappresentano un'alternativa ai contributi economici attualmente erogati ai soggetti in difficoltà economica.

La disciplina dei buoni lavoro contenuta nel D.lgs. 276/2003 a seguito di successive modificazioni apportate dalla L. n.33 del 2009 prevede la possibilità per gli enti pubblici di avvalersi, quali committenti, di questo strumento in presenza di particolari prestazioni, la cui fattispecie tipica è individuata dalla legge. Questa prevede che il richiedente svolga, su committenza del Comune, una prestazione lavorativa diretta, nei possibili settori riservati ai committenti pubblici, quali manifestazioni sportive, culturali, fieristiche o caritatevoli e di lavori di emergenza o solidarietà e di ricevere un voucher come pagamento della prestazione lavorativa occasionale accessoria realizzata. Gli obiettivi di questa iniziativa possono essere molteplici:

1) creare un strumento di sostegno socio - economico dignitoso, che favorisca l’inclusione sociale e la responsabilizzazione del beneficiario poiché lega il contributo ad una controprestazione verificabile,

2) assicurare la copertura assicurativa (INAIL) e quella previdenziale (INPS);

3) tutelare il mantenimento della capacità lavorativa e relazionale attraverso la “scoperta” di risorse personali, necessarie al mantenimento dell’autostima in attesa di una stabile occupazione, portando a conoscenza dei soggetti - impegnati nelle prestazioni lavorative occasionali e accessorie - di altre realtà lavorative.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-07-2013 alle 13:39 sul giornale del 04 luglio 2013 - 2769 letture