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comunicato stampa

Economia Marche. On. Lodolini: 'Sia siglato il nuovo patto per lo sviluppo'

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emanuele lodolini

“La situazione è talmente difficile, come conferma anche il Report di Confindustria Marche, che non è più rinviabile una nuova intesa tra mondo produttivo, categorie economiche e sindacati: occorre siglare un nuovo Patto per lo Sviluppo al più presto. Solo così si potrà creare una capacità di rilancio delle Marche partendo dalla centralità della politica industriale e della tutela dei lavoratori”.

Questo l’appello che il deputato anconetano Emanuele Lodolini lancia dopo il Consiglio regionale aperto sulle crisi aziendali nelle Marche, rivolto a istituzioni, rappresentanti dei lavoratori e mondo economico per rilanciare lo sviluppo delle Marche e ragionare attorno a un nuovo modello di sviluppo che metta al centro il lavoro e politiche ispirate all’equità, alla giustizia sociale, puntando su ricerca e sapere come fattori di crescita.

Molte delle conquiste economiche e sociali delle Marche, a partire da un’alta qualità della vita e da una forte coesione sociale, sono messe in discussione dai cambiamenti economici degli ultimi anni. Dobbiamo affrontare questo momento di crisi come un’occasione per ripensare il nostro modo di vivere, per riprogettare il nostro futuro. In un momento di difficoltà come quello attuale, sia sul piano economico e sociale, ma anche etico e morale, non basta più attenzionare soltanto le azioni di resistenza.

Bisogna tenere i piedi nella crisi, la testa oltre la crisi. La Regione, comunque, in questi tre anni – ricorda Lodolini – ha adottato strumenti di programmazione economica e provvedimenti concreti per il lavoro e il sociale con un impegno altissimo di energie e risorse. Noi non ci rassegniamo al declino. Nessuno può permettersi di farlo, se vogliamo invertire la tendenza e uscire dalla morsa della crisi, che non solo i dati ci rendono ogni giorno evidente. Tutti sono chiamati a fare la propria parte, e la politica a prendere provvedimenti urgenti e concreti. Serve una politica attenta ai problemi del Paese, non al narcisismo istituzionale come ci ha ricordato il Presidente Spacca a Pesaro incontrando il Ministro Lupi, e capace di prendere misure per la crescita economica e il lavoro tempestive ed efficaci.

Un conto e' la crisi e l'emergenza, un conto e' la decisione di un'azienda di andarsene altrove dopo, magari, aver ricevuto anche contributi pubblici. Indesit Company non può essere considerata un’azienda in crisi visto che ha chiuso il 2012 con un utile di 60 milioni di euro. Dal momento però che Indesit non risulta in crisi il Governo deve intervenire per chiedere non la modifica del piano ma il suo definitivo ritiro. Un piano che non è dettato da reali difficoltà economiche ma dall’intenzione della proprietà di trasferire all’estero parte della produzione.



emanuele lodolini

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-07-2013 alle 17:17 sul giornale del 11 luglio 2013 - 1160 letture