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comunicato stampa

Legge di stabilità, On. Lodolini (Pd): 'Ascoltare il mondo del lavoro e dell'impresa'

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emanuele lodolini

Grande è il dibattito attorno alla legge di stabilità. Non poteva essere diversamente ed è necessario che ci sia, per aiutarci a migliorare il tutto in Parlamento, in particolare in campo sociale e delle politiche per la crescita e l'occupazione. Quando il mondo del lavoro esprime un punto di vista, anche critico, la politica ha il dovere di ascoltarlo e rispettarlo.

Resto, tuttavia, dell'idea che questa legge di stabilità rappresenta un passo avanti rispetto al passato, anche recente, perché tenta di invertire una tendenza. Alcuni esempi. Il primo, non aumenta le tasse. Questo avviene, innanzi tutto, perchè non opera dolorosi tagli che avrebbero avuto conseguente molto pesanti per i cittadini. Penso alla sanità. Ma penso anche ai Comuni. Dopo anni di tagli pesanti, che hanno inciso sui servizi e sulle imposte locali, questa volta non solo non si tagliano i trasferimenti, ma si allenta i vincoli del patto di stabilità per 1 miliardo. Un contributo diretto agli investimenti urgenti quali la manutenzione delle scuole, del territorio, delle strade. Si è molto discusso in questi ultimi tempi delle accise come strumento di “copertura” dei provvedimenti.

Recentemente se ne è parlato in Commissione Finanze per il caso della birra, un settore in sviluppo nella nostra Regione, che, come la nautica o il mobile, risentono molto di una variazione di imposta. Il piú facile da adottare, per le ingenti entrate che assicura, è la benzina, ma è anche tra i più fastidiosi ed osteggiati. Ma tabacco, alcolici, giochi, che pure si prestano, anche per ragioni non solo finanziarie, ad essere “tartassati”, sono ormai al crinale tra aumento della imposta e riduzione del consumo. Tralasciando ogni riflessione sulla natura di queste accise resta il fatto che la scelta di non agire su questo versante rappresenta una novitá rilevante sul fronte fiscale.

Diverso é il caso dell’imposta di bollo che riguarda non i redditi, ma i prodotti finanziari. E ancora. La riduzione del costo del lavoro, che nell’arco del triennio raggiunge la cifra non marginale di 10 miliardi. Un intervento necessario e che, per come è congegnato, si prevede cresca anche di più di quanto oggi ipotizzato nel triennio e la cui distribuzione sarà concordata con le parti sociale per individuare insieme le prioritá. È molto importante sottolineare la triennalità della manovra, perché consente, non solo di incrementare in corso d’opera le dotazioni del cuneo con risorse aggiuntive, ad oggi non quantificabili, che potranno realizzarsi attraverso un nuovo e coraggiosa o impulso che dobbiamo dare, alla spending review, alla razionalizzazione delle agevolazioni fiscali o dalla introduzione dei fabbisogni standard.

La seconda strada è la riduzione delle tasse sulla casa, la Service tax, che supera l’Imu sulla prima casa, e la Tares, che viene dotata di un miliardo che va ai comuni perché riducano l’imposta ai cittadini. Una scelta che nella legge di stabilità affianca quella fiscale è il finanziamento degli investimenti per la crescita. Tre miliardi per infrastrutture per le grandi opere più uno per l’allentamento del patto di stabilità dei Comuni sono cifre importanti e tutte spendibili. Se si riesce, e questo è lo scopo, a far ripartire la macchina con la conseguenza che il Pil cresce e l’indebitamento tiene, i benefici andranno a tutti, ma soprattutto a chi più soffre a causa della crisi. Anche sul sociale la legge presta la necessaria attenzione rifinanziando il fondo per la non autosufficienza e le politiche sociali, ripristinato nella finanziaria dello scorso anni dopo anni di tagli di tremontiana memoria.

Mi auguro, pertanto, che le forze sociali, il mondo delle imprese e dei lavoratori, trovino in Parlamento e con il Governo, i luoghi e gli spazi adeguati per un confronto costruttivo. Con questo spirito chiederò un incontro a forze sociali ed economiche del nostro territorio per il secondo tempo di #opencamera gli incontri da me svolti sul territorio che si sono conclusi a Collemarino con Debora Serracchiani.



emanuele lodolini

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-10-2013 alle 11:01 sul giornale del 23 ottobre 2013 - 1157 letture