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'A scuola di libertà': una giornata nazionale e un concorso per far incontrare il carcere e la scuola

3' di lettura Ancona 23/10/2013 - Le scuole imparano a conoscere il carcere. Il 15 novembre, in alcune scuole di Ancona, si parlerà in modo nuovo di carcere, di pene, di giustizia, cercando di sconfiggere luoghi comuni e pregiudizi.

Con la giornata nazionale "A scuola di libertà" si vuole far incontrare il carcere e la scuola. Due mondi che si devono conoscere e confrontare, per riflettere insieme sul sottile confine tra trasgressione e illegalità, sui comportamenti a rischio, sulla violenza che si nasconde dentro ognuno di noi. Con questa giornata, la Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia intende promuovere un modello di vera sicurezza sociale basato sulla solidarietà, la prevenzione, la responsabilizzazione, attraverso lo scambio di esperienze, le testimonianze di persone detenute e il confronto con i giovani. Gli incontri nelle scuole con alcune persone detenute in permesso o ex detenuti e con operatori volontari, servono a smontare i luoghi comuni. I detenuti si impegnano a raccontare pezzi della loro vita e gli studenti capiscono l'importanza di questo confronto e si impegnano ad ascoltare senza pregiudizi e soprattutto a riconoscere di avere di fronte delle persone.

"I ragazzi capiscono - dice Anna Pia Saccomandi, Segretario generale CNGV- che per apprezzare davvero la libertà è importante capire che può capitare di perderla per errori, per leggerezza, per scarso rispetto degli altri. Ma chi l'ha persa deve avere la possibilità di riconquistarla scontando una pena rispettosa della dignità delle persone. Inoltre gli studenti capiscono che in carcere ci sono persone e non "reati che camminano" e che investire sul reinserimento delle persone detenute significa investire sulla sicurezza della società".

All'interno del Centro Giovanni Paolo II ad Ancona è stato allestito un prototipo di cella. "Gruppi di studenti verranno a visitare la cella - continua la Saccomandi - ma andremo anche noi nelle scuole per parlare ai giovani. A Padova, grazie a questo progetto, il messaggio della prevenzione è arrivato non solo agli studenti e ai professori, ma anche ai genitori. Crediamo nel valore della persona umana, ogni uomo è una storia". Sono sette le scuole che al momento hanno aderito al progetto: scuola media Giulio Cesare a Osimo; tecnico ITIS a Castelfidardo; Podesti a Chiaravalle; l'ISTVAS Vanvitelli Stracca Angelini, il Volterra,il Galilei e il Rinaldini ad Ancona.

Soddisfatto dell'iniziativa l'Arcivescovo della diocesi di Ancona-Osimo Edoardo Menichelli che ha sottolineato la questione della sicurezza. "Se fosse per me bandirei la parola sicurezza perché non esiste sul piano sociale e umano, semmai è qualcosa da costruire. Non esiste perché noi ci siamo educati affidando tutto alla legge, bisogna oltrepassare invece lo schema mentale che pensa che tutto sia nella legge. Magari vivessimo la legalità, ma anche se la vivessimo non basta, bisogna considerare anche l'eticità. Abbiamo tolto l'etica e abbiamo affidato tutto alla legge. Intorno al concetto della dignità della persona umana devono girare le leggi. Dignità da vivere da parte di tutti, da riconquistare per chi l'ha perduta e da riconoscere sempre a coloro che sono incappati in qualche malevolenza".

Dedicato alle vittime dei reati è il concorso "Semina la legalità", volto alla promozione e diffusione della cultura della legalità nelle scuole di secondo grado della diocesi di Ancona-Osimo. I partecipanti devono consegnare entro il 16 novembre un elaborato multimediale o un dipinto o un testo narrativo sul tema della prevenzione e del contrasto contro ogni forma di illegalità. Gli elaborati saranno oggetto di valutazione da parte di una Giuria nominata dalla Caritas Diocesana e ai vincitori verrà assegnato un premio in denaro per fini di studio.


di Micol Sara Misiti
redazione@vivereancona.it







Questo è un articolo pubblicato il 23-10-2013 alle 19:26 sul giornale del 24 ottobre 2013 - 1514 letture

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