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Fabriano: 50 anni della Fondazione Merloni. Francesco Merloni agli impreditori: 'No a rassegnazione ed inerzia'

francesco merloni 5' di lettura Ancona 14/11/2013 - Venerdì al via ai festeggiamenti a Fabriano per i 50 anni della Fondazione Aristide Merloni. Ospiti d'Onore il Premier Enrico Letta e ed il professore Romano Prodi. L'ingegnere Francesco Merloni, giovedì ad Ancona, si è rivolto alle aziende marchigiane ed italiane in questi duri tempi di crisi: "Dare una scossa. No alla rassegnazione e all'inerzia" ed ai giovani: "Non aspettare che le cose ci cadano dall'alto: è dal basso che si creano". "Futuro Indesit?Partnership internazionali la strada giusta".

Un convegno di studi dal titolo "Dai distretti alle Filiere lunghe modelli di internazionalizzazione delle imprese e competititivtà del territorio" e testimonianze e ricordi articoleranno i festeggiamenti per il 50esimo anniversario dalla Fondazione Merloni. Ad aprire il lavori, alle 9.30, il sindaco di Fabriano Giancarlo Sagramola ed il presidente della Fondazione, Francesco Merloni. Tra gli interventi parlerano due professori dell'univpm, Gian Luca Gregori e Donato Iacobucci che rispettivamente relazioneranno su Modelli di internazionalizzazion e competitività d'impresa e Trasformazioni del sistema industriale marchigiano.

Il tema delle piccole medie imprese nelle Marche è, infatti, un tema caldo per la Fondazione Merloni. "E spesso questo - ha dichiarato l'On. Francesco Merloni - uno dei problemi o meglio ciò che rende più difficile una organizzazione più allargata all'estero delle aziende marchigiane. Noi italiani all'estero abbiamo aziende di minori dimensioni rispetto ai grandi mercati internazionali. L'Italia ha un mercato - che oserei dire quantificabile in un centesimo. Mettiamo insieme le aziende, i servizi, e non solo. Trovare nuovi modi per aiutare le aziende a nascere, crescere ed associarsi. No alla rassegnazione e l'inerzia".

L'importanza dell'internazionalizzazione. "Puntare ad una internazionalizzazione che vada oltre il semplice export - ha sottolineato ancora Donato Iacobucci dell'Univpm - ma anche all'innovazione, alla rete d'imprese ed alla valorizzazione del capitale umano". Le reti di impresa pare sia una cultura che è si entrata nelle Marche e stando ad una indagine recente del CENSIS è emerso un quadro importante di una opprotunità riconosciuta, ma poi nei fatti sembrerebbe ancora lontana dall'attecchire, stando a Merloni. "Importante - ha ricordato ancora Merloni - è la collaborazione tra università ed aziende".

Merloni si rivolge anche ai giovani ricordando anche una celebre frase dell'ex primo ministro inglese Blair per risolvere la crisi: 'Cultura, cultura, cultura'. "I giovani saranno i nuovi imprenditori di domani ed oggi si fatica a trovare imprenditori che vogliano rischiare. Nonostante tutto siamo un paese ricco, ma molti vivono di rendita. L'educazione - ha precisato Francesco Merloni - va anche intesa come crescita culturale della persona". Ed è per le imprese ed in particolare per i giovani manger di domani che la fondazione Merloni promette impegni concreti. "Vorremmo cercare di creare qualche cosa insieme ad altre forze come Regione, Camere di commercio ed istituti di formazione per cercare di aiutare gli imprenditori a svilppare le loro aziende, vogliamo favorire le start up. Ma soprattutto contribuire a cambiare il fatto che le imprese nascono, ma rimangono piccole".

Importante nel contesto il settore manifatturiero. "La manifattura - ha dichiarato Francesco Merloni ribadendo un concetto che ricorderà venerdì durante il convegno per i 50 anni dalla Fondazione Merloni - ha molto spazio per potersi sviluppare in Italia come in europa. Oggi l'Italia dopo la Germania e la seconda in Europa". Mentre per il futuro della Indesit, Merloni, vede nelle possibilità di partnership internazionali "la strada giusta".

"Crisi modello marchigiano? - dice Iacobucci - le Marche non si sono mai cristallizzate in un modello, anzi le aziende si sono sempre evolute nel tempo. La vera molla è capire se c'è l'imprenditorialità intesa come capacità, allora si che si può cambiare positivamente. Ma come riuscire ad entrare nell'imprenditorialità in un contesto di benessere e richezza questo è il punto. Non siamo più in un contesto storico dove essere imprenditori era una necessità ed oggi è una imprenditorialità di opportunità. Dovremo ragionare su questi temi e su come riattivare questo concetto di imprenditorialità nelle giovani generazioni. Le imprese hanno, inoltre, bisogno per stare sul mercato di qualità di prodotto e quindi non è facile inserirsi in questo quadro economico. C'è bisogno di un sistema di imprenditorialità che si radichi nei giovani". Necessari, dunque, "maggiori investimenti in istruzione e ricerca e sviluppo" e "saldare la collaborazione tra università ed aziende".

Il settore trainante dell'oggi nel mondo è l'informatica. "Il settore dell'informatica ha possibilità incredibili - ha dichiarato il prof Iacobucci - le grande storie attuali provengono da lì: facebook e non solo. Tecnologia ed informazione sono tecnologie trasversali che riguardano tutti i settori e sono necessarie per favori lo sviluppo delle aziende. Necessario, dunque, applicare queste conoscenze provenienti da questi settori, ma è chiaro che per farlo servono persone competenti. Al tutto si aggiungono gli nvestimenti in ricerca e sviluppo senza dimenticare il capitale umano come aspetto fondamentale e la maggioranza delle imprese non ha investito molto in quest'ultimo aspetto". "All'epoca - ricorda Francesco Merloni - noi fummo la prima azienda nelle marche ad importare l'informatica e non è un caso che i nostri impiegati - spiega scherzosamente - ce li rubassero le banche".

Attesi, venerdì, a Fabriano anche il professore Romano Prodi, l'Ad Luxottica Andrea Guerra, il presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca, ma anche il premier Letta (anche se per quest'ultimo la presenza si fa incerta, forse probabile una video conferenza). Ad attendere però il Leader italiano, se si presenterà, due cortei di protesta e già si contano le adesioni: solo uno dei cortei avrà circa 3 mila persone.








Questo è un articolo pubblicato il 14-11-2013 alle 17:05 sul giornale del 15 novembre 2013 - 2621 letture

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