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Giornata mondiale contro la violenza sulle donne ad Ancona: una giornata tra fiaccolate e consapevolezza

4' di lettura Ancona 22/11/2013 - Il prossimo 25 novembre ricorrerà la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. E' per questo che l'amministrazione comunale nella figura dell'assessore Emma Capogrossi ha voluto dare spazio ad iniziative in collaborazione con esperti anconetani e la Consigliera di Parità per dire basta alla violenza sulle donne con "atti concreti".

"Aiutiamo le donne ad uscire da questa spirale con azioni concrete. Percorsi costruiti tornare a riscotruirsi una vita, intesa come casa, lavoro. Il tutto per rivedere un progetto di vita diverso". Ha esordito così l'assessore ai Servizi Sociali, Emma Capogrossi per presentare le iniziative per la giornata mondiale contro la violenza sulle donne anche perchè questa situazione sia visibile nella quotidianità piuttosto che nel ricordo di una giornata.

Tre, in particolare, le iniziative in programma ad Ancona. 'Dallo Stalking al Femminicidio' 25 novembre ore 17 presso la ex sala del Consiglio, sempre il 25 novembre una fiaccolata contro la violenza sulle donne partirà per sostenere e sensibilzzare la causa alle ore 19 da piazza Cavour grazie all'associazione Terza via. Mentre il 29 novembre presso l'ex sala del consiglio comunale si terrà il seminario Linguaggi di genere alle ore 9.00. Per far si che il rapporto tra i sessi volga in senso paritario bisogna avere la consapevolezza delle forme in cui la disparità viene mantenuta. Il linguaggio è un mezzo che contribuisce a mantenere la visione della donna ad una condizione subalterna. Agli incontri parteciperanno, con il loro contributo, anche le Forze del'ordine, Donne e Giustizia, Tribunale minori, il Procuratore Melotti e l'avv. Laura Catena.

"La violenza contro le donne non è una emergenza - precisa Pina Ferraro, Consigliera di parità della provincia di Ancona- ma una condizione che esiste da Adamo ed Eva. Togliamo dall'immaginario questa immagine emergenziale. Creiamo le condizioni per un linguaggio comune costruito insieme, attraverso queste esperienze. Diamo alle donne risposte grazie ad una rete fatta di persone che condividono questo obiettivo. Diamo una progettualità più ampia al contrasto della violenza. Importante lo strumento della rete antiviolenza e credo che ci sarà una restituzione alla cittadinanza". La ferrrao si è impegnata, inoltre, anche il contrasto alla violenza nel mondo del lavoro.

"L'idea che abbiamo sulla violenza alle donne - ha dichiarato Simona Cardinaletti di Zefiro - è legata al linguaggio. Non si uccide per amore o gelosia, ma perché si ha l'idea dell'altro come oggetti. Una idea sbagliatissima. A noi donne, ora, sembra di avere tutto ciò che vogliamo. La stampa - dice lei - sono solo un punta di iceberg".

Elena Grilli coordinatrice del Centro antiviolenza provincia dì Ancona. "Abbiamo pensato al linguaggio, la forma più subdola della violenza sulle donne, per dire basta al curare le ferite: investiamo sulla prevenzione alle radici della discriminazione. Pensiamo all'elezione del primo sindaco donna ad Ancona e di come se ne è parlato...E' necessario.pensare diversamente i ruoli di genere. I dati di questo anno, inoltre, parlano di circa 126 persone che si sono rivolti a noi e nell'80% dei casi la violenza subita è dovuta a partner o ex. Il 71% sono donne italiane e vanno da una fascia da i 30 ai 50 anni".
Nel centro antiviolenza da tre anni presente uno sportello anti stalking per far fronte a queste necessità. "Le donne spesso hanno bisogno di un lavoro, di una casa per contrastare la violenza".

"Lo stalking non ha sesso - ha dichiarato Massimo Fusario dell'Aiga e Rotary Club 25-35 - è utilizzato sia da uomini che da donne": Oltre alla violenza di genere si aggiunge anche altre problematiche come nel caso di persone che si separano, dove la prima fase giudiziale è senza contraddittorio dall'altra parte. Una strategia offensiva questa utilizzata molto in questi casi. "L'ammonimento del questore - ha aggiunto a riguardo Pina Ferraro - si fa senza contraddittorio e si basa solo su una serie di indagini di ascolto della donna o dell'uomo".

Lo Stalking attualmente è in aumento in particolare nella fascia di età che va dai 30 ai 50 anni, ma quello che è peggio - ci dicono le esperte anconetane - è che i casi sono in aumento nelle giovani. Cià significa che anche nelle nuove generazioni non c'è stato un cambio culturale.

"Basta dunque al silenzio - ha detto Simona Cardinaletti della Cooperativa La Gemma che si occupa di Zefiro che accoglie donne vittime di violenza - che copre la violenza sulle donne".








Questo è un articolo pubblicato il 22-11-2013 alle 18:05 sul giornale del 23 novembre 2013 - 2509 letture

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