'Casa de Nialtri': l'esperienza dell'Ars associandi...crescono le adesioni e la solidarietà non si ferma!
Ad Ancona, in Via Ragusa presso l'ex scuola materna “Regina Margherita” rivitalizzata in CASA DE NIALTRI, dal 21 dicembre, abitano circa 50 persone senza una soluzione abitativa che, in grande dignità, stanno vivendo e proponendo una bella pratica di convivenza civile autogestita.
Crescono incessantemente le adesioni formali, ma soprattutto quelle sostanziali, alla Casa de Nialtri. Giungono ad ogni ora di questo gennaio come se una cometa guidasse un'umanità cittadina alla ricerca di risposte, alla ricerca di una mediazione, di una propria identità sensibile in cui riconoscersi. Molti rappresentanti di associazioni e singoli cittadini si sono fatti promotori e sono impegnati nel divulgare quanto sta avvenendo all'interno della casa, una narrazione emotiva e virale. Nel corso dell'affollatissima assemblea quotidiana si affrontano questioni di ogni genere e non ci si sottrae al confronto, si discute e si dialoga in modo trasparente sulle proposte e sui limiti delle soluzioni tampone, si valutano le difficoltà finanziaria in cui versano gli Enti locali e si discutono le cause, si argomentano lenecessità sociali di creare coesione, di comprendere tutte le tipologie di fragilità sociali e di creare nessi e colleganze, azioni comuni.
Nel contempo non si interrompe il flusso vitale della solidarietà che ha mostrato una città solidale e positiva: arrivano cibo, vestiario, sorrisi, sensibilità politica, condivisione ma anche competenze professionali per affrontare, pur con i tanti interrogativi, il futuro dell'esperienza. Unanime il riconoscimento a questa azione da parte delle reti cittadine che mette a nudo ed esplicita inequivocabilmente il problema sociale sofferto anche nella apparente benestante cittadina anconetana. Non voler accettare la sfida che la complessità del problema propone tradisce il carattere aperto e inclusivo di questa città e lo stesso programma elettorale, che ha portato Valeria Mancinelli (PD) a ricoprire il ruolo di sindaca, in cui veniva espressamente citata la volontà di sperimentare percorsi di autogestione per favorire lo spazio di crescita sociale e partecipativa della cittadinanza.
L'assenza di programmi per la gestione strutturata di interventi volti alla seconda accoglienza e la palese incapacità politica delle amministrazioni precedenti nell'anticipare le conflittualità derivanti dal crescente flusso migratorio insediatosi, con scarse attenzioni alle politiche territoriali per l' integrazione ha generato l'insediamento, quasi esclusivo, da parte di abitanti immigrati in vaste aree nel cuore della città. A questo insediamento non armonizzato da specifiche politiche di accoglienza, non pianificato ma subìto dal tessuto urbano e sociale, si aggiunge la problematica dei senza tetto. Un groviglio che interroga anche la moralità nell'agire a cui l'Amministrazione pare rispondere con una incomprensibile semplificazione difensiva, attivando il meccanismo di assurda contrapposizione tra diritti lesi, discriminando e tradendo la realtà dei fatti.
La Casa de Nialtri è unanime nell'affermare che non si possono e non si devono contrapporre i diritti di chi attende da anni risposte al problema abitativo popolare e chi non ha un tetto ma è proprio la riflessione comune e corale su tutte queste necessità la strada maestra da intraprendere. Addivenire ad una urgente revisione dei criteri di assegnazione delle case popolari per adeguarli al modificarsi delle necessità emergenti da parte di nuovi segmenti di popolazione che si trovano in crescente difficoltà, rispondere alla crescente richiesta di alloggi popolari NON con nuovi insediamenti abitativi con conseguente ulteriore consumo di suolo ma provvedere alla riqualificazione e ristrutturazione del patrimonio pubblico e privato sfitto esistente, soprattutto nel centro città, agire su leve che motivino i proprietari a porre sul mercato gli immobili sfitti, sperimentare uno sportello di housing sociale capace di fornire azioni di supporto di vario genere, far incontrare la domanda e l'offerta abitativa di carattere sociale, fungere da garante per il pagamento della cauzione dei mesi anticipati di affitto normalmente richiesti attraverso l'istituzione di un fondo di garanzia con rotazione dei beneficiari e tante altre azioni virtuose possono essere intraprese fin da subito e sono già state ampiamente sperimentate con successo in molte municipalità. Proprio grazie l'emersione del problema e la maturazione in un processo di consapevolezza acquisito dalla cittadinanza e dalla classe politica intorno all'emergenza abitativa e dei senza tetto, ci sarebbe oggi la reale possibilità di avviare, con il consenso di tutte le forze politiche, significativi passi avanti nel ben-vivir della nostra città. Ritenere una “conquista collettiva” l'aver messo a fuoco con chiarezza il problema, la capacità di coordinare e di accogliere, nella molteplicità dei sostegni, il percorso verso la costruzione della soluzione sembra essere la risposta, semplice e condivisa, che potrebbe essere tentata. Le dinamiche della contrapposizione sono ormai nude: le tante domande non possono non essere ascoltate e demandate ad un ultimatum.
Una cittadina anconetana in un post scrive "..Regole contro bisogni, ordine contro innovazione, domande senza risposta contro risposte a domande semplici. E' buffa e terribile questa situazione che si è creata: bisogni reali degli "ultimi"contro l'esigenza del rispetto delle regole dei "primi". A questa nuova amministrazione, in cui molti, me compresa, confidano per un cambio di rotta e di un aggiustamento del tiro delle sorti di questa città, è scoppiata una bomba fra le mani e tutti i limiti si sono manifestati, certamente umani, ma limiti. Le associazioni, le persone famose e non, quelli del quartiere, che si sono mobilitate in aiuto degli occupanti, dovrebbero far capire quanto grande sia ancora l'umanità e la solidarietà di questa città. Non mi pare che ci siano pericoli di salute o di ordine pubblico, mi pare invece che c'è una grande occasione di innovazione e rinnovazione, più grande di tutti quelli che la partecipano ma che tutti insieme potranno trovare la soluzione senza prove di forza. Solidarietà, carità, dialogo ecc.. facciamoli diventare possibili e non chiacchiere. E' se fosse vero che che molti altri sono i "bisognosi" nella città, allora bisogna sforzarsi per una soluzione nuova anche per loro perché non è punendo o mettendo in difficoltà quelli dell'asilo che si risolvono i problemi degli altri.“
La domanda ormai riecheggia ininterrottamente nel Web, anche tra i tanti che hanno sostenuto questa amministrazione alle recenti elezioni comunali, e sintetizza l'assurda contrapposizione che la sindaca propone: bisogni reali degli "ultimi" contro l'esigenza del rispetto delle regole dei "primi". E tra questi ultimi ci sono anche i tanti in graduatoria che aspettano da anni poiché la questione li riguarda.
CI riguarda TUTTI, indistintamente. Perché non si vuole riconoscere la buona pratica della CASA DE NIALTRI? Eppure questa esperienza ha messo prepontentemente in evidenza un'emergenza abitativa e l'assenza di politche di accoglienza di secondo livello e ha rivitalizzato non tanto e non solo l'ex scuola materna di Via Ragusa “Regina Margherita” di cui gli abitanti del quartiere lamentavano degrado e pessima frequentazione notturna e diurna, ma soprattutto ha rivitalizzato l'agenda politica riportando l'attenzione sulle vere ferite sociali della città a cui sinora si rispondeva con molti limiti, nella migliore delle ipotesi, o non si rispondeva affatto.
Ad oggi, nonostante le pressanti richieste da parte dei gruppi consiliari di opposizione e di alcune associazioni di inquilini, non si è ancora giunti a conoscere l'esatta mappatura del patrimonio comunale dismesso e sfitto e non si è ancora iniziato a ragionare pubblicamente, se non negli uffici tecnici e per addetti ai lavori, di formule di housing sociale o di progetti abitativi innovativi, come l'autocostruzione, attivi in importanti esperienze nazionali e locali.
A pochi chilometri da qui, a Senigallia, è stata recentemente completata con successo la prima esperienza di autocostruzione su terreno comunale, esperienza ideata e avviata dal Consorzio Solidarietà e finanziato da Banca Popolare Etica. Lo scorso 17 Novembrre 2012 ha avuto luogo la cerimonia di consegna delle chiavi nel cantieri di autocostruzione di Cesano di Senigallia da parte del Sindaco Mangialardi a conclusione del progetto che ha dato la possibilità a 20 famiglie (10 comunitarie e 10 extracomunitarie) di partecipare alla costruzione della propria casa, acquistandola ad un prezzo che è meno della metà di quello di mercato. Si tratta di case di qualità elevata anche dal punto di vista energetico: Classe B – Itaca 2.2. Autocostruire la propria abitazione significa lavorare in cantiere durante le ferie ed i periodi in cui si è liberi dal lavoro - sotto la guida di personale specializzato. Non è necessario essere esperti di edilizia: a Cesano hanno partecipato impiegati, infermieri, operatori sanitari, poliziotti, carabinieri, casalinghe, camerieri, pizzaioli, elettricisti, operai, artigiani, parrucchieri e commercianti. Gli autocostruttori, dal canto loro, si sono resi protagonisti di un'esperienza in cui è stata praticata quella che i latini chiamavano l'ars associandi, cioè l'arte antica di unirsi per raggiungere un fine comune, l'arte del mutualismo, dell'aiutarsi insieme. Oggi, invece, tendono a prevalere due modelli tra loro antitetici: il modello individualista in cui l'interesse personale prevale su quello collettivo, il possesso soggettivo sui beni comuni, in cui i più forti emergono ed i più deboli soccombono. Un mondo tragicamente composto di uomini soli, monadi isolate, competitive e disperate, dove le mete hanno una dimensione esclusivamente soggettiva e materiale: successo, far soldi, farsi strada, superficialità, esteriorità...
Un mondo triste fatto di inappartenenza, di esistenze anomiche, prive di valori di riferimento in grado di dar senso all'esistenza, incapaci di solidarietà e di sogni comuni; Il modello assistenzialista in cui tutto è dovuto, dove ogni cosa deve scendere dall'alto, un mondo deresponsabilizzato in cui esistono solo diritti, senza doveri sociali, in cui i problemi non si affrontano, preferendo lagnarsi contro lo Stato, la politica, i preti, il tempo... Un mondo che si autocondanna all'immobilismo, fatto di uomini stanchi, rassegnati e apatici, incapaci anche solo di concepire concetti come emancipazione, autodeterminazione, essere protagonisti e costruttori del proprio destino. Di fronte a questi modelli una esperienza come quella dell'autocostruzione a Senigallia ha praticato un diverso paradigma - quello del mutualismo solidale – basato sull’idea che l’unione fa la forza, trovando nel sostegno reciproco e nella volontà di cooperare, il proprio punto di forza. È stata questa la "banale" idea-guida di persone che, di fronte ad una comune difficoltà (la mancanza della casa) hanno pensato di poterla risolvere meglio riunendosi in cooperativa, lavorando insieme, nel rispetto delle diversità culturali, etniche e religiose. In questo modo non hanno costruito solo le case di mattoni, ma anche una comunità di amici, coesa, includente e solidale. Questa esperienza di autocostruzione rappresenta una strada, occorre ora replicarla con coerenza e avere il coraggio di percorrerla, facendo vincere l'economia etica e non quella speculativa, facendo vincere il territorio, i cittadini, la partecipazione, la buona politica, dimostrando che un diverso mondo è possibile costruirlo. Perchè alla Casa de nialtri non viene data l'opportunità di crescere un percorso solidale e di autodeterminazione? Continua l'invito a partecipare DA DENTRO questa esperienza umana, civica, di “artigianato sociale” di ars associandi della CASA DE NIALTRI. Andiamo avanti.
APPUNTAMENTI SABATO 11 gennaio in Via Ragusa si è tenuta l'Assemblea Pubblica delle ore 18,00, Migranti e rifugiati dentro la crisi: i riflessi della precarietà lavorativae abitativa sulle condizioni di soggiorno acura dell'avv. Paolo Cognini, dell'ASGI (Associazione di studi giuridici sull'immigrazione).
Domenica 12 gennaio presso la Casa delle Culture in Via Miano 46, dalle 17,30alle 19,30 l'organizzzazione O.R.A.si impegna in un gesto di solidarietà verso i senzatetto, con una raccolta di coperte, vestiti e cibo non deperibile. Riso,verdure, frutta, passata, latte, caffè, scarpe 42,43,44 e coperte sono le cose di cui più hanno bisogno. Tutti i ragazzi di O.R.A. viinvitano a collaborare per far sentire la vostra vicinanza agli abitanti della Casa de Nialtri.
Katya Mastantuono
Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-01-2014 alle 21:41 sul giornale del 13 gennaio 2014 - 2697 letture
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