Macroregione Adriatico Ionica. Lodolini: 'Straordinaria opportunità per stare a testa alta in Europa'
"Il governo deve impegnarsi per lo sviluppo della Macroregione Adriatico-Ionico. Una straordinaria opportunità per stare a testa alta in Europa, per ricollocare su basi nuove lo sviluppo del nostro territorio. Perché siamo in difficoltà, certo, ma non siamo senza futuro. E la Macroregione è il nostro futuro". Lo ha detto l'On. Lodolini aprendo oggi, 12 gennaio, l'incontro istituzionale svoltosi ad Ancona.
All'incontro, nel corso del quale il deputato anconetano, componente della Direzione nazionale Pd, ha presentato la sua mozione parlamentare sono intervenuti Gian Mario Spacca (Presidente Regione Marche), Rodolfo Giampieri (Presidente Forum Camere Commercio Adriatico Ionio), Michele Brisighelli (Segretario generale Forum delle città dell'Adriatico e Ionio), l'ambasciatore Fabio Pigliapoco (segretario generale dell'iniziativa Adriaticoionica). Presenti Patrizia Casagrande (Commissario straordinario provincia Ancona) e i consiglieri regionali Gianluca Busilacchi ed Enzo Giancarli.
"La prossima presidenza italiana della Ue avrà tra le sue priorità la conclusione dell’iter per la creazione della Macroregione Adriatico-Ionica" ha ricordando Lodolini. "Vogliamo dare forza e identità alla comunità adriatica. Tutte le regioni anche quelle dell'altra sponda sono chiamate a cogliere la sfida che l'Europa ci ha lanciato". Ha detto Spacca nel suo intervento all'incontro sulla Macroregione Adriatico Ionica. Una strategia importante, quella macroregionale, anche perchè ha una plularità di valenze. Risulta una strategia importante per l'Italia, visto che sono ormai 13 le Regioni aderenti, importante per l'Europa, una strategia di cambiamento, visto che in questi anni era prevalsa la strategia germanocentrica con attenzione principale verso gli stati e le "reti" della penisola Baltica. "È il primo segno concreto - ha aggiunto Spacca - dell'Europa verso l'Adriatico, lo Ionio, ma anche al Mediterraneo, quindi siamo di fronte ad una visione geopolitica straordinaria. Una sfida lanciata, che l'Unione Europea accetta, ma che deve trovare larga condivisione dei territori".
"Le macroregioni - hanno convenuto i relatori - non sono un nuovo livello istituzionale, un nuovo organismo, un nuovo ente, ma rappresentano la declinazione delle politiche dell'Unione europea per macroaree, al fine di favorire il coordinamento degli interventi delle politiche per la coesione con i programmi settoriali. Non è un caso che l'Europa abbia accompagnato il pronunciamento e, anzi, la sollecitazione sulla strutturazione di macroregioni in sede europea con tre no: no a nuovi regolamenti, no a nuovi organi e no a nuovi fondi. Non si prevede, quindi, di creare sovrastrutture aggiuntive rispetto a ciò che già esiste". "La strategia della macroregione ha delle dirette ricadute nella programmazione nazionale, economica ed infrastrutturale, nella definizione delle politiche ambientali, energetiche e turistiche - oltre che, ovviamente, nella politica estera"
"Parliamo di un piano d'azione - ha aggiunto Lodolini – “di enorme rilievo per le Marche e per le sue piccole imprese, per la rete infrastrutturale, per la politica energetica, per l'ambiente e per il turismo" "Lo strumento della macroregione costituisce un modello, come lo è stato per le precedenti esperienze, quella baltica e quella danubiana, che possiede la proprietà di accelerare i processi di integrazione economica, di favorire il coordinamento istituzionale e di efficientare le procedure decisionali. Un tema buono non per fare accademia geopolitica, ma per costruire reti infrastrutturali, materiali e immateriali, per cementare alleanze geoeconomiche. Ritengo questo processo di aggregazione economica dal basso, insieme a quello istituzionale dall'alto che guarda alla costruzione degli Stati Uniti d'Europa, l'altro fattore essenziale per una possibile uscita dall'attuale crisi mondiale economica e politica".
Questo è un articolo pubblicato il 12-01-2014 alle 18:33 sul giornale del 13 gennaio 2014 - 1648 letture
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