Metropolitan: On. Duca, 'Perchè ingannare i nuovi consiglieri?'

Eugenio Duca 4' di lettura Ancona 07/03/2014 - Ho partecipato come cittadino spettatore alla riunione della II^ Commissione consiliare sul Metropolitan con la presenza del Presidente della M&B srl, Sig. Campanella.

Assente l'Assessore l'Amministrazione è stata da un Dirigente del Settore Urbanistica. Le richieste di chiarimenti sono state avanzate esclusivamente dai Consiglieri di minoranza ottenendo per gran parte risposte non solo evasive, ma fuorvianti quando esplicitamente non veritiere. Le uniche certezze emerse sono: a) il blocco dei lavori è avvenuto per scelta della proprietà che dopo l'arrivo di Campanella, ha ritenuto il progetto di recupero, come richiesto dalla proprietà e accolto dal Comune con la Concessione Edilizia 179/2002, "era un fallimento, per la proprietà, anche in relazione alla realizzazione dell'isola pedonale in Corso Garibaldi";

b) il permanente degrado dell'immobole è responsabilità della proprietà che ha presentato due successivi progetti, in violazione del PRG, pertanto irrealizzabili. Sconcertanti invece sono, a mio avviso, le risposte fornite da Campanella per la proprietà e dall'Arch. Circelli per l'Ufficio: - il Piano di Recupero d'iniziativa pubblica è stato proposto dalla Giunta e dagli Uffici a seguito di tre Mozioni di indirizzo approvate dal Consiglio comunale. In effetti le Deliberazioni approvate sono due: la n. 123 del 22 settembre 2008 e la n.e la n. 85 del 4 ottobre 2012.

In nessuna delle due si indica lo strumento del Piano di Recupero di iniziativa pubblica! Infatti la delibera 123, dopo aver premesso "come sia effettivo ed attuale l'interesse pubblico affinchè venga raggiunto l'obiettivo si sistemazione dell'immobile "ex Metropolitan", in tempi prefissati, attraverso l'attivazione della parte privata, proprietaria dell'immobile", formula mandato alla Giunta: "di predisporre contestualmente, per le ragioni espresse in premessa, una modifica alle N.T.A del Piano Regolatore tale da prevedere (a) il superamento dell'odierno vincolo posto dall'art. 41 delle norme di piano nonchè (b) apposite forme di devoluzione in favore dell'Amministrazione comunale dell'incremento di valore che tale superamento del vincolo assicurerà alla parte privata proprietaria ed infine (c) la redazione obbligatoria, unitamente agli elaborati progettuali necessari ed opportuni, di apposito cronoprogramma che garantisca l'Amministrazione sui tempi di ristrutturazione dell'edificio".

Il mandato del Consiglio comunale è chiarissimo: la proprietà presenta un progetto ( a propria cura e spese) che prevede la riduzione del numero dei posti, il Comune adotta la variante, contestualmente alle apposite forme di devoluzione in favore del Comune del plus valore!

Perchè ingannare i neo Consiglieri? Quando mai il Consiglio si è sognato di pensare all'esproprio dell'immobile "a prezzi di mercato"? Dopo l'incauto acquisto dei fabbricati Angelini il Comune vuole comprare anche il fabbricato di Longarini? Per farci cosa? Per fargli fare la fine delle decine di immobili di proprietà comunale che si stanno ammalorando e sono usati per il ricovero dei senza tetto in condizioni inumane?

Del resto la relazione tecnica predisposta dall'Ufficio scrive: "Attualmente la Giunta comunale ha dato mandato agli Uffici competenti di redigere un Piano di Recupero di iniziativa pubblica ai sensi dell'art.28 della Legge 457/1978 in variante al PRG.." Ma quando i Consiglieri hanno chiesto l'atto di Giunta è stato risposto che "non c'è nessuna Delibera della Giunta in tal senso"? Perchè ingannare i Consiglieri?

- il Comune ha già chiesto due perizie estimative all'Agenzia del Teritorio per calcolare il plus valore e si appresta a chiederne una terza. Alla domanda dei Consiglieri è stato risposto che le perizie non sono mai state richieste dalla proprietà e il Dirigente ha aggiunto che non sarebbe giusto chiedere alla proprietà di farsi carico delle spese sostenute dal Comune. Anche in questo caso risposte non vere.

- il pagamento del plus valore non è più contestuale, come stabilito dal Consiglio comunale ma viene rinviato alla firma di una Convenzione che dovrà avvenire entro cinque mesi dalla data di approvazione del Piano di Recupero. Altro che contestuale, la variante e il Piano si approvano. Il resto è tutto da lasciare alla fiducia!

E su questo aspetto non si può certo non aver fiducia nella proprietà visti i precedenti! Infine c'è da considerare un altro aspetto: altre proprietà, come sul Goldoni, hanno attuato la ristrutturazione eseguendo le opere come previsto dal Piano. Chi può giustificare tale generosità ad personam? Oppure si vuole mandare un messaggio anche ai proprietari di altri edifici: riduceteli a fatiscenza come è stato fatto per il Metropolitan e il Comune vi farà un Piano di Recupero a spese dei cittadini.

ex Deputato On. Eugenio Duca






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-03-2014 alle 18:37 sul giornale del 08 marzo 2014 - 1678 letture

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