Slalom nel traffico, ma anche ad Ancona è un trionfo della bicicletta

4' di lettura Ancona 12/03/2014 - I ciclisti vincono il “Trofeo Tartaruga” e distanziano scooter, auto e bus di oltre dieci minuti impiegando 12 minuti per percorrere i cinque chilometri del percorso. Il capoluogo marchigiano ultima tra le città italiane nella classifica di Ecosistema Urbano per l’indice di ciclabilità. Legambiente: “Servono subito misure serie ed efficaci che limitino l’utilizzo dell’auto privata, a favore di un mezzo sano, veloce e pulito”.

Non è affatto semplice muoversi nel traffico cittadino, soprattutto vista l’assenza di piste riservate, ma la bici trionfa anche ad Ancona, distanziando di oltre dieci minuti gli altri mezzi di trasporto. Sul podio del “Trofeo Tartaruga” salgono dunque i tre ciclisti della Fiab che si aggiudicano così il premio ideato da Legambiente, che mette in competizione i vari mezzi di trasporto per scoprire il modo più veloce, economico e meno inquinante per muoversi in città. Un trofeo che è in realtà l’occasione per rinnovare l’appello di Legambiente agli amministratori locali affinché sia data finalmente attuazione a un vero sistema della mobilità sostenibile in città, a partire proprio dall’utilizzo della bicicletta. Necessità evidenziata anche dai dati del dossier “Ecosistema Urbano” di Legambiente che vede il capoluogo marchigiano agli ultimi posti in Italia per l’indice di ciclabilità. Il Trofeo Tartaruga si è tenuto questa mattina in occasione della tappa a Ancona del Treno Verde, la campagna itinerante di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane per il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico e acustico delle maggiori città italiane. Il percorso prevedeva la partenza (avvenuta alle ore 12,03) dal Passetto di Ancona e l’arrivo al binario 1 ovest della stazione centrale. Franco Ragni, Aldo Tortorelli e Fabio Grassi di Bicipiù Chiaravalle – Fiab, sono stati i primi a tagliare il traguardo percorrendo in appena 12 minuti i circa 5 chilometri di percorso. A seguire, con un tempo di 22 minuti, Carla Moroni, volontaria di Legambiente, che è salita a bordo di uno scooter; Sandro Sordoni e Stefania Pasimeni del Movimento Difesa dei Cittadini che ha percorso il tragitto in automobile, impiegando 23 minuti e ultimo Andrea Guidotti, assessore comunale Volontariato e Sport che si muoverà in autobus, impiegando 24 minuti.

“Il risultato di oggi conferma ancora una volta che la macchina è il mezzo meno adatto a muoversi nel centro anche ad Ancona. Così come purtroppo capita ancora in buona parte d’Italia, al suono della sveglia, per spostarsi e raggiungere il luogo di lavoro o la scuola, la maggior parte delle persone sceglie di muoversi con la propria auto privata, con evidenti disagi sia in termini di aumento del traffico che di inquinamento. – sottolinea Francesca Pulcini, vicepresidente di Legambiente Marche – Anche ad Ancona, però, la bici dimostra di essere il metodo più rapido per le brevi distanze e questo ci permette di sostenere con ancora maggiore forza la necessità di aumentare e migliorare i percorsi ciclabili in città, proponendo quindi la bici come una delle principali alternative al traffico. È necessario riflettere sulle poche agevolazioni di cui questo mezzo rapido, economico e pulito, gode nella nostra città: sono infatti ancora troppo brevi i tratti stradali che consentono ai cittadini di sfruttare appieno le facilità del mezzo come ad esempio il tratto di pista ciclabile che parte dalla stazione e si interrompe dopo poche centinaia di metri. Sarebbe, infatti, un bel segnale per la città che la pista ciclabile arrivasse fino al Passetto, rendendo Ancona più moderna, contemporanea e a misura di cittadino. Chiediamo, quindi, al Comune di trasferire quote significative di investimenti su questo fronte e in generale sulle politiche ambientali che possono essere la bussola per orientare processi sani di innovazione e ammodernamento ed elementi strategici per uscire dalla crisi. ”

La necessità di un drastico cambio di rotta nella politica della mobilità urbana nella città di Ancona è evidenziata anche dai dati raccolti da Legambiente nella ventesima edizione del rapporto “Ecosistema Urbano”. Le carenze maggiori si evidenziano per la scarsa presenza di piste ciclabili (soltanto 1,54 metri quadrati equivalenti ogni 100 abitanti, rispetto ad una media nazionale di 8,33 mq_eq/100ab); zone a traffico limitato (0,20 mq/abitante contro la media di 3,13); isole pedonali (0,18 mq/ab su una media di 0,27). In generale, Ancona si piazza agli ultimi posti tra le città medie in Italia, nella classifica relativa all’indice di ciclabilità con un punteggio di 15,92 (calcolato da 0 a 100 valutando i seguenti indicatori: presenza biciplan, ufficio biciclette, segnaletica direzionale, cicloparcheggi di interscambio, bicistazione, contrasto furti, bike-sharing).








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-03-2014 alle 17:03 sul giornale del 13 marzo 2014 - 1679 letture

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Daniele Ballanti

13 marzo, 08:57
Manca da parte di Legambiente Marche un chiaro giudizio negativo sulla forte contrazione del Trasporto pubblico che da tre anni viene costantemente ridotto nella regione Marche: ad Ancona i quartieri sono isolati dopo le 21, le frequenze ridotte e alcune linee soppresse, i giorni festivi il servizio per i quartieri è attivo solo dalle 8 alle 13 e dalle 15 alle 19, l'extraurbano tagliato del 60%.. Ovunque lasciano le persone a terra,, soprattutto chi non ha i mezzi propri come anziani e lavoratori. Questa politica dei trasporti cieca causa maggior ricorso alle auto private proprio principale mezzo inquinante.. O Legambiente ha il coraggio di dire che il centrosinistra marchigiano e locale stanno sbagliando tutto o raccontano una bella favoletta e basta!




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