Passeggiate tra lo smog con rumore 'fuorilegge' sia di giorno che di notte. A denunciarlo Legambiente

qualità dell'aria ancona 2014| 9' di lettura Ancona 14/03/2014 - Nelle tre ore di monitoraggio itinerante il Pm10 sempre oltre i limiti di legge. Polveri sottili oltre la soglia anche nella giornata di ieri con picchi elevati di inquinanti durante le ore di punta. Inquinamento acustico: di notte si arriva anche a 13 decibel oltre la soglia consentite. Centraline chiuse e poche informazioni ai cittadini sulla qualità dell’aria. Blitz dei volontari dell’associazione all’impianto di via Bocconi.

Rispetto agli ultimi anni sono “spariti” gli impianti di rilevamento dell’Arpam: l’unico è posizionato all’interno di un parco e ciononostante dall’inizio dell’anno ad ora già due volte i PM10 sottili hanno superato i limiti di legge. Legambiente: “Smog e rumore vanno affrontati come vere priorità per questa città. Per questo è necessario innanzitutto ripristinare un efficace sistema di monitoraggio per informare i cittadini sulla qualità dell’aria che respirano, sia accelerare la politica della mobilità sostenibile. La parola d’ordine è sempre la stessa: una città con più pedoni e meno auto”.

Per una “boccata d’aria” forse passeggiare per Ancona non è il massimo in questo periodo. Sia nelle tre ore di monitoraggio itinerante svolto dai volontari di Legambiente che nella seconda giornata di rilevamento del laboratorio mobile, i livelli di Pm10 sono risultati oltre i limiti di legge, raggiungendo ieri una media di 54 mg/m3. L’inquinamento acustico sembra essere una costante: decibel fuorilegge anche e soprattutto durante le ore notturne. A fronte di una situazione di evidente criticità le istituzioni preposte non consentono di avere un quadro più aggiornato e sistematico della qualità dell’aria che si respira in città.

L’unica centralina dell’Arpam è piazzata in un parco e nonostante questo dall’inizio dell’anno ci sono stati già due superamenti dei limiti imposti dalla legge. Per questo stamattina i volontari di Legambiente hanno svolto un blitz alla centralina di via Bocconi, che in passato aveva fatto segnalare numerosi giorni di sforamento: “Ci avete rotto i polmoni”, il provocatorio esposto dall’associazione per chiedere che smog e rumore siano affrontati come vere priorità dall’amministrazione comunale, provinciale e regionale. Non solo ripristinando al più presto un efficiente ed esteso sistema di rilevazioni degli inquinanti atmosferici, ma accelerando la politica della mobilità sostenibile, per ora attuata in modo parziale, se non talvolta disattesa. La parola d’ordine è chiara: una città con più pedoni e meno auto.

E’ questa l’istantanea scattata dal Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane, la campagna itinerante realizzata con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Mare. Il bilancio finale della settima tappa del tour 2014 del convoglio ambientalista è stato presentato questa mattina in conferenza stampa da Simone Nuglio, responsabile Treno Verde di Legambiente; Francesca Pulcini, vice presidente di Legambiente Marche e Luca Ricciardi, responsabile laboratorio qualità dell’Aria di Italcertifer. Il monitoraggio è stato effettuato dal Laboratorio Mobile Qualità dell’aria di Italcertifer, per 48 ore consecutive, in Corso Amendola, in corrispondenza dei civici 40/42.

Oltre ai valori del PM10, sono state raccolte informazioni sulle concentrazioni nell’aria di biossido di azoto, monossido di carbonio, biossido di zolfo e ozono. Un ulteriore impianto fisso è stato allestito in viale della Vittoria per monitorare l’inquinamento acustico. Da quest’anno il Treno Verde tiene sotto osservazione anche il PM 2,5 con l’obiettivo di tenere alta l’attenzione anche sulla frazione di polveri più dannose per la salute e di pretendere che a livello europeo e nazionale siano adottati valori limite più stringenti e maggiormente, idonei a tutelare la salute dei cittadini, fissando valori giornalieri o più a breve termine oltre il valore obiettivo come media annua attualmente vigente. “Il primo giorno di campionamento il PM10 non ha superato, come media giornaliera, il limite di 50 mg/m3 , raggiungendo il valore di 37 mg/m3. Mentre il secondo giorno si sono registrati elevati valori di PM10. La media giornaliera è risultata di 54 mg/m3 superando il limite previsto dalla normativa – spiega Luca Ricciardi, responsabile del laboratorio mobile di Italcertifer -. Analogamente il PM2.5 ha superato il limite di 25 µg/m3, riferito a un periodo di mediazione che è l’anno civile, raggiungendo un massimo di 31 µg/m3 espresso come media giornaliera.

La fonte di immissione degli inquinanti è risultata costituita principalmente dal traffico stradale insistente nella zona in esame, più intenso nelle ore di punta. Per tutti gli altri inquinanti non si sono registrati superamenti dei limiti previsti. In conclusione si mette in evidenza come, nei due giorni di campionamento, al diminuire della ventilazione si siano registrati i valori maggiori di concentrazione di tutti gli inquinanti, in particolare per quanto riguarda il particolato”. I volontari del Treno Verde hanno condotto anche un monitoraggio itinerante, passeggiando per le vie della città grazie a uno strumento, messo a disposizione da Italcertifer, in grado di rilevare in tempo reale le concentrazioni nell’aria delle polveri sottili, simulando, quindi, i livelli di inquinamento che si “respirano” muovendosi. L’esperimento è stato condotto nella giornata di mercoledì 12 marzo dalle ore 11.30 alle ore 14.30 (lungo Corso Amendola, viale della Vittoria, via Piave, piazza Cavour, piazza Pertini, corso Stamira, passando poi per piazza della Repubblica, via XXIX settembre, quartiere degli Archi fino alla stazione centrale) e facendo registrare tre medie orarie di PM10 pari 55 microgrammi al metro cubo nella prima ora e di 67 µg/m3 nella seconda e nella terza. Valori questi ultimi che, seppur riferiti ad una media oraria e non giornaliera come prescrive la legge, dimostrano una criticità da non sottovalutare, visto che nelle tre ore di passeggiata è stata sempre superata la soglia limite di 50 µg/m3 di polveri sottili. Valori che fotografano una preoccupante situazione della qualità dell’aria per le strade cittadine. I dati spiccano particolarmente, anche perché offrono dettagli che le rilevazioni effettuate dall’ormai unica centralina istituzionale non raccontano. La sola centralina Arpam presente in città è stata situata all’interno del Parco della Cittadella di Ancona, zona sicuramente frequentata dalla cittadinanza, ma che di certo non sembra essere nella posizione ottimale per evidenziare le criticità delle strade più trafficate. Ad ogni modo, anche se posizionata all’interno di un parco, la centralina ha già fatto registrare dall’inizio dell’anno ad oggi due superamenti dei livelli di Pm10 consentiti. Basti pensare che nel 2012, ultimo anno con dati disponibili di altri impianti di monitoraggio, ad Ancona c’erano stati sforamenti oltre la norma per la centralina del porto (84 giorni di superamento in un anno), di Torrette (75 giorni) e Via Bocconi (61 giorni).

“La qualità dell’aria delle città italiane rappresenta ancora oggi una sfida tutta da giocare dagli amministratori per tutelare ambiente e salute dei cittadini. La Comunità europea aveva sancito il 2013 come “anno dell’aria” e purtroppo gli obiettivi che si erano immaginati dovranno ancora una volta essere spostati in avanti nel tempo - sottolinea Simone Nuglio, responsabile del Treno Verde di Legambiente - Indicativo è il dato fornito dall’Eurobarometro, lo strumento della Commissione europea di analisi dell’opinione pubblica, secondo il quale il 56% delle persone pensa che la qualità dell’aria respirata nell’ultimo decennio sia andata peggiorando; idea che in Itali a è condivisa dall' 81% della popolazione. Anche a Ancona restano problemi di criticità. I valori di PM10 e PM2,5 non hanno superato la soglia limite nei nostri due giorni di monitoraggio, ma ci sono stati picchi molto elevati che impongono di mantenere alta l’attenzione. Il Treno Verde è stato ad Ancona due anni fa e il bilancio in questi 700 giorni di assenza poco è cambiato, anzi oggi ci ritroviamo con una rete di controllo dell’Arpam sicuramente insufficiente per monitorare la città”.

Che la “mal’aria” si ripercuota direttamente sulla salute dei cittadini lo testimonia anche un recente studio dell’Iarc, l’agenzia per la ricerca sul cancro dell’Oms (l’organizzazione mondiale della Sanità) che ha confermato che l’inquinamento dell’aria, oltre alla serie di danni per la salute, è anche un potente cancerogeno. Rispetto agli anni passati, oggi le istituzioni pubbliche hanno l’obbligo di informare quotidianamente i cittadini sui livelli di inquinanti nell’aria. Cosa che ad Ancona stenta ancora ad accadere.

“Solo attraverso un monitoraggio costante e attento della qualità dell’aria è possibile intraprendere azioni mirate per ridurre la problematica, a partire dal confronto tra enti, associazioni e cittadini – sottolineano Francesca Pulcini, vicepresidente di Legambiente Marche e Vitaliano D’Addato del circolo Legambiente “Il Pungitopo” di Ancona. Ad oggi però in città abbiamo una sola centralina di monitoraggio che di certo non consente di avere un quadro esaustivo delle criticità. I dati registrati dai monitoraggi del Treno Verde, invece, mettono in evidenza picchi significativi di inquinanti soprattutto durante le ore di punta che andrebbero monitorati con più attenzione. Smog e rumore vanno affrontati come vere priorità per questa città. Per questo è necessario accelerare la politica della mobilità sostenibile, per ora attuata in modo parziale, se non talvolta disattesa. La parola d’ordine deve essere: una città con più pedoni e meno auto. Un nuovo piano di mobilità, il potenziamento del trasporto pubblico e incentivi per la conversione dei vecchi mezzi di trasporto con vetture elettriche e a metano sono le azioni di cui hanno bisogno le nostre città per puntare sulla qualità della vita dei cittadini e rendere le nostre città più moderne e competitive”.

I rilevamenti del laboratorio mobile hanno registrato, come detto, una situazione di forte criticità anche per quanto riguarda l’inquinamento acustico, con decibel “fuorilegge” sia di giorno che di notte. Un fattore spesso sottovalutato, ma che invece influisce negativamente sulla salute e il benessere dei cittadini. Un sempre maggior numero di studi sta dimostrando che l’inquinamento acustico non è solamente un disturbo ambientale ma rappresenta anche una minaccia per la salute pubblica. Dall’esame dei dati raccolti nei due giorni di osservazione, emerge un superamento dei limiti di legge di circa 7 e 10 dB(A) rispettivamente nei periodi diurno e notturno. In sintesi, durante il periodo diurno, i livelli orari rimangono costantemente oltre i 65 dB(A), con punte di circa 70 dB(A). Nei periodi notturni, si riscontra una variazione di valori dei Leq orari da 51 a 65 dB(A), in relazione alla diminuzione del traffico che si raggiunge a notte inoltrata. L’ulteriore centralina per il rilevamento del rumore è stata posta su un balcone di un’abitazione privata in viale della Vittoria. Più critica qui la situazione: il superamento dei limiti di legge è di circa 10 e 13 dB(A) rispettivamente nei periodi diurno e notturno.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-03-2014 alle 12:22 sul giornale del 15 marzo 2014 - 1260 letture

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