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Fratelli D'Italia e Alleanza Nazionale ad Ancona: 'Banca Marche: ci vuole un primavera di chiarezza'

2' di lettura Ancona 17/04/2014 - “Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale interroga – dicono il Capogruppo Giulio Natali ed il Consigliere Regionale Giovanni Zinni – Spacca per una primavera di chiarezza su Banca Marche. Le indagini giudiziarie parrebbero palesare anni di superficialità e di malgoverno della banca con un danno di immagine che ha fatto crollare le azioni".

"Vorremmo chiarezza - continuano - dei rapporti fra la Governance e quella cattiva politica che ha beneficiato di Banca Marche per consolidare il proprio potere a scapito della comunità ma non solo: le azioni intraprese da Bankitalia hanno ulteriormente impoverito Banca Marche con l'aumento degli accantonamenti a copertura dei crediti incagliati e in sofferenza che hanno, di fatto, raddoppiato le perdite. La media degli accantonamenti dei crediti per tutte le banche italiane è stata all'incirca dell'0,50% mentre per Banca Marche si è arrivata allo 0,97%.

"In questo modo è chiaro che Bankitalia incentiva una vendita “facile” e poco onerosa di Banca Marche. Per mantenere la banca del territorio e per il territorio è determinante sapere chi prenderà in mano la proprietà e pretendere una clausola di salvaguardia da parte di Bankitalia che imponga a chi avrà la maggioranza di Banca Marche, che noi vogliamo marchigiana, di tenersela almeno dieci o quindici anni. Se Spacca non appoggerà questa nostra tesi politica non daremo nessun appoggio alle azioni della Regione Marche perchè il finale sarà analogo a quello che fu di Banca Popolare di Ancona, da anni in mano al gruppo lombardo UBI.”

“Auspico – afferma Carlo Ciccioli, portavoce regionale di FDI-AN - che nelle indagini giudiziarie relative agli indagati di Banca Marche siano distinti i truffatori dai raggirati, colpevoli questi ultimi di essersi fatti utilizzare da personaggi spregiudicati. Vanno invece messi in sicurezza con la misura del sequestro conservativo tutti i capitali sospetti acquisiti con operazioni illecite. Inoltre i due commissari nominati da Bankitalia e la direzione centrale di Banca Marche devono considerare che le misure di rigoroso controllo delle esposizioni non possono portare al puro rientro burocratico dei conti, ma devono essere valutati, caso per caso, l’attività dell’azienda, il suo fatturato, la capacità produttiva ed imprenditoriale, senza togliere la liquidità che sta facendo fallire a cascata le nostre piccole medie imprese. Più che cordate virtuose è opportuno chiedere che lo Stato per Banca Marche, così come per gli altri istituti in crisi (vedi Carige, Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca Popolare di Spoleto ecc.), provveda ad un intervento di immissione di liquidità attraverso Poste Italiane SpA (controllata al 100%) o Cassa Depositi e Prestiti acquisendo il cospicuo patrimonio dei fallimenti e delle garanzie delle sofferenze bancarie.”


   

da Fratelli d'Italia e Alleanza Nazionale





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-04-2014 alle 18:15 sul giornale del 18 aprile 2014 - 2696 letture

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