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comunicato stampa

Camerata: Giannoni, "Due notizie una buona...l'altra preoccupante"

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Stop Biogas Terre Nostre Marche

Lunedì 28 luglio la vicenda biogas è approdata ancora una volta in Consiglio Comunale a Camerata Picena, comune dove è stato realizzato uno dei sette impianti finiti nell’ inchiesta “Green profit”, che ha coinvolto, una ventina di indagati tra funzionari regionali, imprenditori e professionisti del settore.

La notizia positiva è l’approvazione, all’unanimità, della mozione presentata dal gruppo Consiliare di minoranza “Il Paese che vorrei” che, oltre a richiedere l’immediata cancellazione del comma del Decreto Legge del Governo che autorizza la Valutazione Ambientale “postuma”, impegna il Sindaco e la Giunta, nell’ipotesi in cui la magistratura dorica decida di esercitare l’azione penale, a costituirsi parte civile. Si tratta di una decisione fondamentale per tutelare i diritti e gli interessi dell’Amministrazione ma, soprattutto, dei tanti Cameratesi che, concretamente, possono aver subito i danni derivanti dalla realizzazione della centrale.

Nella discussione, sempre sollecitata dal gruppo di minoranza attraverso un’interrogazione, sono emersi altri aspetti collegati alla concreta gestione dell’impianto che, invece, fanno emergere motivi di preoccupazione. Teoricamente l’impianto, privo di autorizzazione, dovrebbe essere fermo ed ogni attività sospesa, in attuazione di un programma di spegnimento programmato che dovrebbe essere ormai concluso dalla fine del 2013.

Dalla documentazione consegnata emerge il fondato dubbio che, attraverso un contratto di comodato con la Società Campomaggio 86, anche’essa di proprietà di imprenditori coinvolti nelle indagini, parti dell’impianto a biogas di Camerata siano stati utilizzati per imponenti operazioni di spandimento di liquami sui terreni circostanti. Negli ultimi 15/20 giorni le attività di spandimento sui terreni sono state imponenti ed il materiale usciva dalla centrale di Camerata. Il Comitato “Camerata Territorio e Ambiente” ha, sulla vicenda degli spandimenti, inoltrato numerose segnalazioni a tutti gli organi di controllo e alla stessa Procura di Ancona e numerosi sono stati anche i sopralluoghi effettuati.

Ci chiediamo: che cosa ha smaltito sui campi la Società Campomaggio? Dove è finito il digestato che dovrebbe essere stoccato nella centrale di Camerata? Queste operazioni sono regolari, considerato che il Giudice Amministrativo ha annullato l’autorizzazione alla costruzione ed esercizio della centrale che, ad oggi, deve essere ancora completata in parti impiantistiche fondamentali? Può un soggetto terzo effettuare l’utilizzo agronomico del digestato? E in ogni caso sono state rispettate le prescrizioni, peraltro di dubbia legittimità, delle linee guida regionali sull’argomento? Il Sindaco Tittarelli non ha saputo dare risposte concrete alle nostre domande a tutela dell’intera collettività e, dunque, chiederemo di approfondire ulteriormente quanto sopra evidenziato.

Andrea Giannoni Capogruppo della Lista “Il Paese che vorrei” al Comune di Camerata Picena



Stop Biogas Terre Nostre Marche

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-07-2014 alle 01:31 sul giornale del 31 luglio 2014 - 1635 letture