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comunicato stampa

Raschia, Croce Azzurra Italiana Ancona: “Affari a sirene spiegate”

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Ambulanza generico

Croce Azzurra Italiana: quali prospettive per lavoratori e servizi? L’opinione pubblica è già informata circa la situazione, seriamente problematica, della Croce Azzurra Italiana (CAI), società di trasporti sanitari con sede in Ancona, che occupa -tra dipendenti propri e di aziende a vario titolo consociate- complessivamente oltre 30 unità: figure amministrative, addetti alla centrale operativa, autisti e soccorritori. Un settore di attività che, al pari di altri purtroppo, è in grave sofferenza anche in conseguenza di un rapporto difficile -ulteriormente complicato dall’attuale congiuntura- con l’Amministrazione pubblica.

Certo, pesa la concorrenza dei vari soggetti che vi operano, ma si tratta pur sempre, comunque, di un “Business a sirene spiegate”, come quello delle imprese che gestiscono ambulanze. In Italia, il mercato dei trasporti sociosanitari vale oltre 1,5 miliardi di euro: centinaia di aziende “for profit” impegnate nei servizi di emergenze e trasporti programmati. Insomma, un settore decisamente importante per numero di occupati e fatturato, partner non di poco conto, dunque, di chi effettua lo stesso servizio come associazione di volontariato o ente pubblico.

Una realtà, però -come si anticipava-, ove non mancano problemi. Tra le cause, la riduzione delle risorse disponibili; le modalità stesse con le quali stazioni appaltanti pubbliche aggiudicano la gestione di servizi spesso con il criterio del massimo ribasso; e non ultimo lungaggini burocratiche e sopratutto gravi ritardi nei pagamenti che, com’è noto, non di rado finiscono per mettere in ginocchio tante imprese, in crisi di liquidità. Nel caso in questione, CAI prende le mosse nel 2012 per cessione di ramo d’azienda dalla precedente attività di Duelle Service (Croce Verde Ancona), già in seria difficoltà a causa di debiti verso creditori diversi, tra i quali i lavoratori, che vantano ancora retribuzioni arretrate.

Un recente incontro in Prefettura -svolto su iniziativa della FP CGIL che ha promosso il tentativo di conciliazione- ha consentito un parziale "sblocco": la riscossione di alcune spettanze da parte dell'ASUR ha reso possibile il pagamento di mensilità arretrate. La situazione attuale vede, tuttavia, gli stipendi ancora fermi da maggio scorso, in sospeso il saldo di dicembre, oltre a partite economiche della precedente gestione. Fonte di ulteriori preoccupazioni per lavoratori e famiglie, da ultimo, notizie non confermate di una prospettiva di messa in liquidazione della società, o -come sostengono altri bene informati- di possibili trattative in corso per la sua alienazione. Resta il problema: come onorare gli impegni sin qui contratti e, soprattutto, quale prospettiva per il lavoro e il delicato servizio finora garantito alla collettività. Ciò che si pretende è l'immediato avvio di un confronto dovuto, indispensabile per garantire trasparenza e Diritti.



Ambulanza generico

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-08-2014 alle 12:59 sul giornale del 30 agosto 2014 - 3238 letture