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31.08.2014 23:19
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da On. Eugenio Duca

Duca: riforma portuale, "In Ancona si plaude per il fatto che il tema non viene trattato"

Eugenio Duca

Mentre in tutta la portualità italiana permane la preoccupazione per lo stallo in cui versa la riforma portuale (in particolare la mancata autonomia finanziaria delle A.P. e le procedure per i piani regolatori), in Ancona si plaude per il fatto che, per il terzo decreto legge consecutivo, il tema porti non viene trattato.

In Ancona addirittura il nulla di fatto viene esaltato con dichiarazioni esilaranti: "Ancona in serie A, Ancona promossa, Ancona salva" non si sa da chi. Intanto permane il Commissariamento di un terzo delle A.P. italiane, compresa Ancona, in modo illegale al punto di mettere in crisi ASSOPORTI dove siedono ben otto Commissari Straordinari di nomina ministeriale. "Politicamente" si possono comprendere le pietose bugie del Consigliere regionale Bugaro (NCD), partito del Ministro, quando si spinge a dichiarare che "Ancona ha già conseguito per decisione del Ministro Lupi la caratteristica di porto Core della rete TEN -T europea". Peccato per Bugaro che in verità Lupi non c'entra niente in quanto l'Unione Europea con il regolamento (UE) n. 1315/2013, del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, ha stabilito la rete transeuropea in due livelli, una rete centrale (core network) da completare entro il 2030, che è costituita dai collegamenti più importanti tra i Paesi dell'Unione e con i Paesi confinanti, comprendendo al suo interno 93 porti europei principali che saranno collegati attraverso strada o ferrovia, e una rete globale (comprehensive network), da completare entro il 2050, che svolge prevalentemente funzioni di collegamento all'interno dei territori degli Stati membri ed è destinata ad alimentare quella centrale.

Nella rete Core ci sono 14 porti italiani; fino al 2012 erano 12 (compresa Ancona), poi estesi a 14 con l'inclusione di Cagliari e Augusta. Inoltre il Ministro On. Lupi, all'assemblea nazionale di Assoporti dell'ottobre 2013, ha lanciato una proposta (mai depositata in Parlamento) per creare 8 Distretti logistici sopprimendo l'A.P. di Ancona e tante altre! Fortunatamente, quel che resta di Assoporti, le forze sociali e il PD hanno contrastato l'ipotesi ministeriale e il 1 aprile 2014 il PD ha indicato l'esigenza di ridisegnare l'articolazione delle A.P. in 15 sedi: le 14 dei porti Core e Civitavecchia porto di Roma. Nel frattempo al Senato il Governo ha pressochè stoppato l'iter dell'esame della legge di riforma (Relatore il Sen. Filippi PD). Delude invece che ad avvalorare simili tesi siano le Istituzioni locali e lo stesso Commissario straodinario dell'A.P. Giampieri che sa bene quale è lo stato dell'arte e da dove vengono i pericoli per l'A.P. di Ancona e quali forze politiche e sociali lavorano per una soluzione positiva e alternativa a quella del Ministro e del partito di Bugaro.

Così come sanno che i Commissariamenti delle A.P. (compreso Ancona) sono illegittimi al punto che in Parlamento, in più occasioni è stato intimato al Ministro di ottemperare alla legge 84/94, vigente. Che si giunga a ringraziare e plaudire coloro che violano le leggi e vogliono colpire Ancona, appare esorbitante e sintomo di una cedevolezza istituzionale senza precedenti quanto inammissibile. Per quanto riguarda la Quadrilatero si assiste all'ennesimo finanziamento statale mentre permangono inesistenti quelli privati e quelli che sarebbero dovuti derivare dai PAV e dalle aree leader.

Per l'uscita a ovest non va dimenticata la gioia e l'entusiasmo per la "storica firma" del 25 agosto 2013. Anche in quell'occasione tutti a gioire. Eppure era un falso clamoroso. Un inganno dietro l'altro e le istituzioni a gioire. A mio avviso Ancona non merita questo! Anzi è ora di rialzare la schiena troppo spesso piegata senza alcun motivo.

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Duca: riforma portuale, "In Ancona si plaude per il fatto che il tema non viene trattato"

Eugenio Duca

Mentre in tutta la portualità italiana permane la preoccupazione per lo stallo in cui versa la riforma portuale (in particolare la mancata autonomia finanziaria delle A.P. e le procedure per i piani regolatori), in Ancona si plaude per il fatto che, per il terzo decreto legge consecutivo, il tema porti non viene trattato.

In Ancona addirittura il nulla di fatto viene esaltato con dichiarazioni esilaranti: "Ancona in serie A, Ancona promossa, Ancona salva" non si sa da chi. Intanto permane il Commissariamento di un terzo delle A.P. italiane, compresa Ancona, in modo illegale al punto di mettere in crisi ASSOPORTI dove siedono ben otto Commissari Straordinari di nomina ministeriale. "Politicamente" si possono comprendere le pietose bugie del Consigliere regionale Bugaro (NCD), partito del Ministro, quando si spinge a dichiarare che "Ancona ha già conseguito per decisione del Ministro Lupi la caratteristica di porto Core della rete TEN -T europea". Peccato per Bugaro che in verità Lupi non c'entra niente in quanto l'Unione Europea con il regolamento (UE) n. 1315/2013, del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, ha stabilito la rete transeuropea in due livelli, una rete centrale (core network) da completare entro il 2030, che è costituita dai collegamenti più importanti tra i Paesi dell'Unione e con i Paesi confinanti, comprendendo al suo interno 93 porti europei principali che saranno collegati attraverso strada o ferrovia, e una rete globale (comprehensive network), da completare entro il 2050, che svolge prevalentemente funzioni di collegamento all'interno dei territori degli Stati membri ed è destinata ad alimentare quella centrale.

Nella rete Core ci sono 14 porti italiani; fino al 2012 erano 12 (compresa Ancona), poi estesi a 14 con l'inclusione di Cagliari e Augusta. Inoltre il Ministro On. Lupi, all'assemblea nazionale di Assoporti dell'ottobre 2013, ha lanciato una proposta (mai depositata in Parlamento) per creare 8 Distretti logistici sopprimendo l'A.P. di Ancona e tante altre! Fortunatamente, quel che resta di Assoporti, le forze sociali e il PD hanno contrastato l'ipotesi ministeriale e il 1 aprile 2014 il PD ha indicato l'esigenza di ridisegnare l'articolazione delle A.P. in 15 sedi: le 14 dei porti Core e Civitavecchia porto di Roma. Nel frattempo al Senato il Governo ha pressochè stoppato l'iter dell'esame della legge di riforma (Relatore il Sen. Filippi PD). Delude invece che ad avvalorare simili tesi siano le Istituzioni locali e lo stesso Commissario straodinario dell'A.P. Giampieri che sa bene quale è lo stato dell'arte e da dove vengono i pericoli per l'A.P. di Ancona e quali forze politiche e sociali lavorano per una soluzione positiva e alternativa a quella del Ministro e del partito di Bugaro.

Così come sanno che i Commissariamenti delle A.P. (compreso Ancona) sono illegittimi al punto che in Parlamento, in più occasioni è stato intimato al Ministro di ottemperare alla legge 84/94, vigente. Che si giunga a ringraziare e plaudire coloro che violano le leggi e vogliono colpire Ancona, appare esorbitante e sintomo di una cedevolezza istituzionale senza precedenti quanto inammissibile. Per quanto riguarda la Quadrilatero si assiste all'ennesimo finanziamento statale mentre permangono inesistenti quelli privati e quelli che sarebbero dovuti derivare dai PAV e dalle aree leader.

Per l'uscita a ovest non va dimenticata la gioia e l'entusiasmo per la "storica firma" del 25 agosto 2013. Anche in quell'occasione tutti a gioire. Eppure era un falso clamoroso. Un inganno dietro l'altro e le istituzioni a gioire. A mio avviso Ancona non merita questo! Anzi è ora di rialzare la schiena troppo spesso piegata senza alcun motivo.


Duca: riforma portuale, "In Ancona si plaude per il fatto che il tema non viene trattato"
ATTUALITA'

Duca: riforma portuale, "In Ancona si plaude per il fatto che il tema non viene trattato"

31.08.2014 23:19 3
comunicato stampa

Mentre in tutta la portualità italiana permane la preoccupazione per lo stallo in cui versa la riforma portuale (in particolare la mancata autonomia finanziaria delle A.P. e le procedure per i piani regolatori), in Ancona si plaude per il fatto che, per il terzo decreto legge consecutivo, il tema porti non viene trattato.

In Ancona addirittura il nulla di fatto viene esaltato con dichiarazioni esilaranti: "Ancona in serie A, Ancona promossa, Ancona salva" non si sa da chi. Intanto permane il Commissariamento di un terzo delle A.P. italiane, compresa Ancona, in modo illegale al punto di mettere in crisi ASSOPORTI dove siedono ben otto Commissari Straordinari di nomina ministeriale. "Politicamente" si possono comprendere le pietose bugie del Consigliere regionale Bugaro (NCD), partito del Ministro, quando si spinge a dichiarare che "Ancona ha già conseguito per decisione del Ministro Lupi la caratteristica di porto Core della rete TEN -T europea". Peccato per Bugaro che in verità Lupi non c'entra niente in quanto l'Unione Europea con il regolamento (UE) n. 1315/2013, del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, ha stabilito la rete transeuropea in due livelli, una rete centrale (core network) da completare entro il 2030, che è costituita dai collegamenti più importanti tra i Paesi dell'Unione e con i Paesi confinanti, comprendendo al suo interno 93 porti europei principali che saranno collegati attraverso strada o ferrovia, e una rete globale (comprehensive network), da completare entro il 2050, che svolge prevalentemente funzioni di collegamento all'interno dei territori degli Stati membri ed è destinata ad alimentare quella centrale.

Nella rete Core ci sono 14 porti italiani; fino al 2012 erano 12 (compresa Ancona), poi estesi a 14 con l'inclusione di Cagliari e Augusta. Inoltre il Ministro On. Lupi, all'assemblea nazionale di Assoporti dell'ottobre 2013, ha lanciato una proposta (mai depositata in Parlamento) per creare 8 Distretti logistici sopprimendo l'A.P. di Ancona e tante altre! Fortunatamente, quel che resta di Assoporti, le forze sociali e il PD hanno contrastato l'ipotesi ministeriale e il 1 aprile 2014 il PD ha indicato l'esigenza di ridisegnare l'articolazione delle A.P. in 15 sedi: le 14 dei porti Core e Civitavecchia porto di Roma. Nel frattempo al Senato il Governo ha pressochè stoppato l'iter dell'esame della legge di riforma (Relatore il Sen. Filippi PD). Delude invece che ad avvalorare simili tesi siano le Istituzioni locali e lo stesso Commissario straodinario dell'A.P. Giampieri che sa bene quale è lo stato dell'arte e da dove vengono i pericoli per l'A.P. di Ancona e quali forze politiche e sociali lavorano per una soluzione positiva e alternativa a quella del Ministro e del partito di Bugaro.

Così come sanno che i Commissariamenti delle A.P. (compreso Ancona) sono illegittimi al punto che in Parlamento, in più occasioni è stato intimato al Ministro di ottemperare alla legge 84/94, vigente. Che si giunga a ringraziare e plaudire coloro che violano le leggi e vogliono colpire Ancona, appare esorbitante e sintomo di una cedevolezza istituzionale senza precedenti quanto inammissibile. Per quanto riguarda la Quadrilatero si assiste all'ennesimo finanziamento statale mentre permangono inesistenti quelli privati e quelli che sarebbero dovuti derivare dai PAV e dalle aree leader.

Per l'uscita a ovest non va dimenticata la gioia e l'entusiasmo per la "storica firma" del 25 agosto 2013. Anche in quell'occasione tutti a gioire. Eppure era un falso clamoroso. Un inganno dietro l'altro e le istituzioni a gioire. A mio avviso Ancona non merita questo! Anzi è ora di rialzare la schiena troppo spesso piegata senza alcun motivo.

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