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ATTUALITà |
da Camera di Commercio di Ancona |
Export: nei primi sei mesi dell'anno crescono le esportazioni doriche |
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Nel primo semestre del 2014 le esportazioni delle imprese italiane sono aumentate dell'1,3% rispetto allo stesso periodo del 2013 grazie al buon andamento delle regioni nord-orientali e di quelle meridionali e la netta eccezione delle isole. Le Marche si posizionano al secondo posto tra le regioni virtuose con un incremento del 6,6%, secondo solo a quello della Puglia (+9,4%), superando i 6 miliardi di euro di vendite nei mercati internazionali. Nello stesso periodo, in controtendenza rispetto al dato nazionale, sono aumentate anche le importazioni marchigiane, ma nonostante una variazione positiva del 9% il saldo commerciale regionale resta largamente in attivo.
La provincia di Ancona ha contribuito in maniera determinante al raggiungimento del buon risultato marchigiano, considerato che le esportazioni delle imprese doriche sono cresciute addirittura del 9,7%, sfiorando i 2 miliardi di euro. Si tratta del secondo miglior risultato nell'area marchigiana dietro ad Ascoli Piceno (+12,2%), ma davanti a Macerata (4,4%), Pesaro - Urbino (+1,1%) e Fermo, dove la variazione è stata addirittura negativa (-3,1%). I primi sei mesi dell’anno confermano, ancora una volta, la natura quasi esclusivamente manifatturiera delle esportazioni della provincia di Ancona: alle attività manifatturiere sono riferiti infatti 1.926,0 milioni di euro di prodotti esportati, pari al 98,9% delle esportazioni provinciali complessive. Le esportazioni manifatturiere sono cresciute complessivamente del +10,1%. Tuttavia tale crescita tendenziale è fortemente influenzata dal peculiare andamento delle vendite all’estero di coke e prodotti petroliferi raffinati, che sono passati dai 35 mila euro circa dei primi sei mesi del 2013 (sono note le vicende che hanno riguardato la raffineria falconarese) agli attuali 143,6 milioni di euro. Se si prescinde da tale tipologia di prodotti, la crescita tendenziale delle esportazioni doriche si ferma a +1,9%. Tra le attività manifatturiere, si conferma il primato di macchinari e apparecchi n.c.a. con vendite all’estero per 488,3 milioni di euro e una crescita del +2,5%, seguiti dagli apparecchi elettrici con 408,8 milioni di euro e un lieve incremento rispetto allo stesso periodo del 2013 pari a +0,7%. Nel complesso questi, che sono i due comparti di punta delle esportazioni provinciali, hanno assorbito il 46,6% delle esportazioni manifatturiere provinciali. Consistenti sono state anche le esportazioni di metalli di base e prodotti in metallo (esclusi macchine e impianti) con 190,8 milioni di euro di export per un incremento di +8,7%. Prodotti tessili, abbigliamento pelli e accessori fanno rilevare un forte incremento tendenziale, +30,9%, che li porta al valore di 153,3 milioni di euro, non molto lontano da quello di legno e prodotti in legno, carta e stampa, che hanno esportato 153,5 milioni di euro di prodotti, per una crescita rispetto ai primi sei mesi del 2013 pari a +16,2%. |
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ATTUALITà
Export: nei primi sei mesi dell'anno crescono le esportazioni doriche
Nel primo semestre del 2014 le esportazioni delle imprese italiane sono aumentate dell'1,3% rispetto allo stesso periodo del 2013 grazie al buon andamento delle regioni nord-orientali e di quelle meridionali e la netta eccezione delle isole. Le Marche si posizionano al secondo posto tra le regioni virtuose con un incremento del 6,6%, secondo solo a quello della Puglia (+9,4%), superando i 6 miliardi di euro di vendite nei mercati internazionali. Nello stesso periodo, in controtendenza rispetto al dato nazionale, sono aumentate anche le importazioni marchigiane, ma nonostante una variazione positiva del 9% il saldo commerciale regionale resta largamente in attivo.
La provincia di Ancona ha contribuito in maniera determinante al raggiungimento del buon risultato marchigiano, considerato che le esportazioni delle imprese doriche sono cresciute addirittura del 9,7%, sfiorando i 2 miliardi di euro. Si tratta del secondo miglior risultato nell'area marchigiana dietro ad Ascoli Piceno (+12,2%), ma davanti a Macerata (4,4%), Pesaro - Urbino (+1,1%) e Fermo, dove la variazione è stata addirittura negativa (-3,1%). I primi sei mesi dell’anno confermano, ancora una volta, la natura quasi esclusivamente manifatturiera delle esportazioni della provincia di Ancona: alle attività manifatturiere sono riferiti infatti 1.926,0 milioni di euro di prodotti esportati, pari al 98,9% delle esportazioni provinciali complessive. Le esportazioni manifatturiere sono cresciute complessivamente del +10,1%. Tuttavia tale crescita tendenziale è fortemente influenzata dal peculiare andamento delle vendite all’estero di coke e prodotti petroliferi raffinati, che sono passati dai 35 mila euro circa dei primi sei mesi del 2013 (sono note le vicende che hanno riguardato la raffineria falconarese) agli attuali 143,6 milioni di euro. Se si prescinde da tale tipologia di prodotti, la crescita tendenziale delle esportazioni doriche si ferma a +1,9%. Tra le attività manifatturiere, si conferma il primato di macchinari e apparecchi n.c.a. con vendite all’estero per 488,3 milioni di euro e una crescita del +2,5%, seguiti dagli apparecchi elettrici con 408,8 milioni di euro e un lieve incremento rispetto allo stesso periodo del 2013 pari a +0,7%. Nel complesso questi, che sono i due comparti di punta delle esportazioni provinciali, hanno assorbito il 46,6% delle esportazioni manifatturiere provinciali. Consistenti sono state anche le esportazioni di metalli di base e prodotti in metallo (esclusi macchine e impianti) con 190,8 milioni di euro di export per un incremento di +8,7%. Prodotti tessili, abbigliamento pelli e accessori fanno rilevare un forte incremento tendenziale, +30,9%, che li porta al valore di 153,3 milioni di euro, non molto lontano da quello di legno e prodotti in legno, carta e stampa, che hanno esportato 153,5 milioni di euro di prodotti, per una crescita rispetto ai primi sei mesi del 2013 pari a +16,2%.
Tra i prodotti di maggior rilievo, si segnala anche la forte contrazione dei mezzi di trasporto, -47,4%, che ferma le relative esportazioni a 63,8 milioni di euro e la crescita degli articoli in gomma e materie plastiche, con vendite all’estero per 103,1 milioni di euro cui corrisponde un incremento percentuale di +12,9%. Tutte gli altri comparti manifatturieri si collocano, sebbene in misura diversa, al di sotto dei 100 milioni di euro e fanno rilevare andamenti tendenziali generalmente in crescita, ad eccezione dei prodotti alimentari, bevande e tabacco, sostanzialmente stabili (-0,2%) e dei prodotti delle altre attività manifatturiere (categoria eterogenea, che nella provincia di Ancona è costituita prevalentemente da mobili e strumenti musicali) che nel complesso ha perso un quarto delle sue vendite all’estero. Con riferimento alle importazioni, i dati di metà anno mostrano un forte incremento pari a +26,4% rispetto ai primi sei mesi del 2013, che porta gli acquisti dall’estero della provincia di Ancona al valore di 1.667,9 milioni di euro. Il saldo tra esportazioni e importazioni risulta pari a 278,8 milioni di euro. L’andamento complessivo delle importazioni provinciali riflette in particolare la fortissima crescita di prodotti dell’estrazione di minerali da cave e miniere, che dai 116,2 milioni di euro dei primi sei mesi del 2013 si riportano su valori più in linea con quelli degli anni precedenti il 2013 in considerazione del ruolo della raffineria di Falconara Marittima, e si assestano a 856,3 milioni di euro, pari al 51,3% delle importazioni provinciali.
Le importazioni di prodotti delle attività manifatturiere, d’altro canto, risultano invece in diminuzione rispetto al primo semestre del 2013, con un valore assoluto di acquisti pari a 781 milioni di euro, in calo del -33,1%. Nei primi sei mesi di quest’anno esse costituiscono il 46,8% delle importazioni provinciali doriche. Sul tale andamento ha influito in misura assolutamente determinante la forte variazione tendenziale negativa delle importazioni di coke e prodotti petroliferi raffinati, che dai 467,5 milioni di euro del primo semestre dello scorso anno sono scesi agli attuali 49,9 milioni di euro. Nell’ambito dei prodotti delle attività manifatturiere le importazioni di apparecchi elettrici (145,5 milioni di euro, in crescita tendenziale del +5,9%) e di sostanze e prodotti chimici (102,3 milioni di euro, +27,9%) sono gli unici a superare la soglia dei 100 milioni di euro di prodotti importati.
La tendenza positiva delle esportazioni ha riguardato quasi tutte le macroaree geografiche con le eccezioni dell'America settentrionale e dell'Oceania. L'Unione europea resta saldamente il mercato di riferimento per le imprese della provincia di Ancona e, grazie ad un incremento dello 0,6% rispetto al primo semestre dello scorso anno, è stato superato di poco il volume di vendite pari a un miliardo di euro (il 51,5% del flusso complessivo). Ma i dati più interessanti riguardano i paesi dell'America centro-meridionale, che nei primi sei mesi del 2014 hanno aumentato dell'84% la domanda di beni provenienti dalla provincia di Ancona e che ora rappresentano il 4,4% dello scambio complessivo, e soprattutto i paesi europei extra UE, verso i quali l'incremento delle vendite è stato pari a 120 milioni di euro (+64,2%), ovvero quasi il 75% della variazione complessiva. Riprendono gli scambi commerciali con il Medio oriente, sia in uscita (+38,6%) che in entrata (da 64 a 285 milioni di euro) grazie alla stabilizzazione dell'attività della Raffineria di Falconara Marittima. Sul fronte delle importazioni si segnala l'evidente riduzione degli acquisti dai paesi comunitari con il conseguente abbassamento della quota di mercato (30,8% dell'import totale) ad un livello non troppo lontano da quello, in forte crescita, dei paesi europei extra UE (24,3%).
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Export: nei primi sei mesi dell'anno crescono le esportazioni doriche
Nel primo semestre del 2014 le esportazioni delle imprese italiane sono aumentate dell'1,3% rispetto allo stesso periodo del 2013 grazie al buon andamento delle regioni nord-orientali e di quelle meridionali e la netta eccezione delle isole. Le Marche si posizionano al secondo posto tra le regioni virtuose con un incremento del 6,6%, secondo solo a quello della Puglia (+9,4%), superando i 6 miliardi di euro di vendite nei mercati internazionali. Nello stesso periodo, in controtendenza rispetto al dato nazionale, sono aumentate anche le importazioni marchigiane, ma nonostante una variazione positiva del 9% il saldo commerciale regionale resta largamente in attivo.
La provincia di Ancona ha contribuito in maniera determinante al raggiungimento del buon risultato marchigiano, considerato che le esportazioni delle imprese doriche sono cresciute addirittura del 9,7%, sfiorando i 2 miliardi di euro. Si tratta del secondo miglior risultato nell'area marchigiana dietro ad Ascoli Piceno (+12,2%), ma davanti a Macerata (4,4%), Pesaro - Urbino (+1,1%) e Fermo, dove la variazione è stata addirittura negativa (-3,1%). I primi sei mesi dell’anno confermano, ancora una volta, la natura quasi esclusivamente manifatturiera delle esportazioni della provincia di Ancona: alle attività manifatturiere sono riferiti infatti 1.926,0 milioni di euro di prodotti esportati, pari al 98,9% delle esportazioni provinciali complessive. Le esportazioni manifatturiere sono cresciute complessivamente del +10,1%. Tuttavia tale crescita tendenziale è fortemente influenzata dal peculiare andamento delle vendite all’estero di coke e prodotti petroliferi raffinati, che sono passati dai 35 mila euro circa dei primi sei mesi del 2013 (sono note le vicende che hanno riguardato la raffineria falconarese) agli attuali 143,6 milioni di euro. Se si prescinde da tale tipologia di prodotti, la crescita tendenziale delle esportazioni doriche si ferma a +1,9%. Tra le attività manifatturiere, si conferma il primato di macchinari e apparecchi n.c.a. con vendite all’estero per 488,3 milioni di euro e una crescita del +2,5%, seguiti dagli apparecchi elettrici con 408,8 milioni di euro e un lieve incremento rispetto allo stesso periodo del 2013 pari a +0,7%. Nel complesso questi, che sono i due comparti di punta delle esportazioni provinciali, hanno assorbito il 46,6% delle esportazioni manifatturiere provinciali. Consistenti sono state anche le esportazioni di metalli di base e prodotti in metallo (esclusi macchine e impianti) con 190,8 milioni di euro di export per un incremento di +8,7%. Prodotti tessili, abbigliamento pelli e accessori fanno rilevare un forte incremento tendenziale, +30,9%, che li porta al valore di 153,3 milioni di euro, non molto lontano da quello di legno e prodotti in legno, carta e stampa, che hanno esportato 153,5 milioni di euro di prodotti, per una crescita rispetto ai primi sei mesi del 2013 pari a +16,2%.
Tra i prodotti di maggior rilievo, si segnala anche la forte contrazione dei mezzi di trasporto, -47,4%, che ferma le relative esportazioni a 63,8 milioni di euro e la crescita degli articoli in gomma e materie plastiche, con vendite all’estero per 103,1 milioni di euro cui corrisponde un incremento percentuale di +12,9%. Tutte gli altri comparti manifatturieri si collocano, sebbene in misura diversa, al di sotto dei 100 milioni di euro e fanno rilevare andamenti tendenziali generalmente in crescita, ad eccezione dei prodotti alimentari, bevande e tabacco, sostanzialmente stabili (-0,2%) e dei prodotti delle altre attività manifatturiere (categoria eterogenea, che nella provincia di Ancona è costituita prevalentemente da mobili e strumenti musicali) che nel complesso ha perso un quarto delle sue vendite all’estero. Con riferimento alle importazioni, i dati di metà anno mostrano un forte incremento pari a +26,4% rispetto ai primi sei mesi del 2013, che porta gli acquisti dall’estero della provincia di Ancona al valore di 1.667,9 milioni di euro. Il saldo tra esportazioni e importazioni risulta pari a 278,8 milioni di euro. L’andamento complessivo delle importazioni provinciali riflette in particolare la fortissima crescita di prodotti dell’estrazione di minerali da cave e miniere, che dai 116,2 milioni di euro dei primi sei mesi del 2013 si riportano su valori più in linea con quelli degli anni precedenti il 2013 in considerazione del ruolo della raffineria di Falconara Marittima, e si assestano a 856,3 milioni di euro, pari al 51,3% delle importazioni provinciali.
Le importazioni di prodotti delle attività manifatturiere, d’altro canto, risultano invece in diminuzione rispetto al primo semestre del 2013, con un valore assoluto di acquisti pari a 781 milioni di euro, in calo del -33,1%. Nei primi sei mesi di quest’anno esse costituiscono il 46,8% delle importazioni provinciali doriche. Sul tale andamento ha influito in misura assolutamente determinante la forte variazione tendenziale negativa delle importazioni di coke e prodotti petroliferi raffinati, che dai 467,5 milioni di euro del primo semestre dello scorso anno sono scesi agli attuali 49,9 milioni di euro. Nell’ambito dei prodotti delle attività manifatturiere le importazioni di apparecchi elettrici (145,5 milioni di euro, in crescita tendenziale del +5,9%) e di sostanze e prodotti chimici (102,3 milioni di euro, +27,9%) sono gli unici a superare la soglia dei 100 milioni di euro di prodotti importati.
La tendenza positiva delle esportazioni ha riguardato quasi tutte le macroaree geografiche con le eccezioni dell'America settentrionale e dell'Oceania. L'Unione europea resta saldamente il mercato di riferimento per le imprese della provincia di Ancona e, grazie ad un incremento dello 0,6% rispetto al primo semestre dello scorso anno, è stato superato di poco il volume di vendite pari a un miliardo di euro (il 51,5% del flusso complessivo). Ma i dati più interessanti riguardano i paesi dell'America centro-meridionale, che nei primi sei mesi del 2014 hanno aumentato dell'84% la domanda di beni provenienti dalla provincia di Ancona e che ora rappresentano il 4,4% dello scambio complessivo, e soprattutto i paesi europei extra UE, verso i quali l'incremento delle vendite è stato pari a 120 milioni di euro (+64,2%), ovvero quasi il 75% della variazione complessiva. Riprendono gli scambi commerciali con il Medio oriente, sia in uscita (+38,6%) che in entrata (da 64 a 285 milioni di euro) grazie alla stabilizzazione dell'attività della Raffineria di Falconara Marittima. Sul fronte delle importazioni si segnala l'evidente riduzione degli acquisti dai paesi comunitari con il conseguente abbassamento della quota di mercato (30,8% dell'import totale) ad un livello non troppo lontano da quello, in forte crescita, dei paesi europei extra UE (24,3%).

