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Piano strategico 2014-2024: l'Architetto Iolanda Romano lancia la sfida agli anconetani

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L'Architetto Iolanda Romano ha lanciato, venerdì mattina, la sfida per una nuova visione di città che si affaccia al futuro e agli anconetani chiede 'partecipazione'. Ed intanto si avvia la prima fase del piano strategico con una parcella da 5 mila euro.

"Non stiamo costruendo un piano regolatore per la città ma un piano strategico che richiede il massimo coinvolgimento di tutte le persone. Un piano che guarda da qui a dieci anni e che va oltre questa Amministrazione". Così l'assessore Ida Simonella a margine di una conferenza stampa a cui hanno preso parte Ministero e Architetto responsabile del Piano Strategico Ancona 2014, Iolanda Romano, professionista d'esperienza incaricata dall'allora sindaco di Torino, Valentino Castellani (ospite lo scorso anno del Comune ndr), per coprire l'incarico anche in quella sede come continua a fare tutt'oggi. Il piano strategico in particolare si inserisce, dopo la sottoscrizione del protocollo di 40 sindaci del territorio, nell'idea di area metropolitana adriatica che va verso le aspettative dell'Europa.

"La volontà precisa - ha spiegato ancora la Simonella riferendosi al percosso metodologico presentato venerdì mattina alle Commissioni consiliari due e tre - è quella di costruire un senso di appartenenza non inteso solo in termini politici". La soddisfazione dell'assessore è stata ancora maggiore grazie alla partecipazione dei consiglieri di maggioranza e di opposizione.

A prendere la parola anche l'Architetto Iolanda Romano. "Non si sa ancora ad Ancona quale sia la terapia per tirare fuori le stretegie per il futuro, per attrarre turismo, per far si che gli universitari vivano la città e non solo. Ma l'augurio è che questo clima di collaborazione anche tra maggiorza ed opposizione continui". Nè è mancato l'intervento del rappresentante del Ministero Dott. Giacobone già al lavoro per la Mole. "Ancona ha saputo riposizionare la propria città iniziando a immaginarsi all'interno di una serie di interventi urbani cardine per il riavvio di una economia anche in un periodo di difficoltà, ritardo, crisi. Bisogna avere la forza di individuare da dove partire anche grazie ai cittadini ed amministrazione".

Il legame con il mare e l'assopimento, sono queste le caratteristiche che l'architetto Romano ha ritrovato ad Ancona e anche se la Dott.ssa non anticipa nulla, poichè sarebbe a suo avviso una "idea prematura", la carta da giocare pare chiara: "abbattere le barriere facendo valere lo spirito di collaborazione rispetto all'arrocamento", un concetto valido sia per le imprese che per i cittadini. Ancona, dunque, come un "laboratorio" per aiutarla a cambiare volto anche in tempi rapidi puntando oltre il terziario alla globalizzazione. Ma a condizione che ci debba essere consenso, "se non c'è consenso non si andrà molto lontano".

Come ci si muoverà. Sulla base delle interviste verrano fermati dei tavoli tematici: economici, sociali, ambientali, turistici...e dopo un lavoro di un anno si arriverà alla redazione di un documento definitivo che riporterà i lavori da svolgere ad Ancona. Il tutto sotto approvazione del Consiglio comunale. Nel percorso sarà adottata una tecnica sperimentata, quella dell'open space tecnology ovvero un grande evento a cui le associazioni, gli imprenditori, gli intellettuali, i politici ed i cittadini saranno chiamati a collaborare a questa giornata decisiva per la città e da loro che partiranno le proposte che saranno contenute un un report a fine giornata.

Il documento che si otterrà da questo lavoro dovrà aver una visione strategica futura per Ancona fino al 2024. Attorno al porto e al mare si costruiranno gli altri temi. Una sorta di cantiere delle idee su cui si declineranno i progetti che daranno spazio oltre che all'amministrazione anche all'ascolto dei cittadini. Il piano strategico di 'Strategica Ancona 2024/ dare forma al futuro' non poteva non essere accompagnato da un logo che partisse dalla città stessa - ha spiegato Tiziana Canonici - la pianta della città all'interno della forma esagonale che richiama la Mole".

"La parte più difficile - ha evidenziato l'assessore - sarà la mancanza di partecipazione degli anconetani ed in questo contesto l'open space sarà una grande sfida". Le interviste statistiche, con la raccolta di punti di vista, andranno avanti per tre mesi per calibrare meglio il percorso che culminerà nell'Open Space che offrirà le linea guida per il futuro della città dorica. Poi si passerà ai tavoli tematici per altri sei mesi, il frutto di questo lavoro porterà a redarre un documento strategico. Ed ora "Chissà - ha concluso la Dott.ssa Romano - se gli anconetani sapranno raccogliere questa sfida".





Questo è un articolo pubblicato il 12-09-2014 alle 17:58 sul giornale del 13 settembre 2014 - 2535 letture