Elezioni provinciali: il Centrodestra denuncia "Forti criticità". Ipotizzato un ricorso

lorenzo rabini 5' di lettura Ancona 04/10/2014 - "Forti criticità" nella gestione delle elezioni provinciali, così come nella stessa legge. Nonostante tutto la coalizione del Centrodestra (Forza Italia, Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale e Nuovo Centro Destra) si è presentata all'appuntamento con la Lista "La provincia per i Comuni". Tra i sindaci candidati anche quello di Falconara Goffredo Brandoni.

"E' una elezione molto particolare - ha esordito il coordinatore provinciale, Daniele Berardinelli di Forza Italia - poichè prima elezione di secondo livello, non più a suffragio universale, ma saranno chiamati a votare solo consiglieri comunali e sindaci e per essere eletti è necessario essere consigliere comunale in carica, sindaco o consigliere provinciale uscente". Un decreto, quello Delrio, stando alla coalizione del centrodestra, che presenterebbe molte criticità. Si va dall'esclusione del M5S dalle provinciali per passare al voto ponderato, la mancanza di informazione sulle elezioni e non solo. "Fino a pochi giorni dalla scadenza - ha detto il coordinatore provinciale di Ancona, Daniele Berardinelli - alcuni consiglieri comunali non hanno avuto nessuna notizia ed anche se poi la scadenza per la presentazione delle Liste è stata prorogata il vulnus è rimasto. Dopo l'assemblea dei sindaci, gli stessi consiglieri comunali non sono stati avvertiti dal presidente del consiglio comunale". Altro "problema è che il voto non è segreto come in passato - ha aggiunto Berardinelli - una legge provinciale veramente studiata male".

E' a causa dei tempi strettissimi che la coalizione del centrodestra non è riuscita a trovare un candidato unico alla presidenza, ma si è presentata con una lista fatta di giovani e di uomini di esperienza politica. A capeggiare la Lista, infatti, due Sindaci, quello di Falconara Goffredo Brandoni e quello di Serra San Quirico Tommaso Borri, e quattro consiglieri comunali. Tra questi ultimi Lorenzo Rabini di Camerano ed ex Consigliere Provinciale, Emiliano Pigliacampo di Loreto, Thomas Cillo di Monte San Vito e Monica Biagioli di Staffolo.

In un clima di "cambiamenti nel centro destra locale e nazionale - ha affermato Ciccioli di FDI - questa è la prima scadenza per mettere le carte in tavola. Non è stato possibile raggiungere accordo con le civiche anche se Bacci - ha precisato - ha vinto con i voti del centrodestra così come è stato in altre aree. Un accordo doveva essere nei fatti". Liste separate dunque tra centrodetra e civiche, ma che forse potrebbe dare l'aiutino all'opposizione facendo scattare più seggi (anche se "l'errore" da parte delle civiche ci sarebbe, stando a Ciccioli: quello di non essere riusciti ad esprimere insieme un candidato presidente). E comunque vada almeno "la presenza di un pluralismo, più presenze all'interno del consiglio provinciale - ha precisato Ciccioli - permetterà una dialettica interna anche con il Pd, partito che si impone sul territorio. Siamo di fronte al territorio e non scelte ideologiche".

Goffredo Brandoni, Sindaco di Falconara e candidato alle provinciali. "Spero quanto prima si sappiano deleghe e competenze della provincia. Io non sono mai stato in provincia, ma ho un esperienza comunale e credo che chi che chi sta in Comune capisce meglio le problematiche dei cittadini". Fresco dall'assemblea regionale dell'Anci, inoltre, non manca di ricordare alcune probelmatiche emerse da parte dei sindaci come ad esempio quella dei tre passaggi delle varianti urbanistiche in Consiglio. Di certo, a suo avviso, e che pur non conoscendo le deleghe che saranno date alle Regione, è che le "rogne" saranno date alla provincia e "Chi sarà eletto in consiglio provinciale avrà oneri non onori, non ci sarà neanche il gettone di presenza".

"Non è stato possibile trovare un candidato unico del centrodestra alla presidenza - ha concluso Brandoni - e così abbimo perso una grande opportunità anche perché nel centrosinistra ci sono grandi malumori. Si pensi a Sagramola, ma nonostante tutto ho stima nella candidata PD alla presidenza, Liana Serrani".

Il comunale di Monte San Vito, Thomas Cillo, alla prima candidatura alla provincia. "Noi dobbiamo dare una alternativa e voce a tutte quelle persone e amministratori Pd che non si ritrovano nelle scelte dl partito con una tornata anomala". Tante le cose in ballo con la provincia, stando a Rabini, ex consigliere provinciale uscente: il piano rifiuti, quello dei trasporti pubblici provinciali e locali, l'ambiente, l'urbanistica...". E poi gli ambiti da sistemare come incompiute, partecipate e tracollo della Zipa, Aeroporto, interporto, Conerobus. "Come fratelli d'Italia vogliamo rientrare di nuovo nei meccanismi".

"La nostra analisi - ha aggiunto ancora Rabini - ha tratto conseguenze impietose sul ruolo dell'anti politica dal 2011 con il decreto Monti e la provincia, in questo contesto, è stata l'anello debole, quello che prima di tutti gli altri ha pagato questo accanimento fatto di costi e risparmi della politica. La provincia di Ancona si sciolse nel 2012 e fu una dell prime ad essere commissariata. Seconda considerazione che questa legge ennesima prova che si toglie il guidizio al popolo".

Presente a suggellare la lista anche il consigliere regionale Giovanni Zinni che sul problema schede, non esclude ricorsi. "Una legge confezionata male - dice - una grossa paura sul mancato raggiungimento del quorum". Tra due anni, dopo le elezioni provinciali, il consiglio sarà già rinnovato, mentre per il presidente rimarrà in carica per ben 4 anni. "Una situazione piuttosto fluida" stando a Ciccioli, "ma per il bene di tutti e del Pd stesso si dia un'alternativa per evitare stagnazione e contraccolpo nel territorio".








Questo è un articolo pubblicato il 04-10-2014 alle 00:01 sul giornale del 04 ottobre 2014 - 1258 letture

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