"Alluvioni, disastri annunciati". Cna e Confartigianato lanciano l'allarme

3' di lettura Ancona 15/10/2014 - “Queste alluvioni sono disastri annunciati, frutto anche di incuria. Ancora una volta, a La CNA e la Confartigianato provinciali lanciano l’allarme dopo i fatti di Genova: “queste alluvioni sono disastri annunciati, frutto di burocrazia e incuria. Ne fanno le spese sempre cittadini e imprenditori”.

Le due associazioni parlano a ragion veduta, avendo vissuto da vicino esondazioni nel territorio, ultima quella del Misa dello scorso 3 maggio nel senigalliese, ed avendo segnalato di recente con forza e chiarezza la situazione altrettanto grave dei fossi di Falconara, la cui sistemazione, che prevede la costruzione di due vasche di esondazione a monte del territorio falconarese, tarda a realizzarsi.

“Nella fattispecie, stiamo parlando – dichiarano il direttore di CNA Massimiliano Santini e il segretario della Confartigianato Giorgio Cataldi - di un ritardo accumulato decisamente inaccettabile che è tutto ascrivibile al famoso iter burocratico, che si legge tale e che si traduce in sterile e dannosa burocrazia, la cui procedura è iniziata nel 2011 e rischia di vedere completati i lavori nel 2018. Se pensiamo che tale intervento era scaturito dalla necessità impellente di scongiurare il ripetersi di eventi naturali legati al dissesto idrogeologico dopo l’alluvione del 2006, si può ben capire come 12 anni di ritardi siano francamente troppi. I fondi stanziati per la messa in sicurezza del territorio di Falconara sono circa tre milioni di euro. Crediamo davvero che in situazioni di emergenza e di sicurezza pubblica debba esserci una semplificazione che non costringa ad aspettare anni quando ci sono i progetti approvati. I nostri imprenditori, che sono anche cittadini, rinfrescati nella memoria dai recenti tragici fatti di Genova, rivendicano dunque il sacrosanto diritto di lavorare e vivere al sicuro, stante il fatto che purtroppo la prassi richiesta non si concilia con l’assoluta urgenza dettata dai fenomeni legati alle condizioni virulente delle piogge, oggi assai più marcate rispetto a qualche anno fa”.

“Inoltre – proseguono Santini e Cataldi - vista l’indeterminatezza dei tempi previsti per il completamento degli interventi di mitigazione previsti, non è dato sapere in quali aree sarà ridotto il rischio di esondazione, rendendo impossibile pianificare eventuali investimenti o ampliamenti di cubature al momento sospese”. Confartigianato e CNA provinciali chiedono pertanto di dare l’avvio in maniera sollecita ai lavori e si impegnano fin da ora a monitorare l’intera vicenda, non escludendo manifestazioni plateali qualora non giungessero rassicurazioni nel merito che dovrebbero in prima istanza interessare le stesse amministrazioni locali e regionali. Al contempo si dichiarano pronte a supportare le richieste degli amministratori e richiamare tramite i livelli nazionali il Governo, per mettere la prima pietra anche in questo ambito sul fronte della tanto attesa semplificazione.

“Quanto successo in vari territori delle Marche in questi ultimi anni e ultimamente a Genova e nel centro/nord Italia – concludono Santini e Cataldi - è solo un esempio di molte situazioni che riguardano la gestione del territorio italiano. Basti pensare che 5.569 Comuni, pari al 69% del totale, sono collocati in aree a rischio idrogeologico e che oltre un terzo (36,3%) presenta LA SICUREZZA DEL TERRITORIO NON AMMETTE BUROCRAZIA pagarne le durissime conseguenze sono cittadini e imprenditori” un livello di attenzione molto elevato (livello massimo) per il rischio di frane. Per evitare che si ripetano drammi, insistiamo con forza, bisogna intervenire subito, con un piano nazionale finalizzato a mettere in sicurezza le aree a rischio e con interventi straordinari per sbloccare gli iter amministrativi. La fragilità del nostro territorio deve essere considerata una priorità intorno alla quale concentrare risorse e investimenti che consentirebbero anche di creare occasioni di lavoro per molte aziende. “Insomma, basta pianti del giorno dopo, salvo dimenticarsi di tutto non appena torna un raggio di sole. Noi non ci stiamo più”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-10-2014 alle 00:32 sul giornale del 15 ottobre 2014 - 2132 letture

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