Sequestrati i 5 impianti a biogas nella provincia di Ancona. Tra questi anche Agugliano e Camerata

impianto di Camerata Picena 2' di lettura Ancona 28/11/2014 - Sequestrati i 5 impianti a biogas nella provincia di Ancona. Tra questi anche Agugliano e Camerata Picena. A dare esecuzione al provvedimento i militari del GICO, nucleo polizia tributaria di Ancona.

Nella giornata di ieri, 27 c.m., militari del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Tributaria di Ancona hanno dato esecuzione a provvedimenti di sequestro nei confronti di 5 impianti a biogas da digestione anaerobica di materie vegetali nei comuni di Osimo, Castelbellino, Agugliano e Camerata Picena.

L’attività di indagine era partita con la più ampia operazione denominata “Green Profit”, iniziata nel febbraio 2013 e che aveva stati raccolti numerosi elementi di prova circa l’esistenza di un vero e proprio cartello affaristico-istituzionale composto da dipendenti pubblici, progettisti ed imprenditori responsabili, a vario titolo, di reati contro la pubblica amministrazione, truffa ai danni dello stato ed altre fattispecie penalmente rilevanti contemplate dal D.Lgs. nr. 231/2001 ovvero “Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica”, costituito al fine di ottenere in modo irregolare (per mancanza dei requisiti previsti dalla normativa vigente), le autorizzazioni necessarie per la realizzazione degli impianti a biogas che, in base alla data di entrata in esercizio, avrebbero beneficiato di considerevoli incentivi pubblici.

A luglio l’Autorità Giudiziaria, inoltre, sulla base delle risultanze investigative aveva notificato l’avviso di conclusione indagini nei confronti di 20 persone, nonché il sequestro degli utili di 983.225 euro e degli incentivi erogati a favore delle aziende titolari degli impianti a biogas di 8.988.499,00 euro. Il tutto per un totale di 9.971.724 euro. Sequestrati preventivamente anche i 7 impianti a biogas coinvolti nelle indagini che, tuttavia, veniva successivamente revocato in considerazione della nuova legislativa introdotta dal D.L. 91/2014, art. 15, comma 4. Una norma, quest'ultima, che ammetteva la possibilità dell’esecuzione della valutazione di impatto ambientale postuma (V.I.A. ndr) per gli impianti che ne fossero sprovvisti.

La disposizione poi non veniva riconfermata in sede di approvazione della legge di conversione ed i P.M. titolari delle indagini hanno reiterato la richiesta di sequestro degli impianti. Il G.I.P. del Tribunale di Ancona in particolare ha accolto la richiesta, ma limitandosi a 5 dei 7 impianti coinvolti, in quanto nel frattempo gli altri 2 sono già stati sottoposti a sequestro dall’Autorità Giudiziaria di Macerata per violazioni penali in materia ambientale, avendo superato i limiti di emissione in atmosfera di carbone organico.






Questo è un articolo pubblicato il 28-11-2014 alle 17:34 sul giornale del 29 novembre 2014 - 2647 letture

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