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comunicato stampa

Addio al Consorzio Zipa. Tutti uniti eccetto il M5S sul Salesi

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Valeria Mancinelli

Addio al Consorzio Zipa, piano strategico di sviluppo della città e caso Salesi al centro del Consiglio comunale. Tre i voti salienti: l'uscita del Comune al consorzio per le aree industriali, il primo passo per il piano che dovrà disegnare l'Ancona del futuro e infine il documento bipartisan sullo spostamento del materno infantile, oggetto di un braccio di ferro con la Regione.

Con 20 voti a favore, grazie anche all'assist di 3 voti del gruppo La Tua Ancona e Pizzi (Ncd) dall'opposizione, astenuto invece il Pd Mandarano, il Comune dichiara la volontà di uscire dal consorzio Zipa. Un addio per ora solo annunciato, dato che il commissario Di Paolo ha già anticipato che non accetterà il recesso dei soci. «È comunque una presa di posizione importante per il futuro. Manca la possibilità di perseguire gli scopi della Zipa, la compravendita e l'adeguamento dei terreni in aree industriali, svolta per tanti anni in modo egregio» ha spiegato l'assessore Simonella. Resta da ripianare il buco e Simonella afferma che il Comune «non fuggirà a gambe levate, è evidente che siamo obbligati verso le perdite pregresse». Ecco allora i conti: 8,7 milioni di debiti verso le banche, a cui va sommato un altro milione di perdite solo per il 2014. Respinta invece la proposta di Tombolini (60100) di convertire il consorzio Zipa, come ad esempio nel campo delle energie rinnovabili. «Non è nostro compito assumere rischi di impresa. Quando uno strumento non serve più va chiuso» ha commentato il sindaco Mancinelli. «Non possiamo chiudere tutto ciò che è in crisi» ha ribattuto Tombolini. La volontà di uscire dal consorzio è stata criticata dal gruppo M5S, Tombolini, Sel e Berardinelli, che denunciano il rischio di svalutazione del patrimonio immobiliare, oggi stimato in 12 milioni, oltre alla perdita degli 8 dipendenti.

Voto bipartisan anche sul piano strategico, approvato con 19 sì, compresi i voti dalla minoranza di Tombolini (60100), Gramazio e Finocchi (La Tua Ancona) e l'astensione di Berardinelli (Fi). Ora potranno iniziare le assemblee pubbliche per decidere l'Ancona del futuro. «Non è un piano urbanistico, è un piano di idee per la città che sarà costruito con il contributo di tutti i cittadini». Così l'assessore Simonella ha presentato l'atto di avvio del piano. L'obiettivo è arrivare ad un documento che dovrà riassumere i progetti e gli scenari per la crescita economica della città nel medio e lungo periodo. Il primo tema da affrontare è la riqualificazione, con riferimento in particolare al porto storico, al centro, ii contenitori storici e alla Mole, poi c'è il tema della promozione, che implica una riflessione sullo sviluppo del turismo, della cultura del mare e il diporto, l'accessibilità al patrimonio culturale. Quindi il capitolo dell'innovazione e dello sviluppo economico, che comprende la valorizzazione dei saperi, il rapporto con l'Università, le start up e l'occupazione giovanile. Altro cardine è l'accessibilità e la fruibilità della città, spazio dedicato alla mobilità sostenibile e senza barriere. Ultimo asse è il capitale sociale e le reti, vale a dire gli spazi pubblici per le attività culturali, il volontariato e l'associazionismo.

In conclusione dei lavori, i consiglieri comunali hanno approvato all'unanimità, tranne il M5S che non ha partecipato al voto, il documento sul Salesi, dove si ribadisce la posizione del Comune: il nuovo materno infantile di Torrette dovrà essere autonomo e indipendente, per questo si chiedono alla Regione le garanzie sul progetto e sui finanziamenti per la costruzione del nuovo Salesi, convocando un tavolo di concertazione anche con il Ministero della Salute. Nel frattempo nessun trasferimento temporaneo da via Corridoni. Oggi alle 17.30 al ridotto delle Muse l'incontro pubblico per spiegare le ragioni del Comune.



Valeria Mancinelli

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-12-2014 alle 23:59 sul giornale del 16 dicembre 2014 - 1592 letture