On. Lodolini, personale Province "Il Consiglio dei Ministri ha prorogato contratti dei lavoratori precari"

Emanuele Lodolini, parlamentare 4' di lettura Ancona 28/12/2014 - Il governo, nel passaggio al Senato, ha voluto nella legge di stabilità una norma speciale che aumentasse le garanzie a difesa dei lavoratori delle Province, rinviando più avanti nel tempo i processi di mobilità ordinari e garantendo il confronto costante con i sindacati.

Quindi, dal primo gennaio inizierà un lungo processo che durerà fino ad aprile del 2019 per completare il ricollocamento dei lavoratori presso le altre amministrazioni pubbliche, Regioni e Comuni. Il ricollocamento sarà favorito anche dal divieto per Stato, regioni ed enti locali di assumere altro personale al di fuori di quello proveniente dalle province, eccezion fatta per i vincitori di concorso, fino alla fine del 2016. Le norme della stabilità finanziano inoltre i contratti dei dipendenti dei centri per l’impiego per tutto il 2015, in attesa dei decreti di attuazione della delega sul lavoro. Per garantire la prima fase della transizione, la legge di stabilità rende anche più flessibili i bilanci delle province, con una rinegoziazione dei mutui che consentirà di non pagare gli oneri per il 2015 e con l’attivazione di un fondo immobiliare per valorizzare anche i patrimoni delle province. Nel frattempo il processo di attuazione delle legge Delrio va avanti. Infatti, il modello concepito consente alle città metropolitane e agli enti di area vasta di avere le risorse per svolgere le funzioni fondamentali, e quindi la manutenzione delle strade e la gestione dell’edilizia scolastica e l’assistenza ai comuni. Il cammino di riforma degli assetti del territorio prosegue. Nei prossimi mesi proseguirà il confronto tramite l’osservatorio nazionale e gli osservatori regionali, per la definizione del destino delle altre funzioni gestite finora dalle province. Alla prossima riunione di gennaio dell’osservatorio nazionale il governo ha invitato anche i sindacati, che comunque finora sono stati pienamente coinvolti nel processo di attuazione della legge Delrio, come stabilito dagli accordi firmati insieme.

Nello specifico, per quanto riguarda il personale delle Province, si prevede che: - entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di stabilità saranno definite con decreto le procedure di mobilità del personale, in coerenza con i piani di riassetto organizzativo elaborati nel contesto degli osservatori regionali già operanti; - entro 90 giorni dalla stessa data, viene determinato - assicurando le forme di partecipazione sindacale previste dalla normativa vigente – il contingente di personale che rimane assegnato alle province e alle città metropolitane e quello da destinare alle procedure di mobilità; - soltanto dal 31 dicembre 2016 ed ‘esclusivamente in caso di mancato completo assorbimento dei soprannumeri e a conclusione del processo di mobilità tra gli enti, potranno trovare applicazione le disposizioni ordinarie previste dall’art. 33, commi 7 e 8 del d.lgs. n. 165/2001 ed essere avviato il procedimento di collocamento in disponibilità previsto; il ricollocamento sarà favorito dal divieto di assunzioni per le regioni e gli enti locali per gli anni 2015 e 2016 di personale diverso da quello delle province in soprannumero, con la sola eccezione dei vincitori di concorso collocati in graduatorie approvate al 31 dicembre 2014.


Per garantire questa fase di transizione, con le modifiche in Senato al ddl stabilità, sono stati resi più flessibili i bilanci delle province e delle città metropolitane, consentendo loro di ‘rinegoziare’ le rate di ammortamento dei mutui in scadenza nel 2015 e provvedendo alla copertura per il funzionamento dei servizi per l'impiego attraverso il Fondo di rotazione per la formazione professionale e il fondo sociale europeo. Inoltre, è prevista l’istituzione di un fondo con una dotazione complessiva di 525 milioni di euro, per il periodo 2016-2020, per la concessione di contributi in conto interessi a comuni, province e città metropolitane per mutui attivati nel 2015.
Ulteriori risorse potranno derivare alle province dalla valorizzazione del loro patrimonio immobiliare non necessario all’esercizio delle funzioni fondamentali. Potranno conferire gli immobili, da destinare alla vendita o all’affitto, al fondo immobiliare esistente presso il ministero dell’Economia, in modo da ricavarne risorse per le proprie finalità istituzionali. Tutto questo è fatto al fine di consentire che, durante i prossimi mesi si possa concludere il confronto con le regioni per il riordino delle funzioni non fondamentali.

Infine. Il Consiglio dei Ministri del 24/12 ha prorogato contratti dei lavoratori precari Province


da On. Emanuele Lodolini
parlamentare Pd





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-12-2014 alle 13:37 sul giornale del 29 dicembre 2014 - 2054 letture

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massimo cortese

29 dicembre, 11:25
Gentile Onorevole, anzitutto la ringrazio per la sua nota. Questa mattina oltre cinquecento dipendenti provinciali hanno avuto un'accesa assemblea in Regione, alla quale hanno partecipato il Governatore Spacca, prendendo la parola, il Vicepresidente Assessore Canzian, i Presidenti delle Province di Ascoli e di Fermo D'Erasmo e Cesetti. Si è trattato, a mio avviso, di un momento importante, in cui grande è stato il grido di dolore che si è levato sulla questione della situazione in cui versano le nostre realtà provinciali. Scadenze, risorse, funzioni, posti di lavoro: sono state tante le questioni affrontate.

Michelangelo Tumini

29 dicembre, 19:11
L'informazione è la cosa più importante in politica, ma dirla a metà può essere perniciosa, sopratutto per chi può perdere il lavoro e in particolare quando il lavoro lo si perde a causa di scelte non proprie. Penso infatti alla norma varata dal Senato e che bene ha fatto Emanuele a darne conto. Ma la mia preoccupazione scatta ripensando alle cronache di questi ultimi due giorni, circa la scelta più o meno giusta sull'accorpamento delle Regioni. Accorpare le Regioni di fatto si dovrà parlare anche di personale, che nella migliore delle ipotesi si dovrà preoccupare della necessaria mobilità, mobilità da intendersi su tutti i fronti. E' il caso di cominciare a pensare caro Emanuele a ciò che qualche accorto economista (collaboratore fino a quando l'UNITA' è stato in edicola)che da quelle pagine evidenziava l'importanza di puntare sui servizi per incrementare l'occupazione attraverso uno strumento denominato orario contrattuale di lavoro. (In una parola dimostrava nei suoi articoli la bontà della riduzione di lavoro- senza ridurre il salario- e come tale scelta aveva funzionato nei paesi del nord europa.rnMichelangelo Tumini coordinatore SEL Circolo di Osimo, Offagna,Castelfidardo,Loreto.