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Sicurezza stradale: la Lamborghini della Polstrada ad Economia per una lezione del direttore Sgalla

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C’è una Lamborghini bianca e blu – affiancata dall’altrettanto curioso prototipo Peacock One costruito dal PoliMarche Racing Team per partecipare alla Formula Sae di settembre - giovedì mattina a catturare l’attenzione degli studenti al loro ingresso nel cortile della Facoltà di Economia di Ancona. Diventa soggetto preferito per i selfie. È lì come simbolo del lavoro svolto ogni giorno dalla polstrada, che sta tenendo una lectio magistralis sulla sicurezza stradale. A discuterla è il Direttore Centrale delle Specialità di Polizia, Roberto Sgalla. Volge subito l’attenzione sui giovani, considerando che in Italia la prima causa di morte per loro è costituita dagli incidenti stradali (46% della mortalità giovanile): “è un costo insostenibile in un Paese sostanzialmente vecchio come questo”.

Dal 2001 l’Italia è impegnata con l’UE in un programma politico che pone al centro dell’attenzione la sicurezza stradale, prefiggendosi come obiettivo la drastica riduzione degli incidenti. I risultati del primo decennio sono stati sostanzialmente positivi, ma non sono ancora sufficienti. I dati. Dai settemila morti del 2001(erano undicimila nel 1972), si è passati ai quattromila del 2010, in linea con la riduzione europea da cinquantacinquemila a trentaduemila. Il piano 2010-2020 prevede l’abbattimento della mortalità di un ulteriore 50%, quindi di scendere a meno di duemila morti all’anno. “Possono sembrare pochi rispetto a quelli che può provocare un fatto immediato, come un terremoto perché sono diluiti nel tempo, ma sono sempre tanti e in questo frangente voglio ringraziare la stampa, che ponendo oggi maggiore attenzione agli incidenti stradali riesce a diffondere una buona cultura della prevenzione”. Con il nuovo piano di sicurezza in corso le principali vittime di incidenti stradali restano i giovani tra i ventidue e i quarant’anni (42% dei sinistri). Ogni anno per questa piaga crea centosettantamila richieste di ricovero – con degenze che vanno da uno a oltre trenta giorni e una media di otto – e seicentomila visite al pronto soccorso, oltre a ventimila invalidi permanenti. Anche i costi economici sono elevatissimi. Sono scesi da trentatré miliardi di euro del 2004 a ventotto e mezzo del 2010, ma costituiscono ancora il 2% del PIL. Il dato più preoccupante è nel sempre maggiore abuso di alcool da parte delle donne, che sono passate da un trend positivo ad essere i soggetti maggiormente coinvolti nei sinistri.

Per realizzare l’obiettivo primario della polizia stradale, che è la prevenzione, si è deciso di seguire le sette linee guida europee: migliorare l’educazione alla sicurezza; rafforzare i controlli; migliorare le infrastrutture; migliorare la sicurezza dei veicoli; implementare in modo positivo le nuove tecnologie; migliorare i servizi di emergenza e assistenza post incidente; proteggere gli utenti più vulnerabili, come motociclisti e soprattutto ciclisti – è positivo il boom delle bici nel Paese in termini di impatto ambientale e di salute, ma comporta costi necessari in termini di sicurezza. L’obiettivo finale è la riduzione della mortalità con attenzione prioritaria verso i bambini secondo la massima “sulla strada nessun bambino deve morire”. La realizzazione del piano deve avvenire quindi lavorando su tre fattori. Devono essere rese più sicure tutte le infrastrutture, non solo le autostrade. I veicoli devono diventare sempre più sicuri grazie alle nuove tecnologie, che però non devono costituire una fonte di distrazione. Gli utenti vanno educati sempre di più ai comportamenti da rispettare sin dalla scuola. Il 44% degli incidenti dipende infatti proprio da scarso rispetto delle regole e distrazione. Diventa fondamentale nella prevenzione la comunicazione fatta tra coetanei e generata dai bambini in famiglia attraverso l’educazione che ricevono, che deve essere rivolta ad un approccio al capitale umano, in grado di valutare attentamente le gravi conseguenze economiche, ma anche sociali, degli incidenti stradali.





Questo è un articolo pubblicato il 12-03-2015 alle 18:01 sul giornale del 13 marzo 2015 - 1411 letture