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comunicato stampa

Decreti attuativi IMU terreni agricoli, Lodolini scrive una lettera aperta

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Emanuele Lodolini, parlamentare

Decreti attuativi IMU terreni agricoli, Lodolini scrive una lettera aperta. "Ho sempre pensato e sempre continuerò a pensare che l’agricoltura sia una straordinaria risorsa".

Cari amici, ho sempre pensato e sempre continuerò a pensare che l’agricoltura sia una straordinaria risorsa per il nostro Paese e per il nostro territorio. Siamo la terra delle eccellenze agroalimentari, del buon vino, il cuore pulsante dell’enogastronomia di qualità del nostro continente e dell’intero pianeta. Questo è possibile grazie al lavoro, alla dedizione, alla professionalità ed alla passione dei nostri agricoltori, dei nostri allevatori, dei nostri viticoltori, dei tanti imprenditori che investono nel buono, dei tanti giovani che, sempre di più, guardano all’agricoltura come strumento per coltivarvi le loro ambizioni e la loro idea di futuro, partendo, meravigliosamente, dal prendersi cura delle loro radici. Vi scrivo perché negli ultimi mesi siamo stati fortemente sollecitati dai territori ad intervenire sulla questione “IMU agricola” e, dopo l’ultimo passaggio di pochi giorni fa alla Camera desidero trasmettervi alcune riflessioni utili sull’iter parlamentare e sull’impegno mio personale e su quello del PD in Commissione Finanze e in Parlamento. Grazie al lavoro dei parlamentari del Partito Democratico ed alla disponibilità del Governo, si è giunti a contemplare un aumento considerevole del numero di comuni considerati montani, da n. 1.498 a n. 3.546, oltre 2.000 Comuni in più rispetto alla prima stesura, ai quali vanno poi ad aggiungersi i comuni parzialmente esenti (solo per gli agricoltori) nel numero di 655. Si consideri inoltre che l’ambito delle esenzioni viene ulteriormente esteso ai terreni definiti di collina svantaggiata ubicati nei circa 1600 comuni posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola, predisponendo una detrazione di 200 euro dall’IMU dovuta, portando, così, a 5.500 il numero dei comuni che godono dell’esenzione dall’IMU.

Questo significa che l'80 per cento delle aziende agricole in quei territori sarà esentato dal pagamento dell'IMU (ritorna al regime in vigore prima del 28 novembre 2014). Nel merito, questi i passaggi: il 23/6/2014 è stato convertito in legge il DL 66 che ha definito l’ampliamento - previa emanazione di un decreto ministeriale - il numero dei comuni interessati dall’applicazione dell’IMU sui terreni agricoli, al fine di recuperare circa € 350 mln per la copertura degli 80 euro in busta paga; nel mese di luglio/agosto 2014, consapevoli delle criticità di questa rimodulazione dell’IMU sui terreni agricoli, abbiamo come gruppo PD in Commissione Finanze evidenziato con una osservazione al parere del decreto legislativo n. 100 (per intenderci, il primo riguardante l’attuazione della riforma del Catasto) una verifica su questa tipologia di terreni; la ritardata emanazione del decreto ministeriale - prevista per settembre ma avvenuta il 28 novembre - oltreché essere in violazione del codice del contribuente (provocando l’impugnazione davanti al TAR Lazio) ha gettato nel caos più assoluto i comuni, i contribuenti, i caaf e professionisti; il suddetto decreto ministeriale introduceva due nuovi criteri, il primo di individuazione dei comuni esenti o parzialmente esenti dell’applicazione dell’imposta sulla base dell’altitudine registrata presso la sede municipale, innestando però anche un secondo criterio di natura soggettiva distinguendo tra proprietari con la qualifica o meno di agricoltori; a fronte delle criticità emerse sul decreto attuativo, il 18 dicembre 2014 abbiamo approvato una nostra risoluzione in commissione Finanze che indirizzava il governo a rivedere la ravvicinata scadenza di pagamento (dal 16/12/2014 al 26/1/2015), nonché a salvaguardare forme di compensazione per i mancati incassi dei Comuni, infine prevedere l’introduzione di franchigie/detrazioni per i contribuenti; il 22 gennaio 2015 abbiamo trasmesso una lettera al presidente Renzi - sottoscritta da 106 deputati - per invitarlo ad un suo pronto intervento prima della scadenza del 26 gennaio; il 23 gennaio 2015 il Consiglio dei Ministri ha approvato il DL 4/2015 che ha modificato i criteri per l’individuazione dei comuni interamente esenti (montani) e quelli nei quali l’esenzione è limitata agli agricoltori (parzialmente montani) riprendendo la classificazione della legge n. 991/1952; il 25 febbraio 2015 al Senato con l’approvazione dell’emendamento 1.1000, è stata ulteriormente ampliato l’elenco dei comuni interessati da agevolazioni, riconoscendo ai contribuenti nei comuni svantaggiati (i cosiddetti “collinari”) una franchigia - come prevede la nostra risoluzione - sul pagamento dell’IMU di € 200 per gli agricoltori. Al fine del recupero del minor gettito IMU dovuto alla franchigia dei 200 euro, ai Comuni verrà corrisposto un contributo pari a 15,35 mln di euro complessivi. Dopo il lavoro di questi mesi in Commissione Finanze, con la discussione alla Camera, in ultima lettura, del decreto sono stati approvati diversi atti migliorativi che, nonostante l’impossibilità di emendare il decreto in ragione della scadenza estremamente ravvicinata, impegnano il Governo a continuare nella rivisitazione dell’IMU andando oltre il semplice parametro di “Comuni montani” e introducendo nuovi ed opportuni criteri. Mi riferisco, nello specifico, all’approvazione di un Ordine del giorno del Pd in Commissione Finanze con il quale, tra l’altro, si indirizza il Governo sia a procedere ad una revisione delle modalità di calcolo delle basi imponibili - estendendo anche al catasto dei terreni l’operazione di aggiornamento e di riforma in corso sul catasto dei fabbricati - sia a prevedere lo stanziamento di maggiori ed ulteriori risorse da destinare ai Comuni allo scopo di compensarne l’eventuale minor gettito. Con questo atto, inoltre, il Governo si impegna a ricondurre l’intera disciplina dell’IMU agricola all’interno del perimetro generale della programmata riforma della fiscalità locale, ovvero nell’ambito della futura “Local tax”, in un’ottica quindi di maggiore semplificazione, certezza e trasparenza della materia. Con il nuovo tributo comunale si dovrebbe cercare di risolvere due questioni non marginali di tax design: ridurre il peso dell’imposta patrimoniale per i fabbricati produttivi (nessun paese tassa in modo così pesante, con una patrimoniale, gli immobili produttivi delle imprese), introducendo la deducibilità dell’imposta dal reddito d’impresa; superare l’inefficiente sovrapposizione di decisioni autonome e non coordinate sull’IRPEF da parte di Comuni e Regioni. Infine. Nel provvedimento ci sono, e non lo nego, degli aspetti che meritano una riflessione ulteriore e successiva. Mi riferisco, per esempio, all'esenzione che, con questi criteri, è applicabile ai terreni montani o collinari coltivati con produzioni agricole pregiate in grado di assicurare buoni redditi e, di contro, non é applicabile, invece, su terreni con colture poco redditizie solo perché collocate sotto una certa altitudine.

Diverse, poi, le aree interne non esentate: zone isolate ed economicamente depresse, collocate maggiormente nel Mezzogiorno, ma non solo, che invece andrebbero sostenute. Incongruità, queste, che vanno sanate con atti lungimiranti e coesivi, coinvolgendo gli attori sociali nel processo decisionale. Per questo dobbiamo perseguire la strada che conduce ad un miglioramento dei criteri di applicazione. Ed il Pd vuole e deve esserne il fautore. Anzitutto, va verificata l'applicazione delle esenzioni introdotte per i terreni svantaggiati, al fine di prevedere, con un successivo provvedimento, una revisione dei criteri di esenzione dall'IMU che si adatti alla reale situazione dei terreni agricoli ed alla reale capacità contributiva della realtà produttiva. Vanno, poi, valutati interventi per quei comuni con caratteristiche non uniformi, a cui va riconosciuto un regime agevolato. Come va considerata la necessità di includere tra le esenzioni e le detrazioni anche le aree protette, i siti di interesse comunitario, i comuni che sono svantaggiati socio - economicamente, cioè al di sotto della media del reddito pro capite e quei terreni ricadenti nelle aree SIN. Fondamentale, poi, il riconoscimento dei regimi agevolati per i tanti agricoltori che hanno subito danni da gravi fitopatie che quest'anno stanno compromettendo intere colture agricole. Ma anche per le altre innumerevoli piaghe che colpiscono diverse zone del nostro Paese come la cinipide del castagno, la mosca dell’olivo o la mosca del ciliegio. Penso alla previsione di deroghe specifiche, come la sospensione degli adempimenti fiscali, tributari, contributivi per gli agricoltori colpiti da queste calamità. Anche a questo si sta già lavorando. È da questi elementi che dobbiamo ripartire. Resto a disposizione per eventuali chiarimenti. Cari saluti, Emanuele Lodolini Scheda disegno di legge di conversione del decreto legge n. 4/2015, recante misure urgenti in materia di esenzione IMU.
Proroga dei termini concernenti l’esercizio della delega in materia di revisione del sistema fiscale. Il disegno di legge interviene su due rilevanti aspetti normativi di natura fiscale e tributaria: la proroga di tre mesi del termine per l’esercizio della delega fiscale e l’estensione delle esenzioni in materia di IMU sui terreni agricoli. Per quanto concerne la proroga dei termini della delega fiscale, essa si struttura con le seguenti modalità: proroga esplicita dei termini di 3 mesi (scadenza originaria al 26 marzo 2015 
posticipata, con il presente provvedimento, al 26 giugno 2015); proroga implicita di eventuali ulteriori 90 giorni, ovvero una sorta di clausola di salvaguardia del rapporto dialettico Governo-Parlamento che, nel caso il parere parlamentare su un decreto attuativo del Governo cada negli ultimi trenta giorni o oltre il nuovo termine del 26 giugno 2015, si sostanzia in una proroga automatica di altri 90 giorni dal predetto termine finale. Con questa modalità si tutela appieno la procedura rafforzata e cioè l’eventuale secondo parere parlamentare che le commissioni Finanze di Camera e Senato devono esprimere per un decreto sul quale il Governo non dovesse conformarsi al primo parere. 

 Riguardo all’IMU sui terreni agricoli è doveroso premettere che non si tratta di un nuovo tributo: sin dalla sua prima applicazione con l’ICI (d.lgs 504/1992), infatti, ha interessato circa un quarto dei comuni italiani. Diversamente, con la circolare ministeriale n. 9 del 14 giugno 1993, venivano individuati i terreni agricoli esenti in quanto ricadenti in aree montane o di collina (ex “svantaggiati”).


 L’introduzione del bonus irpef (“gli 80 euro in busta paga”) tramite decreto legge n. 66 del 24 aprile 2014, ha richiesto un notevole sforzo finanziario da parte di tutti i Ministeri, anche con la rivisitazione di esenzioni e agevolazioni fiscali di diversa natura, compresa quella relativa all’IMU sui terreni agricoli in comuni montani e collinari: gettito previsto pari a € 350 milioni, corrispondente a circa il 5% della complessiva copertura del bonus. 
 Per raggiungere il gettito previsto, il DM del 28 novembre 2014 attutivo del DL 66/2014 ha cambiato la geografia dei comuni esenti, sia con una riclassificazione in riduzione dei comuni montani (n. 1.498) - legandola all’altitudine rilevata presso la sede municipale - sia circoscrivendo l’esenzione in alcuni comuni ai soli agricoltori. A seguito delle numerose richieste di modifica avanzate in sede parlamentare, il Consiglio dei Ministri in data 23 gennaio 2015 ha approvato il decreto n. 4/2015 in oggetto che, fin dalla sua prima formulazione, si è contrassegnato per la sua portata estensiva, disponendo cioè un aumento del numero di comuni considerati montani (da n. 1.498 a n. 3.546) - e pertanto esenti dall’applicazione dell’IMU sui terreni agricoli - ai quali vanno poi ad aggiungersi i comuni parzialmente esenti (solo per gli agricoltori, in numero di 655).
 Nel corso dell’esame al Senato, a decorrere dal 2014 sono stati esentati i terreni agricoli ubicati nei comuni delle isole minori e i terreni ad immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile. A decorrere dal 2015, quindi, è stata introdotta per i terreni posseduti e condotti da agricoltori - ubicati nei comuni cosiddetti collinari (circa n. 1624, di cui circa n. 344 parzialmente agevolati) - una detrazione di 200 euro dall’IMU dovuta.
 Inoltre, con la non applicazione di interessi e sanzioni per ritardato pagamento fin al 31 marzo 2015, è stata prevista una proroga per l’imposta dovuta nel 2014. Il complessivo aumento delle esenzioni e il conseguente minor gettito per i comuni (- 128,85 milioni di euro) comporterà un rimborso ai medesimi comuni con parziale rettifica degli accertamenti del Fondo di solidarietà comunale e di gettito IMU sul bilancio 2014. 
 In ultimo l’art. 2 reca la copertura finanziaria del decreto, con l’abrogazione di alcune agevolazioni in materia di imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) ai produttori agricoli, in particolare alcune deduzioni relative al costo del lavoro dalla base imponibile del medesimo tributo.




 Il Dossier a cura del Gruppo Pd alla Camera dei Deputati 









Emanuele Lodolini, parlamentare

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-03-2015 alle 18:28 sul giornale del 26 marzo 2015 - 1100 letture