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"Giù le mani dalla nostra scuola": palloncini colorati invadono piazza Roma per dire no al ddl

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Palloncini colorati e fogli bianchi invadono Piazza Roma ad Ancona in contemporanea allo sciopero nazionale di oggi, 5 maggio, contro il ddl del Governo "La Buona Scuola". Un ddl che svuota, stando alle persone scese in piazza, l'identità di docenti e studenti. Ma c'è anche chi, anche ad Ancona, va nella direzione contraria e si oppone allo sciopero con tanto di manifesto. Tra i capofila degli oppositori la Dirigente Scolastica Alessandra Rucci.

Giù le mani dalla nostra scuola”. Questo lo slogan urlato alla fine del pacifico flash mob di martedì mattina in piazza Roma, ad Ancona, contro il ddl “La Buona Scuola”. Circa in duecento gli studenti e i docenti dalle materne alle superiori della provincia di Ancona che si sono riuniti in cerchio sventolando palloncini colorati e decorati dai valori - “democrazia, condivisione, partecipazione, solidarietà, rispetto dell’identità e del dissenso, difesa della scuola pubblica” - di quella che chi il 5 maggio ha scioperato chiama “La nostra scuola”. Morena Galieni, insegnante della scuola primaria e tra le organizzatrici della manifestazione, spiega le motivazioni di quest’iniziativa a supporto dei numerosi movimenti tenutisi nelle grandi città: “Siamo contro, innanzitutto, la perdita dell’identità della scuola pubblica per cui tutto il potere viene accentrato nelle mani di una persona sola, in questo caso il Dirigente Scolastico, che avrà totale potere decisionale”. Un’altra insegnante delle primarie, Alessandra Gatto, aggiunge amareggiata che “Il personale ATA non viene minimamente nominato. Viene solo detto che le supplenze del personale ATA verranno coperte solo dopo sette giorni e questo vuol dire che se in una materna un collaboratore scolastico manca, per i primi sette giorni diventa problematico anche mandare i bambini in bagno. È un ddl molto fumoso, con molte perplessità, in primis quella di accentrare il potere sul Dirigente Scolastico”. In quanto agli studenti, sostiene che di loro “praticamente non si parla in questo ddl. Si pensa solo alle assunzioni, fatte con una serie di tabelle che non corrispondono alla verità. Ci trattano un po’ come se non fossimo neanche capaci di capire quello che leggiamo”.

Continua Galieni: “Noi non saremo più liberi di fare una scelta didattica” – perché spetterebbe al Dirigente Scolastico – “poi ci sono i problemi che riguardano i finanziamenti della scuola pubblica, che non sono previsti, mentre ci sono agevolazioni per chi iscriverà i propri figli alla scuola privata, con un’agevolazione fiscale fino a quattrocento euro. Le scuole pubbliche invece dovranno essere finanziate da enti privati, per cui andremo ad una sponsorizzazione della scuola, che creerà scuole di serie A e scuole di serie B”. Il discorso si conclude sulla situazione dei precari che “sono molti di meno di quelli promessi. Si andranno a creare degli albi territoriali, che pongono i lavoratori della scuola a disposizione regionale e non provinciale”.

Nonostante l’adesione allo sciopero sia stata massiccia, in particolare nelle scuole elementari e medie, alcuni Dirigenti Scolastici hanno deciso di seguire una linea diversa, quella del non sciopero. È il caso della Professoressa Alessandra Rucci, cofondatrice – con Antonio Fini (La Spezia), Salvatore Giuliano (Brindisi) e Laura Biancato (Bassano del Grappa) – del movimento #iononsciopero e Dirigente Scolastico dell’Istituto Savoia – Benincasa, che “resta aperto, garantendo anche il servizio di pura sicurezza. La mia risposta allo sciopero è stata lasciare la scuola in mano agli studenti, perché a loro si pensa sempre poco, lasciando più spazio ai docenti”.

Il flash mob è stato realizzato “per una scuola pubblica, libera e democratica”. Non solo docenti, ma anche studenti, con i loro fogli bianchi ad indicare una “riforma vuota” posti davanti ai volti, a simboleggiare la “perdita d’identità” ed i loro palloncini gonfiati a fiato e decorati con un valore in cui entrambe le categorie riconoscono la scuola, si è svolto pacificamente. Docenti e studenti di tutte le età, dai bambini delle elementari ai ragazzi della maturità, a mezzogiorno, al suono di una campanella, hanno portato in alto i palloncini e dato il via ai girotondi sulle note di “Bella Ciao”, anche se non è mancata una contestazione verbale al premier nel coretto “Renzi, Renzi sei ‘na sola, noi vogliamo la nostra scuola”.





Questo è un articolo pubblicato il 05-05-2015 alle 15:15 sul giornale del 06 maggio 2015 - 1904 letture