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Valeria Fedeli ad Ancona per un dibattito con i sindaci della Provincia

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Valeria Fedeli ospite di Gianluca Busilacchi all'enoteca Enopolis di Ancona discute con i sindaci della Provincia una serie di tematiche che nei Comuni stanno provocando il malcontento dei cittadini: dalla sanità all'occupazione. Rivela la necessità di maggior dialogo tra Senato e Regioni.

Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato, ha ascoltato venerdì mattina le “lamentele” di sindaci e vicesindaci della provincia di Ancona – assenti i colleghi anconetani Mancinelli e Sediari – nel capoluogo Dorico. Tra i primi cittadini Liana Serrani di Montemarciano – che è anche Presidente della Provincia di Ancona, ma anche i sindaci di Corinaldo, Matteo Principi, di Camerano, Massimo Piergiacomi, il vice sindaco di Osimo, Mauro Pellegrini, il Sindaco di Filottrano, Lauretta Giulioni, di Morro D'Alba, Alberto Cinti e non ultimo il sindaco di Monte San Vito, Sabrina Sartini. L’incontro conviviale a sostegno del candidato del Centrosinistra Ceriscioli è stata anche occasione per discutere con Gianluca Busilacchi, candidato Consigliere Regionale, riguardo alle unioni dei Comuni e al nuovo rapporto tra questi, il governo e le regioni.

"Siate liberi di dirmi tutto quello che pensate affinché io porti in Parlamento le vostre istanze”, ha detto Valeria Fedeli. “Sono convinta e lo sono stata da subito che trasformare il Senato nel luogo delle autonomie e dei comuni sia un aspetto decisivo. Quello che oggi è ancora sottovalutato é che il Senato delle autonomie deve essere il punto delle questioni che riguardano le Regioni con le riforme che investono il territorio. Occorre risolvere il problema delle competenze e la composizione di chi siederà in Senato".

Busilacchi dal canto suo ha proposto come principali tematiche di dialogo la sanità, con il “contenzioso legislativo su alcune situazioni, come le professioni sanitarie, che dovrebbero essere di competenza nazionale” e il ri-accentramento delle politiche del lavoro, verso le quali chiede maggiore chiarezza da parte del governo. Ribadisce la necessità di una migliore gestione del welfare e dell’accentramento dei Comuni al di sotto dei cinquemila abitanti.

La numero due del Senato, proveniente dall’esperienza sindacale, è partita dalla sua preoccupazione per il fenomeno delle migrazioni e per le ultime vicende pensionistiche per concentrarsi sul lavoro proponendo una nuova visione dei centri per l’impiego, in una prospettiva di “occupabilità non più basata quindi sulla provincialità ma sulla nazionalità del lavoro”. Ritiene necessario uno strumento di controllo nell’emissione di fondi, che possa dare ma anche togliere, a patto di una concreta realizzazione dei bisogni dei cittadini. Guarda positivamente alle unioni di Comuni al di sotto dei cinquemila abitanti - come accaduto per Trecastelli - e alla “riforma costituzionale che consenta al Senato maggiori capacità di dialogo con le Regioni”.

Varie le istanze emerse dai Sindaci: dalle unioni dei Comuni, la riforma del Titolo V, la necessità di una maggiore collaborazione tra Anci, Regione e Comuni che devono costituire insieme un blocco unico di interlocuzione nei confronti del Governo; agricoltura, turismo, lavoro, Made in Marche, cultura come industria, tutela del territorio fino ai tagli ai servizi sociali.





Questo è un articolo pubblicato il 15-05-2015 alle 18:03 sul giornale del 16 maggio 2015 - 1152 letture