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Fiori di specie protette estinti o a rischio al “Cardeto-Cappuccini”

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Vittime di potature e sfalci spericolati attuati dal Comune di Ancona Spariti il Gladiolo e il Tulipano selvatici, il Colchico e alcuni tipi di Orchidee. Soffre il Narciso spontaneo. Resiste qualche Cardo Mariano. Accorato appello del Circolo di Legambiente Il Pungitopo: “Ripristinare subito una manutenzione corretta in tutto il parco”.

E pensare che dal Cardo Mariano deriva il nome Cardeto. Il colle Cardeto, assieme a quello dei Cappuccini, resiste nella sua realtà di grande parco oasi che si affaccia sul centro di Ancona, invece il Cardo Mariano, detto volgarmente e affettuosamente il “Pincigarello”, al Cardeto è quasi scomparso. Con un po’ di fortuna, di questa pianta spinosissima, con fiori rosa-lilla che sembrano piccoli carciofi - se né può scovare qualche esemplare su ai Cappuccini, salendo verso il Faro. Rischia di scomparire, sempre al Cardeto, e soprattutto nel sito dell’antico Cimitero ebraico, il Narciso spontaneo - noto per le fioriture spettacolari (i fiori sono bianchi con la paracorolla centrale gialla) - capace di emanare ondate di profumo a centinaia di metri di distanza. Introvabili perché estinte, invece, altre specie che figurano nell’elenco regionale di quelle protette: alcuni tipi di Orchidee (tipo “Ape”, “Bombo”, “Piramidale”), il Gladiolo dei campi, il Colchico, il Tulipano selvatico.

Un’amara sorpresa, domenica 12 aprile, per la trentina di cittadini che hanno risposto all’invito del Circolo di Legambiente “Il Pungitopo” a partecipare all’iniziativa “Festa della flora al Campo degli Ebrei”. L’evento-passeggiata aveva scopi non solo divulgativi sulle piante di grande valore presenti nel verde fra le antiche tombe, ma anche quello di selezionarle, e di tagliare con modalità corrette quelle di minor pregio botanico che altrimenti possono crescere in modo smisurato e quindi rovinare il tipico, bellissimo paesaggio. I volontari armati di cesoie, avrebbero dovuto sfoltire specie erbacee come il Sedano selvatico, di solito molto fitto, gli Alianti (detti anche “Toccacelo”, che possono diventare alberi molto elevati non adatti a un prato), i rovi, in modo di restituire al sito un aspetto ordinato. E invece? “Abbiamo dovuto prendere atto che qualche giorno prima, i tecnici inviati dal Comune, accortisi che effettivamente erba e piante in genere erano diventate troppo alte, avevano proceduto ad effettuare uno sfalcio poco oculato, come ormai fanno da tempo”, ha spiegato il prof. Giorgio Petetti, laureato in Scienze naturali, grande esperto della flora del territorio locale e di quei chilometri e chilometri di macchia mediterranea della Riviera del Conero che si allunga magicamente, costeggiando il mare, fino a ricomprendere questo straordinario parco del capoluogo regionale. Vittime della “pulizia spericolata”, i Narcisi spontanei, appunto. Fino a qualche anno fa ce n’erano tantissimi, i “fiori all’occhiello” – è proprio il caso di dirlo – del Campo degli Ebrei. Ne sono rimaste alcune sofferenti pianticelle. Sofferenti perché? Petetti: “Perché sono ormai 4-5 anni che l’Ufficio Verde del Comune attua sfalci indiscriminati, senza considerare cioè la presenza nel prato di specie pregiate, E quindi via via le piante di Narciso hanno sempre più “versato lacrime”, si sono indebolite, fino a soccombere. A questo punto ci vorranno anni per scongiurarne l’estinzione, così com’è accaduto qui per il Tulipano selvatico, col ripristino di interventi di sfoltimento oculati nel metodo e nei tempi. Un esito nefasto, e per certi versi paradossale, che quelli del “Pungitopo” avevano previsto. In quanto pur avendo spiegato ripetutamente all’Ufficio Verde municipale come operare correttamente, alla fine quei preziosi ed esperti consigli sono rimasti chiusi nei cassetti della burocrazia. “Per tanti anni abbiamo avuto incontri col responsabile dell’Ufficio, Maurizio Agostinelli, - ha ricordato Petetti - e avevamo concordato come operare per salvaguardare i Narcisi: tagliare l’erba a giugno, poco dopo il loro appassimento naturale; in alternativa, dare il tempo ai volontari del nostro Circolo di segnalare le piante di Narciso con fiocchetti rossi, in modo da renderle riconoscibili e poterle rispettare nel momento del taglio dell’erba. Fino a 4-5 anni fa il piano ha retto. Poi, diciamo così, il Comune non è stato più in grado di rispettare quel patto operativo virtuoso”. Ciò a causa di vari fattori: l’eliminazione della figura istituzionale di Responsabile del Parco; la scarsità di fondi, o fondi disponibili a singhiozzo, senza programmazione e quindi necessità di tagliare in fretta”.

Quella domenica primaverile a Petetti e ai cittadini volontari dal “pollice verde” - impossibilitati a curare il prato del Campo degli Ebrei ridotto a una spianata verde-giallognola - non è rimasto che cambiare obiettivo. E dirottare la passeggiata eco- terapeutica in direzione sud - est lungo il Colle Cardeto, dove la manutenzione comunale latita da molti mesi. Petetti: “Abbiamo potuto tagliare a dovere e doverosamente il Sedano selvatico, e ammirare, oltre a varie piante fiorite ordinarie della zona, anche alcune decine di rare Orchidee purpuree, che come il Narciso selvatico sono tra le specie protette nell’elenco regionale”. Purtroppo, il gruppo di volontari, ha avuto la riprova dell’estinzione degli altri tipi di Orchidee protette (tipo “Ape”, “Bombo”, “Piramidale”), dei già citati Cardo Mariano (al Cardeto) e Gladiolo dei campi, e del Colchico, una pianta bulbosa con vistosa fioritura color rosa delicato. Il motivo dell’estinzione è sempre lo stesso: i tagli dell’erba non rispettosi delle specie pregiate. In conclusione, dal Pungitopo e da Petetti un accorato appello al Comune e al sindaco: “Invertire la rotta, ripristinare e rispettare i vecchi accordi di manutenzione corretta con l’Ufficio Verde del Comune ed estenderli a tutto il Parco. E le piante estinte? Un sogno reintrodurle? Petetti: “Perché no? Noi abbiamo i semi, le stiamo coltivando in spazi privati”. Sempre che il Comune si penta, si mostri collaborativo e non debba meritarsi definitivamente l’appellativo di Attila.

1) Una delle poche piante di Narciso spontaneo rimaste al Campo degli Ebrei

2) L’Orchidea Bombo, tra quelle estinte al parco Cardeto- Cappuccini





Questo è un articolo pubblicato il 20-05-2015 alle 02:04 sul giornale del 21 maggio 2015 - 3195 letture