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POLITICA

11.06.2015 14:52
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di Enrico Fede
redazione@vivereancona.it

 

Tiziana Borini parla di asili nido: "Stop alle esternalizzazioni per una maggiore continuità e qualità ai bambini"

Ristrutturazioni in vista per l'edilizia scolastica anconetana durante l'estate. Sui nidi si prospetta la possibilità della collaborazione Comune-cooperative per le strutture che restano aperte nel pomeriggio, in modo da garantire la continuità educativa. La crisi non intacca le domande.

L’Assessore alle Politiche Educative Tiziana Borini parla in Comune della riorganizzazione dei nidi anconetani per l’anno 2015-2016. Spiega, nella prima mattina dopo la chiusura delle scuole, che stanti la mancanza di sei educatrici – due per pensionamento, due per inidoneità fisica e due posizioni vacanti - e la situazione economica e contrattuale attuale che impedisce nuove assunzioni a tempo determinato – se non per supplenze - si è deciso comunque di non appaltare un’ulteriore struttura a cooperative private, o quanto meno di non appartarla interamente. Così dei quindici nidi comunali del capoluogo, cinque (“Agrodolce”, “Babylandia”, “Chicco di grano”, “Orsacchiotto”, “Pollicino”, “Il tempo per le famiglie” e “L’Isola di Elinor”) rimangono a gestione diretta e otto (“Aquilone”, “Primo Incontro”, “Scarabocchio”, “Arcobaleno”, “Raperonzolo”, “Papaveri e Papere”, “Paperino” e “Stella Stellina”) in appalto (alle società AssCoop, Coo.SS Marche e La Gemma). Per i privati, il Comune ha rinnovato – sempre a causa delle difficoltà economiche e in vista di un futuro ampliamento – le convenzioni con i sei nidi dello scorso anno (“Albero delle coccole”, “Bimbopoli”, “Il mondo dei piccoli”, “La coccinella”, “Nuovo Lilliput” e “Villa Giardino”).

La soluzione è una sostanziale novità che sta nella possibilità di creare una collaborazione tra Comune e cooperative che coinvolga i quattro nidi ad amministrazione comunale aperti anche nel pomeriggio. “Escluso il Chicco di grano che chiude già alle 14.30, negli altri quattro che chiudono il pomeriggio – uno alle 16, due alle 16.30 e uno alle 17 – in questa fascia pomeridiana ci saranno educatrici di cooperativa, qualificate alla pari di quelle comunali, che lavoreranno invece la mattina, tra le 7.30 o le 8 e le 14.30”. Con questa mossa spiega Borini che si è “tenuto presente il bisogno dei bambini di qualità e di continuità”. In tal modo viene garantita ai bambini la presenza delle stesse educatrici la mattina – quelle dipendenti dal Comune – e delle stesse – dipendenti questa volta dalle cooperative – nel pomeriggio. Motivo di vanto per Borini l’aver ripristinato “la figura della Pedagogista, che è prevista dal Regolamento e dalla legge regionale sui nidi” e che “è una figura che dà garanzie di qualità, in quanto preposta ad individuare le linee generali del servizio, realizzare un progetto educativo condiviso e supervisionare il personale con occhio neutro”. La Pedagogista insomma opererà assieme alle Coordinatrici per garantire la massima qualità del progetto educativo.

Ma la riorganizzazione riguarderà anche i contenitori fisici scolastici. L’Assessore ai Lavori Pubblici Maurizio Urbinati spiega infatti che entro la fine dell’estate 2015 è prevista la realizzazione di una serie di lavori che dovranno “portare al superamento delle barriere architettoniche”, a cominciare dai bagni per disabili nella scuola primaria di Pietralacroce e dall’adeguamento dell’ascensore presso la scuola Maggini. Si punta anche alla messa in sicurezza delle varie strutture, con i lavori di manutenzione straordinaria del nido “Agrodolce” di Collemarino – “che chiedo da anni” dice Borini -, il cablaggio del plesso di via Veneto che ospiterà le scuole Leopardi e Antognini e la messa in sicurezza del muro di sostegno della scuola Mecantini. Più lungo e complesso il discorso per la scuola Collodi, che si dipanerà in due fasi: l’ampiamento durante l’estate del plesso esistente e la successiva realizzazione di un edificio in legno per ospitare la nuova sede della scuola Socciarelli.

La conclusione è un’analisi provvisoria delle domande di ammissione ai nidi e ai centri per l’infanzia, che in totale sono state quattrocentosei, ovvero quindici in meno rispetto all’anno scorso, quindi spiega Borini “nonostante la crisi il calo è stato molto contenuto”. I posti disponibili nei nidi però sono trecentocinquantaquattro a fronte di trecentosessantacinque domande. “Tuttavia è troppo presto per dire se alcuni bambini rimarranno fuori oppure se le domande verranno ritirate e rimarranno dei posti vuoti – spiega l’Assessore alle Politiche Educative. Lo sapremo solo a metà luglio”.

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Tiziana Borini parla di asili nido: "Stop alle esternalizzazioni per una maggiore continuità e qualità ai bambini"

Ristrutturazioni in vista per l'edilizia scolastica anconetana durante l'estate. Sui nidi si prospetta la possibilità della collaborazione Comune-cooperative per le strutture che restano aperte nel pomeriggio, in modo da garantire la continuità educativa. La crisi non intacca le domande.

L’Assessore alle Politiche Educative Tiziana Borini parla in Comune della riorganizzazione dei nidi anconetani per l’anno 2015-2016. Spiega, nella prima mattina dopo la chiusura delle scuole, che stanti la mancanza di sei educatrici – due per pensionamento, due per inidoneità fisica e due posizioni vacanti - e la situazione economica e contrattuale attuale che impedisce nuove assunzioni a tempo determinato – se non per supplenze - si è deciso comunque di non appaltare un’ulteriore struttura a cooperative private, o quanto meno di non appartarla interamente. Così dei quindici nidi comunali del capoluogo, cinque (“Agrodolce”, “Babylandia”, “Chicco di grano”, “Orsacchiotto”, “Pollicino”, “Il tempo per le famiglie” e “L’Isola di Elinor”) rimangono a gestione diretta e otto (“Aquilone”, “Primo Incontro”, “Scarabocchio”, “Arcobaleno”, “Raperonzolo”, “Papaveri e Papere”, “Paperino” e “Stella Stellina”) in appalto (alle società AssCoop, Coo.SS Marche e La Gemma). Per i privati, il Comune ha rinnovato – sempre a causa delle difficoltà economiche e in vista di un futuro ampliamento – le convenzioni con i sei nidi dello scorso anno (“Albero delle coccole”, “Bimbopoli”, “Il mondo dei piccoli”, “La coccinella”, “Nuovo Lilliput” e “Villa Giardino”).

La soluzione è una sostanziale novità che sta nella possibilità di creare una collaborazione tra Comune e cooperative che coinvolga i quattro nidi ad amministrazione comunale aperti anche nel pomeriggio. “Escluso il Chicco di grano che chiude già alle 14.30, negli altri quattro che chiudono il pomeriggio – uno alle 16, due alle 16.30 e uno alle 17 – in questa fascia pomeridiana ci saranno educatrici di cooperativa, qualificate alla pari di quelle comunali, che lavoreranno invece la mattina, tra le 7.30 o le 8 e le 14.30”. Con questa mossa spiega Borini che si è “tenuto presente il bisogno dei bambini di qualità e di continuità”. In tal modo viene garantita ai bambini la presenza delle stesse educatrici la mattina – quelle dipendenti dal Comune – e delle stesse – dipendenti questa volta dalle cooperative – nel pomeriggio. Motivo di vanto per Borini l’aver ripristinato “la figura della Pedagogista, che è prevista dal Regolamento e dalla legge regionale sui nidi” e che “è una figura che dà garanzie di qualità, in quanto preposta ad individuare le linee generali del servizio, realizzare un progetto educativo condiviso e supervisionare il personale con occhio neutro”. La Pedagogista insomma opererà assieme alle Coordinatrici per garantire la massima qualità del progetto educativo.

Ma la riorganizzazione riguarderà anche i contenitori fisici scolastici. L’Assessore ai Lavori Pubblici Maurizio Urbinati spiega infatti che entro la fine dell’estate 2015 è prevista la realizzazione di una serie di lavori che dovranno “portare al superamento delle barriere architettoniche”, a cominciare dai bagni per disabili nella scuola primaria di Pietralacroce e dall’adeguamento dell’ascensore presso la scuola Maggini. Si punta anche alla messa in sicurezza delle varie strutture, con i lavori di manutenzione straordinaria del nido “Agrodolce” di Collemarino – “che chiedo da anni” dice Borini -, il cablaggio del plesso di via Veneto che ospiterà le scuole Leopardi e Antognini e la messa in sicurezza del muro di sostegno della scuola Mecantini. Più lungo e complesso il discorso per la scuola Collodi, che si dipanerà in due fasi: l’ampiamento durante l’estate del plesso esistente e la successiva realizzazione di un edificio in legno per ospitare la nuova sede della scuola Socciarelli.

La conclusione è un’analisi provvisoria delle domande di ammissione ai nidi e ai centri per l’infanzia, che in totale sono state quattrocentosei, ovvero quindici in meno rispetto all’anno scorso, quindi spiega Borini “nonostante la crisi il calo è stato molto contenuto”. I posti disponibili nei nidi però sono trecentocinquantaquattro a fronte di trecentosessantacinque domande. “Tuttavia è troppo presto per dire se alcuni bambini rimarranno fuori oppure se le domande verranno ritirate e rimarranno dei posti vuoti – spiega l’Assessore alle Politiche Educative. Lo sapremo solo a metà luglio”.

... Asilo Nido di MONTEDAGO Ancona
... Alunni, Scuola



Tiziana Borini parla di asili nido: "Stop alle esternalizzazioni per una maggiore continuità e qualità ai bambini"
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Tiziana Borini parla di asili nido: "Stop alle esternalizzazioni per una maggiore continuità e qualità ai bambini"

Ristrutturazioni in vista per l'edilizia scolastica anconetana durante l'estate. Sui nidi si prospetta la possibilità della collaborazione Comune-cooperative per le strutture che restano aperte nel pomeriggio, in modo da garantire la continuità educativa. La crisi non intacca le domande.

L’Assessore alle Politiche Educative Tiziana Borini parla in Comune della riorganizzazione dei nidi anconetani per l’anno 2015-2016. Spiega, nella prima mattina dopo la chiusura delle scuole, che stanti la mancanza di sei educatrici – due per pensionamento, due per inidoneità fisica e due posizioni vacanti - e la situazione economica e contrattuale attuale che impedisce nuove assunzioni a tempo determinato – se non per supplenze - si è deciso comunque di non appaltare un’ulteriore struttura a cooperative private, o quanto meno di non appartarla interamente. Così dei quindici nidi comunali del capoluogo, cinque (“Agrodolce”, “Babylandia”, “Chicco di grano”, “Orsacchiotto”, “Pollicino”, “Il tempo per le famiglie” e “L’Isola di Elinor”) rimangono a gestione diretta e otto (“Aquilone”, “Primo Incontro”, “Scarabocchio”, “Arcobaleno”, “Raperonzolo”, “Papaveri e Papere”, “Paperino” e “Stella Stellina”) in appalto (alle società AssCoop, Coo.SS Marche e La Gemma). Per i privati, il Comune ha rinnovato – sempre a causa delle difficoltà economiche e in vista di un futuro ampliamento – le convenzioni con i sei nidi dello scorso anno (“Albero delle coccole”, “Bimbopoli”, “Il mondo dei piccoli”, “La coccinella”, “Nuovo Lilliput” e “Villa Giardino”).

La soluzione è una sostanziale novità che sta nella possibilità di creare una collaborazione tra Comune e cooperative che coinvolga i quattro nidi ad amministrazione comunale aperti anche nel pomeriggio. “Escluso il Chicco di grano che chiude già alle 14.30, negli altri quattro che chiudono il pomeriggio – uno alle 16, due alle 16.30 e uno alle 17 – in questa fascia pomeridiana ci saranno educatrici di cooperativa, qualificate alla pari di quelle comunali, che lavoreranno invece la mattina, tra le 7.30 o le 8 e le 14.30”. Con questa mossa spiega Borini che si è “tenuto presente il bisogno dei bambini di qualità e di continuità”. In tal modo viene garantita ai bambini la presenza delle stesse educatrici la mattina – quelle dipendenti dal Comune – e delle stesse – dipendenti questa volta dalle cooperative – nel pomeriggio. Motivo di vanto per Borini l’aver ripristinato “la figura della Pedagogista, che è prevista dal Regolamento e dalla legge regionale sui nidi” e che “è una figura che dà garanzie di qualità, in quanto preposta ad individuare le linee generali del servizio, realizzare un progetto educativo condiviso e supervisionare il personale con occhio neutro”. La Pedagogista insomma opererà assieme alle Coordinatrici per garantire la massima qualità del progetto educativo.

Ma la riorganizzazione riguarderà anche i contenitori fisici scolastici. L’Assessore ai Lavori Pubblici Maurizio Urbinati spiega infatti che entro la fine dell’estate 2015 è prevista la realizzazione di una serie di lavori che dovranno “portare al superamento delle barriere architettoniche”, a cominciare dai bagni per disabili nella scuola primaria di Pietralacroce e dall’adeguamento dell’ascensore presso la scuola Maggini. Si punta anche alla messa in sicurezza delle varie strutture, con i lavori di manutenzione straordinaria del nido “Agrodolce” di Collemarino – “che chiedo da anni” dice Borini -, il cablaggio del plesso di via Veneto che ospiterà le scuole Leopardi e Antognini e la messa in sicurezza del muro di sostegno della scuola Mecantini. Più lungo e complesso il discorso per la scuola Collodi, che si dipanerà in due fasi: l’ampiamento durante l’estate del plesso esistente e la successiva realizzazione di un edificio in legno per ospitare la nuova sede della scuola Socciarelli.

La conclusione è un’analisi provvisoria delle domande di ammissione ai nidi e ai centri per l’infanzia, che in totale sono state quattrocentosei, ovvero quindici in meno rispetto all’anno scorso, quindi spiega Borini “nonostante la crisi il calo è stato molto contenuto”. I posti disponibili nei nidi però sono trecentocinquantaquattro a fronte di trecentosessantacinque domande. “Tuttavia è troppo presto per dire se alcuni bambini rimarranno fuori oppure se le domande verranno ritirate e rimarranno dei posti vuoti – spiega l’Assessore alle Politiche Educative. Lo sapremo solo a metà luglio”.

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