Decreto Enti Locali: un incontro con gli amministratori
Si è svolto questa mattina un incontro promosso dall'On. Emanuele Lodolini (Commissione Finanze) rivolto agli amministratori del territorio per un confronto di merito sul Decreto Enti Locali . È intervenuto l'On. Gianmario Fragomeli, esperto in materia.
"Un po’ di ossigeno per gli enti locali. E’ quello che arriva dal decreto approvato dal Governo nell’ultimo consiglio dei ministri di venerdì scorso che - commenta Lodolini - vede molte cose positive (in gran parte concordate proprio con i rappresentanti di Comuni e Province): dalla ricostituzione del fondo perequativo Imu/Tasi alla possibilita’ di rinegoziare i mutui con Cdp, dall’allentamento del Patto di stabilita’ per i cofinanziamenti europei e per gli interventi di edilizia scolastica e idrogeologici sino alla riduzione delle sanzioni a carico delle Citta’ metropolitane per gli sforamenti delle ex Province, senza sottovalutare i provvedimenti in favore dei Comuni montani e agricoli. Il testo dovrà ora passare all’esame del parlamento, che potrà apportare modifiche; ma intanto vediamo quali sono, in sintesi, le disposizione del decreto varato dal Governo e le novità per gli enti locali.
Patto di stabilità interno: sono previste norme che allentano i vincoli consentendo a Comuni, Province e Città metropolitane margini maggiori per investimenti volti alla cura del territorio e all’erogazione dei servizi. In particolare, vengono rideterminati gli obiettivi del patto di stabilità interno dei Comuni per gli anni 2015-2018 concedendo agli enti un maggiore contributo di 100 milioni di euro (in termini di spazi finanziari) l’anno così suddiviso: 10 milioni per eventi calamitosi e messa in sicurezza del territorio; 40 milioni per la messa in sicurezza degli edifici scolastici e per interventi di bonifica dei siti contaminati dall’amianto; 30 milioni per l’esercizio della funzione di ente capofila nel caso di gestione associata di alcune funzioni; 20 milioni per le spese per sentenze passate in giudicato a seguito di contenziosi connessi a cedimenti strutturali e procedure di esprorio. Le norme non comportano maggiori oneri la finanza pubblica perché resta invariato l’obietto complessivo del patto di stabilità dei Comuni fissato dalla legge di stabilità.
A favore dei Comuni viene previsto un ammorbidimento delle sanzioni per il mancato rispetto del patto di stabilità interno nel 2014. La sanzione, rappresentata dalla riduzione delle risorse spettanti dal Fondo di solidarietà, si applica in misura pari al 20% dello sforamento, anziché pari al 100%. Analogamente, per le Province e le Città metropolitane le risorse che vengono erogate dal fondo sperimentale di riequilibrio vengono ridotte del 20% anziché del 100% dello sforamento con il limite massimo previsto del 3% delle entrate correnti registrate nell’ultimo consuntivo.
Pagamento debiti commerciali: per l’anno 2015 sono incrementate di 2 miliardi di euro le risorse destinate alle Regioni e alle Province autonome per far fronte al pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili maturati alla data del 31 dicembre 2014. L’importo di 2 miliardi è ulteriormente incrementato dalle eventuali risorse disponibili e non utilizzate per il pagamento dei debiti degli enti del Servizio Sanitario nazionale. Per il pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili dei Comuni maturati al 31 dicembre 2014, vengono concessi ulteriori 850 milioni.
Fondo compensazione IMU e TASI: per il 2015 è attribuito ai Comuni un contributo di 530 milioni di euro. Con decreto del Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze da adottare entro il 10 lugli 2015, viene stabilita , secondo una metodologia adottata dalla Conferenza Stato-Città e Autonomie Locali, la quota di contributo spettante a ciascun ente tenendo conto dei gettiti dell’IMU e della TASI del 2014.
Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-06-2015 alle 17:24 sul giornale del 22 giugno 2015 - 1327 letture
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