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Processo Condor: il Sindaco Mancinelli incontra i familiari dei desaparecidos

4' di lettura Ancona 06/07/2015 - Una pagina tragica e cruenta della Storia contemporanea, quella della sparizione e dell'assassinio di migliaia di oppositori dei regimi dei Paesi sudamericani negli anni Settanta, al centro dell'iniziativa pubblica che si è svolta questa mattina in comune intitolata particolarmente alle madri e alle nonne della Plaza de Mayo.

L'incontro, che ha preso le mosse dalla presenza in Italia di numerosi testimoni al processo in contumacia in svolgimento nella capitale, si è svolto alla presenza del sindaco Valeria Mancinelli e dell'assessore alle Pari Opportunità Emma Capogrossi, ed è stato organizzato grazie all'impegno congiunto dello SPI CGIL Marche e del suo Coordinamento Donne, insieme all'associazione Terzavia di Ancona e con il contributo delle Associazioni Tra-mare culture, 24Marzo e Casa Argentina Latinoamericana delle Marche. E' stato patrocinato dal Comune di Ancona e dall'Ambasciata d'Argentina in Italia,rappresentata dal ministro Carlos Cherniak, Ambasciata d'Argentina in Italia. "Ancona- ha dichiarato il sindaco Valeria Mancinelli- è una città abituata da sempre ad ospitare perseguitati politici e comunque persone che sono dovute scappare nel tempo dalla dittature, dall'Argentina alla Grecia, ed è un onore per noi incontrare questa delegazione di persone combattive come Enriqueta Stamponi, cui l'Amministrazione desidera assegnare una spilla in memoria dei familiari scomparsi". “L'Italia - ha sottolineato Laura Pergolesi, presidente Terzavia, argentina e in Italia da 12 anni- è uno dei Paesi che più è riuscito ad alzare il velo su i crimini commessi negli anni Settanta grazie a questi processi in contumacia. E a cascata, grazie a testimonianze, indagini, istruttorie e grazie soprattutto alla tenacia e al coraggio delle donne che hanno lottato per avere notizie dei cari scomparsi, sensibilizzando l'opinione pubblica , si sta facendo conoscere la verità al mondo intero.

“Centrale ancora oggi la partecipazione delle donne -sottolinea Aurora Ferraro, SPI CGIL- che hanno dato vita più di recente anche alla ricerca dei nipoti scomparsi, dati in adozione subito dopo la nascita, strappandoli alle mamme sequestrate e “condannate” dai regimi. Già 135 persone sono state individuate e messe in contatto con le famiglie di origine”.

Durante la mattinata si è parlato della tremenda stagione della dittatura in Argentina, che dal 1976 al 1983 seminò il terrore, cancellando sanguinosamente legalità e diritti umani, incarcerando, torturando e uccidendo decine di migliaia di oppositori, poi fatti scomparire. Negli oltre 30.000 “desaparecidos” molti erano di origine italiana, per i quali sono stati avviati processi per stabilire i diretti responsabili di simili efferatezze.

L'ultimo, il processo “Condor” si sta dibattendo in questo periodo sulla base di testimonianze di familiari: una familiare chiamata a testimoniare, come anticipato, è la già citata Enriqueta Stamponi, che ha ricordato le tragiche vicende di Mafalda Corinaldesi e di suo figlio Luis Stamponi, desaparecidos nel 1976, di origini anconetane. Nell'iniziativa si è parlato anche del fenomeno del movimento delle donne argentine “Madres y Abuelas de Plaza de Mayo” nato durante la dittatura, che con una lotta silenziosa e pervicace, pagando anche prezzi molto alti, sono riuscite a portare alla ribalta mondiale la tragedia della dittatura, procurando così una potente destabilizzazione che poi avrebbe sconfitto lo stato del terrore. Presidente delle Abuelas è Estela Carlotto, non presente fisicamente all'iniziativa, ma che, attraverso un messaggio video ha portato un saluto ed una diretta sua testimonianza di madre di una giovane donna barbaramente uccisa e di nonna, che solo recentemente ha potuto riabbracciare suo nipote, nato nel periodo di detenzione della madre e poi affidato ad una famiglia sconosciuta.

Stamponi compagno di Che Guevara, e sua madre Mafalda Corinaldesi che si era messa alla ricerca del figlio desaparecido ed è scomparsa anch'essa. Ancona si fa carico di questo fardello di orrore, rischiarato dal coraggio e dalla fierezza delle mamme e delle nonne della Plaza de Mayo che non hanno mai smesso la loro lotta contro la barbarie, con due iniziative importanti : l'incontro alla Casa delle Culture domenica che si è svolto il 5 luglio su “Bolivia. Da Che Guevara a Evo Morales, passando da Luis Stamponi amico del Che oriundo di Ancona” e quindi “Madres y Abuelas de Plaza de Mayo”, e l'incontro successivo a Palazzo del Popolo. Entrambe le iniziative prendono le mosse dal processo in corso a Roma sui crimini commessi nei confronti di nostri connazionali in Bolivia, Perù, Uruguay e altri periodi nell'ambito della cosiddetta operazione Condor, concordata dalle dittature di quei Paesi.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-07-2015 alle 22:36 sul giornale del 07 luglio 2015 - 850 letture

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