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Eusebi: "Via Monteferro, tanto tuonò che piovve"

paolo eusebi 4' di lettura Ancona 20/07/2015 - Via Monteferro, tanto tuonò che piovve. E così l’ex consigliere regionale Paolo Eusebi, che già il problema di via Monteferro l’aveva sollevato in ogni sede istituzionale, ha preso carta e penna ed ha scritto al Procuratore della Repubblica e al Procuratore della Corte dei conti delle Marche.

Nel territorio comunale di Ancona via Monteferro è una strada vicinale che collega due provinciali (quella per Agugliano e quella per Montesicuro) e nel maggio del 1983 è stata dichiarata di pubblica utilità. In effetti, dopo la frana del 1982 su via Monteferro il traffico è cresciuto a dismisura con 4700 passaggi giornalieri ( poco meno di 500 quelli delle 85 famiglie residenti). Ma tutti passaggi pesanti in quanto con i lavori della terza corsia autostradale per via Monteferro sono passati e passano betoniere, autocarri e autoarticolati. E' facile immaginare come sia diventato il fondo stradale e quali siano le condizioni di sicurezza dell’arteria oggi di estrema pericolosità anche per l’assenza di barriere laterali in corrispondenza di scarpate di notevole dislivello. Proprio in occasione dei lavori della Società Autostrade per la terza corsia il Comune avrebbe omesso di adempiere all’obbligo di cui al D.p.r. 380/2001 di segnalare alla Regione e al Ministero i comportamenti irregolari, pur essendone certamente a conoscenza. Ebbene, nonostante le ottantacinque famiglie di via Monteferro da anni stiano lottando perché il Comune intervenga, finora nulla o quasi è accaduto. Appena due multe tanto per gradire e per dimostrare paradossalmente di esserci. Secondo Eusebi il Comune, “pur non facendo nulla per la messa in sicurezza dell’arteria, si comporta come se la strada fosse sua rilasciando permessi ad aziende pubbliche e partecipate per l’esecuzione di lavori senza richiedere la documentazione attestante il soddisfacimento degli obblighi nei confronti dei terzi ( ovvero verso le famiglie di via Monteferro). Insomma si tratta di una vicenda paradossale dove logica e razionalità non esistono e dove l’inerzia del Comune appare davvero colpevole”.

Del resto su questa storia di ordinaria follia amministrativa lo stesso Ombudsman della regione ha chiesto da tempo inutilmente lumi. “L’Amministrazione Comunale di Ancona, pur essendo chiaramente a conoscenza che la procedura di esproprio dell’area oggetto dei lavori era errata, sia per l’oggetto che per il soggetto dell’esproprio, ha - sempre secondo Eusebi - colpevolmente omesso di adempiere all'obbligo d'ufficio di segnalazione agli organi competenti e non ha ancora capito che un eventuale esproprio, con le modalità in atto, determinerebbe per l’Amministrazione Comunale un danno patrimoniale, vista anche la sua posizione di Proprietario Frontista. Il Comune di Ancona pur essendo a conoscenza che la Soc. Autostrade per l’Italia S.p.a. non aveva e non ha ora, la disponibilità delle aree per i lavori in oggetto, pur essendo stata sollecitata a farlo, non ha fatto interrompere i lavori in base al D.R.P. 380/2001 art. 27 ed art.28. Inoltre nonostante tutte le segnalazioni il Comune non è stato in grado o non ha voluto mettere in essere tutte quelle misure (anche ordinanze) per impedire che la Soc. Ghella esecutrice dei lavori in oggetto, arrecasse danni notevoli alla Via Monteferro e disagi ai suoi abitanti.

Ma il conto Eusebi lo presenta anche alla Società Autostrade per l’Italia S. p. A ed allo stesso Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Direzione generale per la Vigilanza sulle Concessioni Autostradali, che pur essendo stato dettagliatamente informato di tutte le problematiche inerenti i lavori in oggetto, come delegante non è intervenuto per far ripetere l’esproprio, pretendendo il rispetto della delega conferita e delle leggi vigenti. Insomma, per Eusebi la strada della Procura e della Corte dei conti era davvero inevitabile. L'esposto si conclude :“A mio modesto parere, oltre alla consueta protervia di burocrati e politici, infedeli o lazzaroni, questa vicenda evidenzia una serie interminabile di reati (doveri d'ufficio omessi, atti compiuti con palesi e grossolani abusi) legati soprattutto a mancati doveri e un danno consistente per i cittadini anconetani. Sorge spontanea la domanda se ci siano motivi indicibili per tali comportamenti: del Comune di Ancona, della Società Autostrade, del Ministero, della Regione Marche (onore al Difensore Civico che almeno ha provato a fare qualche cosa)”






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-07-2015 alle 23:50 sul giornale del 20 luglio 2015 - 790 letture

In questo articolo si parla di attualità, ancona, Paolo Eusebi

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