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Maltratta la compagna davanti a figli di lei. Ora per lui scatta il divieto di avvicinarsi

Polizia di Stato generico 3' di lettura Ancona 22/07/2015 - Maltratta la compagna davanti a figli minorenni di lei. Ora per lui scatta il divieto di avvicinarsi per un tunisino grazie alle prove raccolte dalla Polizia di Stato. Brutto episodio ad Ancona.

La Polizia di Stato di Ancona ha concluso una indagine su una vicenda di maltrattamenti in famiglia e di atti persecutori, denunciando un cittadino tunisino, F.G., 35enne residente ad Ancona. L’uomo è accusato di aver maltrattato con reiterati atti persecutori una coetanea italiana, tanto da farle temere per la propria incolumità e per quella dei due figli minori che la donna aveva avuto da un altro cittadino tunisino, con il quale aveva in precedenza convissuto e cugino di F.G.. Il tunisino difatti nel corso del 2014 aveva intrapreso una relazione con la donna, che in precedenza era stata per anni la compagna di un suo cugino; mentre agli inizi l’uomo appariva premuroso sia con la donna che con i due bambini, per cui la donna si era decisa a prenderlo in casa, iniziata la convivenza l’atteggiamento era ben presto cambiato: oltre ad oziare per tutto il giorno, campando alle spalle della donna, l’uomo teneva atteggiamenti da despota con lei e con i bambini; in almeno un caso, aveva anche malmenato la donna, costringendola a ricorrere alle cure mediche, davanti agli occhi atterriti dei bambini che pare, fortunatamente, non abbia mai percosso.

La donna a più riprese aveva cercato di allontanarlo da casa sua, ma senza risultati. Tanto che la vittima, esasperata, con molta probabilità si è “sfogata” con l’ex compagno che aveva preso provvedimenti. L’attuale indagato, lo scorso 4 gennaio, veniva infatti aggredito ad Ancona da due tunisini, suo cugino E.G. ed un altro tunisino 51enne F.G. che sono stati arrestati dopo averlo colpito ripetutamente con un coltello e con una mazza da baseball. Il primo rintracciato a Modena dalla Squadra Mobile ed il secondo, sempre dalla Polizia, ad Ancona. Ora i due sono ancora in carcere per quell’episodio, con l’accusa di tentato omicidio.

Un movente il loro da ricercare nella vendetta nei confronti di F.G., reo di maltrattare l’ex famiglia di suo cugino. Questi, dopo una lunga degenza ospedaliera, è però tornato alla carica con la donna, costringendola a riospitarlo contro il suo volere; da qui la volontà della donna di sporgere denuncia. Gli investigatori della Sezione specializzata della Squadra Mobile che si occupano dei reati contro donne e minori non hanno dovuto attendere molto per trovare un riscontro e provveduto così ad inviare una corposa informativa sia alla Procura della Repubblica sia, a tutela dei minori loro malgrado coinvolti, al Tribunale dei Minori.

Il giudice ha così immediatamente disposto la misura cautelare coercitiva dell’allontanamento dalla casa familiare, con contestuale divieto di avvicinamento alla donna ed ai minori, nei confronti del tunisino. Che è stato di buon mattino prelevato dai poliziotti, invitato a farsi la valigia e portato negli uffici della Squadra Mobile, dove gli sono stati notificati i provvedimenti adottati dal giudice che ora dovrà osservare. In caso contrario rischia l'inasprimento delle misure e il conseguente arresto. Oltre a ciò, subirà un processo per i maltrattamenti inferti alla vittima e, di riflesso, ai figli minori della stessa.






Questo è un articolo pubblicato il 22-07-2015 alle 16:39 sul giornale del 23 luglio 2015 - 732 letture

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