Scoperta dalla Guardia di Finanza di Ancona maxi truffa dei carburanti. Tre menti per un raggiro da quasi 9 milioni di euro

3' di lettura Ancona 31/07/2015 - Gasolio a fiumi. Lo compravano e rivendevano senza pagare le accise. La Guardia di Finanza di Ancona sta concludendo in queste ore l’operazione denominata “Caravan Petrol”, iniziata nel 2010, che ha portato all’arresto delle tre menti della maxi truffa. Accusati di frode fiscale e truffa aggravata ai danni dello stato per un civitanovese, un teramano e un napoletano sono scattati gli arresti domiciliari. 24 milioni di litri venduti in frode,

Tutto è partito dalle Marche. Sono state cinque pompe di benzina dell’unica regione plurale con prezzi un po’ troppo al ribasso a far scattare l’indagine. L’operazione criminale si è rapidamente diffusa a macchia d’olio in Abruzzo, Molise, Lazio, Campania e Calabria, portando a controlli su una cinquantina di benzinai dello stivale e a quarantaquattro perquisizioni di sedi di società, aziende e abitazioni private. La società operativa aveva la sua sede reale a Civitanova Marche ed aveva dato vita a filiali assolutamente fittizie sul territorio nazionale. Ad interrompere l'attività illecita è servita la collaborazione della Polizia Tributaria anconetana con quella maceratese.

A fornire i dettagli il Tenente Colonnello Massimiliano Di Lucia, un imbroglio dai dati astronomici. I tre, pluripregiudicati, avevano infatti ideato una struttura piramidale e capeggiavano 15 persone con lo scopo di commercializzare carburante in evasione di imposta. Il danno effettivo riscontrato dai documenti delle pompe di benzina messe sotto controllo è costituito dall’aver immesso sul mercato 24 milioni di litri di carburante evadendo 8,6 milioni di euro. Come risarcimento all’erario scatta dunque il sequestro di ventuno immobili e sette auto di lusso in tutta Italia e alla chiusura di una settantina di conti bancari.

A spiegare con precisione le fasi delle indagini provvede il Colonnello Vincenzo di Pietro. L’operazione criminale è avvenuta in tre fasi. Nella prima sono state create sette società "cartiere" del tutto fittizie (localizzate a Napoli, Macerata e Teramo) per comprare il carburante da grossi fornitori, motivando l’acquisto come prodotto per esportazione. Questo consentiva loro di ottenere benzina e gasolio usufruendo, illecitamente, dell’esenzione dal pagamento dell’iva. Ma quella che portava i veri guadagni era la seconda fase, in cui le cartiere cedevano il prodotto sottocosto a società compiacenti ma anche a distributori stradali forse ignari. I prezzi in questo modo divenivano largamente concorrenziali. La fase finale è stata poi quella della spartizione dei proventi illeciti. Ancora da accertare restano le responsabilità dei gestori delle pompe di benzina - soprattutto pompe bianche precisano dai vertici della Guardia di Finanza anconetana - che hanno acquistato il prodotto a prezzo eccessivamente vantaggioso.

Particolarmente complessa l'attività di indagine che ha visto emergere 44 decreti di perquisizione eseguiti presso sedi di società, pertinenze aziendali, abitazioni private in tutto il territorio nazionale. Grazie a questa maxi operazione conclusa oggi è stato possibile scoprire non soltanto una grossa frode fiscale a danno dell’erario, ma anche smantellare un’organizzazione criminale che aveva creato un'enorme concorrenza sleale ai danni di ignari ed onesti benzinai.


di Enrico Fede
redazione@vivereancona.it

 







Questo è un articolo pubblicato il 31-07-2015 alle 17:14 sul giornale del 01 agosto 2015 - 3953 letture

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