Duca su accorpamento dei porti: "il governo rispetti la Costituzione"

Eugenio Duca 2' di lettura Ancona 07/08/2015 - Il 5 agosto alle Camere è stata persa un'occasione importante (l'ennesima), per salvaguardare l'autonomia delle A.P. di Ancona e Ravenna e non solo. Le Commissioni dovevano esprimere un parere sullo schema di decreto riguardante la portualità e la logistica.

Prerogativa ottenuta grazie ad emendamento approvato dalla Camera dei Deputati con parere "contrario" del Governo che non gradisce neanche un parere del Parlamento e vuole procedere d'imperio. I Documenti proposti dai Relatori (On. Meta e Sen. Filippi, entrambe PD) erano molto precisi proprio sulla parte che riguarda le nuove Autorità di Sistema Portuale da individuare, almeno, nei 14 porti "core" già stabiliti in sede comunitaria e escludendo la possibilità di accorpamento degli stessi senza l'intesa delle Regioni, come è il caso di Ravenna e Ancona che fanno parte di due distinti Corridoi Plurimodali delle Reti TEN-T.

Una Posizione "ineccepibile" e rispettosa della Costituzione laddove assegna la portualità a legislazione concorrente tra lo Stato e le Regioni. Posizione naufragata a causa delle pressioni del Governo, di non pochi Parlamentari e di alcune Regioni che hanno preteso di togliere ogni riferimento alla rete dei porti core. Una pagina triste, a mio avviso, non per Ancona e Ravenna, ma per il Parlamento che in tal modo consente al Governo di fare ciò che vuole, a prescindere dalla programmazione comunitaria esponendolo alle pressioni clientelari o "di peso politico" l'individuazione delle Autorità di Sistema e di "sacrificare" l' autonomia di Ancona e Ravenna, (una delle due) visto che parlamentari e AP sanno bene che l'accorpamento è stato già deciso il 3 luglio scorso.

A questo punto occorre valutare diverse ipotesi: 1) continuare nella linea del "far finta di non sapere" che Ancona e Ravenna sono accorpate; 2) sperare che il Governo ci ripensi e scelga la linea costituzionalmente corretta; 3) avviare iniziative politiche lavorando insieme alla Regione Emilia Romagna e con la Conferenza Stato Regioni e con l'ANCI (Conferenza delle città portuali) per rivendicare la coerenza tra il Piano e la programmazione comunitaria (che riguarda anche i cofinanziamenti europei), non escludendo iniziative di mobilitazione cittadina a difesa, non dell'Autorità Portuale, ma della "dignità" e della politica che non premia gli "amici degli amici”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-08-2015 alle 15:25 sul giornale del 08 agosto 2015 - 1294 letture

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