Nuovo appello di Lodolini a sostegno della riforma costituzionale

Emanuele Lodolini 5' di lettura Ancona 11/08/2015 - L'On. Emanuele Lodolini, membro della Direzione nazionale Pd, rilancia oggi il suo manifesto/appello a sostegno della Riforma del Senato.

Una riflessione aperta, proposta nel 2014, che ha raccolto numerose adesioni e che speriamo - dicono i promotori - possa trovare una ancor più ampia condivisione. "Ovviamente in queste calde settimane dell'estate 2015, considerato l'acceso dibattito politico nazionale, vogliamo rilanciare con forza il nostro appello" annuncia Lodolini. "La riforma, oggi alla terza lettura, non può ripartire da zero. Il traguardo della fine del bicameralismo paritario non è mai stato così vicino e sarebbe un delitto tornare indietro. Gli appelli di queste settimane del Presidente emerito Giorgio Napolitano ad evitare "contrapposizioni politiche distruttive" e "puri artifizi polemici" non possono essere disattesi". "C'è il tentativo evidente di fermare le Riforme e il Governo - commenta il deputato anconetano. Siamo un Paese che discute invano di Riforma costituzionale dalla fine degli anni Settanta. Un Paese in cui sono fallite, dal 1983 in poi, tre Commissioni bicamerali per le Riforme. Questa pluridecennale inconcludenza della politica ha prodotto arretratezza e declino. Ha reso le Istituzioni più deboli e meno credibili. E ha disorientato e sfiduciato larga parte dell'opinione pubblica".

"Abbiamo perso troppo tempo - conclude Lodolini. E il tempo in Politica non è cosa da poco. Anzi. Disfare la tela è un atto al alto rischio. Non vedo motivazioni valide per arrestare un percorso giunto alla terza lettura in Parlamento e che a giugno dovrebbe essere sottoposto a referendum. Non si può realisticamente affermare che tale sia la lotta per ripristinare l'elettività di primo grado del Senato intesa come presunto argine ad un inesistente eccesso di potere che la Riforma attribuirebbe al Governo. La reintroduzione dell'elettività diretta dei Senatori farebbe passare l'Italia da un'anomalia europea (bicameralismo paritario) a un'altra (un Senato eletto direttamente sebbene privo del potere di dare la fiducia al Governo). Siamo seri. Evitiamo tatticismi e strumentalità". Chi volesse sottoscrivere il documento può inviare mail a segreteria.lodolini@camera.it Segue il testo dell'appello da sottoscrivere: Per una mobilitazione dal basso a sostegno delle riforme di Matteo Renzi Il Parlamento si appresta a discutere, in terza lettura, il ddl costituzionale sulla riforma del Senato e Titolo V. Superamento del bicameralismo paritario, riduzione del numero dei parlamentari, contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, soppressione del CNEL e revisione del Titolo V della Parte seconda della Costituzione. Sono questi i punti dello schema di disegno di legge di revisione costituzionale approvato dal Consiglio dei Ministri il 31 marzo 2014. Il Parlamento che verrà si articolerà in Camera dei Deputati e Senato delle Autonomie. Credo che a questo ambizioso percorso di riforma debba accompagnarsi una mobilitazione dal basso, nei territori, nei Circoli del Pd, nella società a sostegno delle Riforme. Oltre ogni conservatorismo e gattopardismo.

Per questo penso a una giornata di mobilitazione, un R-Day (Riforme Day), da far coincidere con il giorno in cui il provvedimento sarà votato al Senato. La necessità di fare riforme in tempi certi non nasce da schizofrenia, ma dalla consapevolezza che il fare le riforme, presto e bene, è elemento di credibilità verso i cittadini e verso le Istituzioni internazionali, a partire da quell’Europa alla quale vogliamo far cambiare verso, per andare oltre l’austerità e il rigore. Per chiedere all’Europa di cambiare, dobbiamo, però, dimostrare concretamente di essere cambiati noi e di voler continuare a cambiare. Ma un problema di credibilità dobbiamo porcelo, in particolare, verso i cittadini, perché è fondamentale che essi stessi percepiscano davvero che la Politica inizia a compiere sacrifici. È una questione di efficacia, efficienza, semplificazione dei processi, costi e tempi. È ora di agire, non si possono più fare solo buoni propositi, servono i fatti, gli italiani hanno bisogno di vedere che siamo i primi a compiere dei sacrifici. Solo così potremo riottenere quella fiducia che è venuta via via meno negli anni.

È una nostra responsabilità, in quanto rappresentanti delle Istituzione. Abolendo il Senato così come è oggi, riducendo di conseguenza il numero dei Parlamentari, rendendo la cosiddetta Camera Alta non elettiva e venendo poi ovviamente meno le indennità da dare ai Senatori, si andrebbe a risparmiare un miliardo di euro all’anno, rispetto ai due milioni e mezzo che vengono spesi oggi. Non siamo davanti a quel riformismo senza popolo, limite oggettivo dei Governi dell’Ulivo. Oggi ci sono le condizioni per fare le Riforme con il popolo e per il popolo. Non populismo ma riformismo dal basso. Le riforme istituzionali sono la base di tutte le altre riforme. Il Pd è impegnato nell’affrontare la crisi socio-economica e portare a termine le necessarie riforme istituzionali. Riguardo al primo aspetto, abbiamo messo in campo la più importante opera di redistribuzione sociale degli ultimi venti anni. Quattordici milioni di lavoratori con basso reddito potranno contare su “una mensilità aggiuntiva”, ogni anno. Allo stesso modo tutti i soggetti passivi dell’IRAP beneficeranno di una riduzione a regime del 10%.

Misura che si aggiunge alla diminuzione dei contributi INAIL di 1,3 miliardi fatta con la legge di stabilità. Sul fronte delle Riforme economiche, dunque, ci siamo. Sulle Riforme istituzionali dobbiamo essere il motore del cambiamento. Anche per questo dobbiamo sostenere con convinzione e determinazione nei nostri territori il Presidente Matteo Renzi e il Governo in questo ambizioso tentativo. L’attuale bicameralismo imperfetto non è più corrispondente alle esigenze del Paese e ai tempi, oggi molto lenti, con i quali il Parlamento legifera. Il mandato che Renzi ha avuto in parlamento e in Direzione nazionale Pd è quello di fare quelle riforme che negli ultimi 20 anni il Paese non ha realizzato. Se la democrazia non è in grado di riformare e decidere in tempi brevi rischia di essere travolta. Per questo la sfida delle riforme lanciata da Renzi non è la sfida di Renzi, non è una sfida in solitudine, ma una sfida comune, collettiva, di quanti hanno a cuore il Paese e vogliono portarlo fuori dalla palude.


da On. Emanuele Lodolini
parlamentare Pd





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-08-2015 alle 16:46 sul giornale del 12 agosto 2015 - 279 letture

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