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comunicato stampa

WWF Marche, dichiarazioni Mancinelli: "Problema cinghiali: non si risolve con il lanciafiamme e con insulti alle associazioni"

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Vivere Ambiente, cinghiali

In base alle dichiarazioni del sindaco di Ancona su un quotidiano locale del 01 settembre 2015 il wwf Marche risponde.

La problematica cinghiale dimostra quanto manchi un coordinamento delle istituzioni competenti nella gestione scientifica della specie secondo i criteri scientifici elaborati dall’ISPRA. Andrebbero fatti censimenti con la stessa metodologia scientifica in contemporanea in tutto il territorio provinciale da parte degli enti competenti (provincia, atc, enti parco) e redarre piani di gestione efficienti e scientifici con l’utilizzo di selecontrollori abilitati con appositi corsi di formazione effettuati da enti qualificati. Si possono inoltre utilizzare metodi di controllo come trappole di cattura nelle zone dove i danni alla agricoltura sono maggiori sempre sotto il controllo degli enti preposti dalla legge.

Un metodo efficiente e selettivo di controllo non è sicuramente la caccia definita “braccata” con l’utilizzo di cani che indirizzano gli ungulati verso “le poste”. Tale sistema di caccia produce alterazioni negative nella struttura demografica delle popolazioni cacciate in quanto con l’abbattimento delle femmine capo branco si provoca la formazione di gruppi costituiti principalmente da giovani, che per alimentarsi mancando l’elemento guida sono costretti ad orientarsi proprio verso altre coltivazioni, anche a km di distanza aumentando i danni alle coltivazioni stesse. Inoltre bisogna sempre ricordarsi che il cinghiale presente nella nostra regione non è autoctono ed è stato liberato dalle associazioni venatorie sin dal 1970 con ecotipi provenienti dall’est europa più prolifici e anche incrociato con il maiale, che è la forma domestica della specie, che partorisce piccoli anche due volte l’anno. Vanno inoltre effettuati censimenti della popolazione di cinghiale che definiscano parametri demografici come la densità e l’incremento riproduttivo annuo necessari per piani di gestione scientificamente corretti. Non è pensabile che esistano più cinghiali marchigiani autoctoni estinti oramai da secoli, come affermato dal presidente della regione Ceriscioli, che invece positivamente afferma che servono azioni mirate e scientifiche.

Le affermazioni del sindaco di Ancona si commentano da sole… Solo attuando quanto scritto si può risolvere un problema che paesi più sviluppati del nostro in europa gestiscono in maniera razionale da tanti anni dimostrando il livello di incapacità del nostro paese di risolvere qualsiasi problematica connessa alla fauna selvatica.



Vivere Ambiente, cinghiali

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-09-2015 alle 19:24 sul giornale del 03 settembre 2015 - 2993 letture