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comunicato stampa

Soddisfazione dell'on. Lodolini per la decisione presa dal Tar sulle poste delle comunità montane

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Emanuele Lodolini

Esprime soddisfazione il Deputato anconetano del Partito Democratico Emanuele Lodolini, per la decisione del Tar della Toscana di congelare la chiusura di 59 uffici postali in merito alla nota vicenda dell’applicazione del piano di razionalizzazione di Poste Italiane nei piccoli paesi di Montagna.

Una pronuncia importante che segue e conferma quella del TAR del Friuli Venezia Giulia dello scorso 15 Luglio, aprendo un nuovo e deciso scenario più favorevole ai piccoli comuni di montagna. Dalla lettura della sentenza, infatti, emerge con estrema chiarezza come i giudici abbiano affermato che l'esigenza di risparmiare può essere un fattore di valutazione da parte di Poste Italiane ma non può prevalere sull'interesse pubblico allo svolgimento del servizio universale. Per questi motivi, sempre nella sentenza si legge come debba tenersi in seria e doverosa considerazione la situazione geografica e orografica dei singoli territori interessati dal piano di razionalizzazione nonché le proposte che dai comuni interessati dovessero giungere. "Le due sentenze sono di assoluto rilievo – commenta il parlamentare del Partito Democratico che da tempo è impegnato sul tema è che nei mesi scorsi aveva scritto una lettera ai vertici di Poste e depositato atti di sindacato ispettivo.

Vi sono alcuni passaggi, in queste ordinanze del TAR, di assoluto rilievo” - continua Lodolini –“ Anzitutto si sancisce il servizio postale è un servizio di interesse pubblico, ancorché gestito da soggetto privato, in quanto oggetto di concessione di pubblico servizio alla quale, aggiungo, è legato anche un contributo specifico della legge di stabilità. E si riconferma la natura giuridica del Comune quale espressione di una collettività che ha evidente interesse ad avere parità di trattamento per i propri cittadini. Ma vi è' un altro importantissimo passaggio, in queste sentenze. E cioè che l'aspetto economico non può essere considerato né esclusivo né prevalente nell'interesse pubblico allo svolgimento corretto di un servizio universale come va considerato il servizio postale. Partendo da qui, il giudice amministrativo riconosce implicitamente il diritto dei territori montani sancito dall'articolo 44 della Costituzione, laddove richiama il fatto che il dato economico ovvero quello della distanza non può essere superato né come assoluto né come di automatica applicazione, ma deve essere rapportato alla situazione geografica e orografica di alcune zone, anche per raggiungere un equilibrio e un bilanciamento tra gli interessi degli utenti e quelli dell'azienda.”

“Indubbiamente questi due precedenti sono di assoluta importanza anche per tutti quei territori marginali interessati dal piano di riorganizzazione di Poste - conclude il parlamentare anconetano - penso ad esempio alle Marche, e a tutti quegli uffici postali che saranno interessati da queste misure, suggerisco ai sindaci di promuovere un analogo ricorso al tribunale amministrativo regionale sulla scorta delle due esperienze del Friuli e della Toscana. Sarò a loro disposizione in questo importante percorso. Dopo questo secondo intervento della giustizia amministrativa, mi chiedo se i vertici di Poste Italiane spa -a cominciare dalla presidente Todini- abbiano finalmente compreso che la riorganizzazione di un'azienda che svolge servizio pubblico si fa confrontandosi coi territori, applicando le indicazioni del Parlamento e rispettando le leggi. E in ogni caso i giudici amministrativi chiariscono che il servizio postale va assicurato, a prescindere dalla natura giuridica del soggetto titolato: motivo in più per aprire ad una liberalizzazione del settore e a utilizzare con procedure ad evidenza pubblica i fondi pubblici destinati al servizio universale".



Emanuele Lodolini

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-09-2015 alle 11:04 sul giornale del 08 settembre 2015 - 1116 letture