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Stazione Ancona Marittima, petizione delle associazioni cittadine per evitare la chiusura

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“Chiudere la stazione Marittima rappresenta una grossa perdita per i pendolari e per i cittadini di Ancona”. Queste le parole di Danilo Antonini, ex dirigente di Trenitalia, sezione Italia Centrale. Giovedì mattina, davanti alla Marittima, si è schierato con le associazioni di cittadini “Italia Nostra”, “Voi con Noi”, “Vista Mare” e “Mezzavalle Libera”.

Ha sostenuto che la chiusura di una stazione “che è stata palestra del trasporto pubblico integrato, portando oltre seicento passeggeri ogni mattina in città e facendone partire la metà il pomeriggio, costringerà ad un ritorno all’utilizzo dell’automobile e congestionerà ulteriormente piazza Cavour, il salotto della città, con altri autobus”. Il presidente di Italia Nostra Ancona, Maurizio Sebastiani, ha chiesto all’amministrazione comunale e regionale di fare dietro-front su una questione che le giunte precedenti si erano guardate bene dal discutere: “Si parla da vent’anni di metropolitana di superficie” – e Antonini spiega che le stazioni per realizzarla ci sono, manca solo qualche treno – “e adesso assessori inesperti, non trovando una soluzione, decidono di abbandonare l’idea. Non ci sembra opportuno, in un momento di trasformazione del porto, sostituire con la gomma tutto il trasporto ferrato”. Sentendosi abbandonato dalle istituzioni, in quanto cittadino, ha concluso con un appello: “Qual è una vera soluzione? Dove sono i nostri onorevoli?”. Sono state quattrocentoquarantaquattro le firme raccolte sino a ieri sera nella petizione per evitare che una parte di quei quattro milioni e mezzo di euro erogati dalla stessa Regione che ora ritiene inderogabile la chiusura della Marittima, per realizzare la metropolitana di superficie vadano perduti. Ruggero Cinti, presidente di “Voi con Noi” ha confermato la partecipazione della sua associazione per far “nascere un coordinamento delle associazioni cittadine, che possa mandare un messaggio alla Regione di disaccordo verso questa chiusura, perché un capoluogo di regione che mira ad essere il front end dell’Adriatico non può rinunciare a una stazione Marittima e a una metropolitana di superficie”.





Questo è un articolo pubblicato il 17-09-2015 alle 13:50 sul giornale del 18 settembre 2015 - 1650 letture