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Bilancio Comunale, Mancinelli pronta a liquidare il patrimonio cittadino

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Al giro di boa del primo mandato, Valeria Mancinelli traccia i risultati del bilancio. Ospite del Rotary Club anconetano giovedì sera alla Marina Dorica, si destreggia tra le varie problematiche che dice ormai risolte positivamente.

Quando siamo arrivati – come amministrazione Comunale – abbiamo trovato tra i lavori relativi alla galleria Risorgimento un buco di 1,8 milioni di euro. Siamo riusciti a spalmarlo in tre anni. Nel caso della fondazione teatrale erano programmate attività per 6 milioni di euro, mentre ne erano disponibili solo tre. Eppure abbiamo consentito alla società di terminare l’anno con un utile di 60 mila euro”. Fa storcere ancora il naso, dopo due anni, la decisione presa sulla Zipa: “Quando qualcosa non funziona più è ora di chiuderla. Il consorzio da quattro anni stava facendo perdere centinaia di migliaia di euro al Comune. Il terremoto politico scatenato per i sette o otto dipendenti, quasi tutti ricollocati, non aveva luogo di esistere”. Non prende fiato il primo cittadino del capoluogo, che torna a promettere un consistente taglio della tassa sui rifiuti: “Grazie alla rete dei Comuni, su Anconambiente abbiamo fatto un’operazione in prospettiva e abbiamo annunciato una riduzione della Tari”. Secondo i calcoli dei tecnici quest’ultima vale, ad Ancona, venti milioni di euro, corrispondenti all’esatto costo del servizio. Ora, però, diverrebbe possibile ridurlo del 20%, facendo risparmiare quattro milioni agli anconetani. Meno ottimistiche sono le previsioni sulla manutenzione stradale: “Sono 650 i km di strade del Comune di Ancona. In questa settimana siamo intervenuti su circa 25 km spendendo 3 milioni. Il bilancio manutentivo è un problema”, un problema lasciato per ora a future discussioni.

E l’annosa questione della mancanza di denaro nelle casse di Palazzo del Popolo porta il sindaco a declamare, con voce sommessa, la necessità di liquidare il patrimonio cittadino: “è necessario vendere parte del patrimonio per recuperare fondi in grado di garantire servizi”. Per far andare giù la pillola amara senza mandare di traverso la cena ai rotariani, cerca di prendersi alcuni meriti. “Dove i fondi erano già stati trovati in precedenza, noi li abbiamo utilizzati. Questo ci ha portato alla ristrutturazione di Piazza Cavour e delle Leopardi e ad utilizzare gli 8 milioni di euro a fondo perduto dallo Stato per far rivivere la Mole”. Tacendo totalmente la presenza, pochi metri più in basso, di un punto fino a pochi anni fa di ritrovo come l’ormai abbandonata Galleria Dorica, Mancinelli afferma che simbolo della ripartenza della città sarà il Metropolitan, che non diventerà un glorioso cinema in stile “Coppi”, ma “uno spazio per negozi, grazie ad una variante urbanistica che ci ha fruttato 550 mila euro”. Intanto, dopo l’apertura del Porto Antico, si pensa ad ulteriori iniziative di riqualificazione urbana. E se per Piazza Pertini e il Mercato delle Erbe sono in corso trattative per portare i lavori totalmente a carico dei privati, per il Guasco un bando regionale potrebbe portare “21 milioni a fondo perduto da ripartire equamente in tre attività”. Sembra sbloccarsi anche la situazione dei due padiglioni dell’Umberto I di Largo Cappelli, di proprietà dell’Asur, che “ha 12 milioni a disposizione e non li ha ancora utilizzati per costruire l’RSA. Tra poco inizieranno i lavori per la sua realizzazione”.

Tirando le somme, la sindaca cerca di svicolare sulle domande relative ai cosiddetti “scheletri” come Liceo Savoia, palazzo della Provincia, Stadio Dorico e Salesi. Parte da quest’ultimo affermando semplicemente che “la battaglia è quasi vinta” e prosegue specificando che “per far partire un’attività bisogna rendere la città attrattiva. Il palazzo della Provincia è appunto della Provincia. Il Comune può solo proporre la politica urbanistica per facilitare il progetto. Se c’è un imprenditore che vuole farci qualcosa lo può fare”. Questo lo si sta dimostrando in questi giorni con alcuni esempi: “Abbiamo dato questa possibilità a un’azienda di Torrette e ad una sotto il palazzo dell’Unicredit per gestire i parcheggi. La stessa operazione la stimo facendo con la Coal degli Archi”. Niente da fare però per la Cittadella Giudiziaria, che richiederebbe quasi 4 milioni e non sembra nelle priorità dell’amministrazione. Totalmente evasive le dichiarazioni sull’Uscita Ovest, della quale dopo dodici anni – era il 2003 – non è ancora sicura la realizzazione. “Il 27 settembre la società Passante Dorico ha presentato al Ministero delle Infrastrutture il progetto definitivo. Oggi – ieri – con Ceriscioli lo abbiamo portato ai dirigenti del Ministero. C’è l’impegno da parte di Nencini e Delrio di concludere l’istruttoria prima di Natale. In tal modo si potrà sapere a inizio 2016 se l’uscita si farà oppure no”.





Questo è un articolo pubblicato il 23-10-2015 alle 09:59 sul giornale del 24 ottobre 2015 - 1512 letture